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Monitoraggio acque sotterranee
La presenza di siti contaminati in contesti urbani altamente antropizzati introduce tutta una serie di problematiche che coinvolgono con diversa intensità ed a vari livelli le amministrazioni pubbliche, i responsabili delle contaminazioni, gli organi con competenze ambientali e sanitarie, ma soprattutto la popolazione che rappresenta il primo bersaglio delle situazioni di compromissione ambientale rilevate.
Nel caso di Asti, i risultati provenienti dalla Rete di Monitoraggio Regionale delle Acque Sotterranee e dai progetti di bonifica dei siti contaminati presenti nell’area metropolitana, hanno mostrato
livelli di compromissione dello stato chimico (ai sensi del D.L.vo 152/99 e s.m.i.) e valori di attenzione, o il loro superamento (ai sensi del D.M. 471/99), nelle acque della falda superficiale per
la presenza di Solventi Clorurati, evidenziando un inquinamento diffuso dell’acquifero. Tale fenomeno sarebbe causato dalle molteplici sorgenti di emissione (primarie e/o secondarie, attive e/o fossili) legate alle attività industriali che hanno insistito sul territorio comunale (con varie evoluzioni) fin dagli inizi del secolo scorso, oltre che dalla scarsa solubilità e limitata degradazione naturale dei prodotti in questione.
In tale ambito il Comune di Asti, avvalendosi della direzione tecnico-scientifica dell’ARPA, ha finanziato il presente studio finalizzato a comprendere la magnitudo del fenomeno, delimitarne l’estensione e valutarne le implicazioni e/o compenetrazioni con le anomalie dei siti contaminati presenti sul territorio comunale (in particolare l’area IAO/ARVIN), tramite la predisposizione di una Rete di Monitoraggio delle Acque Sotterranee a scala comunale.