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Uffici
Politiche ambientali

p.zza Catena 3
Assessore: Diego Zavattaro
Dirigente: Arch. Scaramozzino Antonio

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Tel. 0141 399.530
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• Contenimento dei colombi

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DISPOSIZIONI PER UNA SERENA CONVIVENZA CON I COLOMBI IN CITTA’


DESCRIZIONE

 

Negli ultimi anni, le aree urbane vengono preferite dalla fauna, per il clima più mite  (in media 3°C in più), per la varietà di habitat  (giardini, parchi, fiumi, ecc…), per la grande disponibilità di cibo (rifiuti alimentari e somministrazione volontaria da parte dell’uomo) e la scarsità dei predatori. In particolare le città attirano alcuni animali selvatici, soprattutto uccelli.

Tra le specie di animali, alcune trovano così tante risorse da favorire la loro riproduzione, fino a diventare problematiche : è il caso del Colombo.
Un Colombo di città (Columba livia forma domestica) ha un piumaggio variabile e può pesare tra i 300-400 grammi. Mangia all’incirca 30-50 grammi di cibo al giorno preferendo cereali, germogli, leguminose, semi e molluschi mentre nel centro storico buona parte del cibo viene fornito dall’uomo    (pane, pasta e granaglie).

Vive in media 4-5 anni, ma può raggiungere anche i 15 anni di vita, è un animale abitudinario e memorizza presto i luoghi e orari dove vi è disponibilità di cibo. Raggiunge una maturità sessuale intorno ai 6-8 mesi, è un animale monogamo e fedele e si accoppia fino a 7 volte all’anno.
Le ore di maggior attività sono al mattino e nel tardo pomeriggio dove amano appollaiarsi sui tetti, cornicioni, anfratti, lampioni, persiane ecc.., sono molto confidenziali con l’uomo, soprattutto se viene offerto loro del cibo.

 

PERCHE’ IL COLOMBO E’ COSI’ NUMEROSO ?

In natura una specie aumenta fin tanto che riesce a disporre di risorse (cibo e spazi per riprodursi). In città l’uomo mette a disposizione dei colombi, volontariamente o meno, enormi quantità di cibo e spazi per nidificare. Questo fattore insieme alla mancanza di predatori naturali e al clima favorevole, fanno si che l’equilibrio si spezzi e questi aumentino di numero fino a creare situazioni di sovraffollamento.
In tali casi la qualità della vita del Colombo è molto degradata: diminuisce l’igiene e lo spazio a disposizione, peggiorando le condizioni sanitarie con rischio di trasmissione di malattie infettive.

 

I PROBLEMI CAUSATI DAI COLOMBI

 

Quando il numero dei colombi è particolarmente elevato (superiore ai 300-400 individui per chilometro quadrato),  si pongono in genere una serie di problemi di convivenza:

 

  •  Danni ai monumenti e fabbricati, sporcizia e degrado dell’ambiente urbano;
  •  Danni alle coltivazioni agricole;
  •  Rischi igenico-sanitari.

 

In concreto, la possibilità di contrarre una patologia dai colombi è molto limitata, ad ogni modo e senza i allarmismi occorre sapere che :

  •  I sovraffollamenti dei colombi aumentano il rischio di infezioni;
  •  Le fasce più deboli sono le più a rischio (bambini, anziani, immunodepressi);
  •  Le principali patologie rilevate talvolta nei colombi sono la SALMONELLOSI, la CLAMIDIOSI, la CAMPYLOBACTERIOSI, la CRIPTOCOCCOSI ecc;
  •  Le zecche dei colombi (Argas reflexus), che assomigliano vagamente a un seme di girasole, succhiano il sangue ai piccioni soprattutto di notte. In alcune circostanze le zecche possono entrare nelle case provocando problemi all’uomo stesso. In tali casi, quando vengono rimossi vecchi nidi o accumuli di escrementi, è opportuno effettuare una pulizia e una disinfezione con prodotti a base di cloro e una disinfestazione mediante l’uso di antiparassitari.

 

CHE COSA PUO’ FARE IL CITTADINO ?

 

A livello diretto, il privato può intervenire  solo in due maniere :

LIMITANDO I LUOGHI DI NIDIFICAZIONE E SOSTA NELLA     PROPRIA ABITAZIONE

La limitazione dei luoghi di nidificazione è un metodo incruento che deve essere effettuato tenendo presenti alcuni accorgimenti :

  • L’intervento riguarda la CHIUSURA DI BUCHI  murali, fori pontai, cornicioni, sottotetti, lucernai ecc…esistenti nei fabbricati, in maniera tale da impedire che i piccioni possano utilizzarli per sostare e nidificare;
  • Un foro di dimensioni pari o inferiore a 5x7 cm (o 6,5 cm di diametro se è circolare) è sufficiente a impedire l’accesso ai colombi;
  • Le cavità particolarmente frequentate potranno essere chiuse con gomitoli di rete metallica zincata sistemati a filo parete, o con reti metalliche zincate a maglia elettrosaldata;
  • Su superfici piane come tetti e cornicioni, si consiglia l’installazione di DISSUASORI, commercializzati da varie ditte. I dissuasori più comuni ed economici sono costituiti da serie di punte metalliche o plastiche (con la testa smussata) montate su fasce di policarbonato flessibile, che si adattano anche a superfici arrotondate. I dissuasori si applicano con dei semplici tasselli, viti o silicone neutro. Una pulizia periodica è necessaria di tanto in tanto per asportare materiale eventualmente impigliatosi tra le punte. Esistono altri tipi di dissuasori fisici (per esempio una lastra in acciaio inox inclinata a 45° gradi) e meccanici (come i sistemi elettrici a basso voltaggio).

 

EVITANDO DI FORNIRE CIBO ai colombi si interviene sulle risorse ambientali, tentando di limitare la sproporzionata e innaturale quantità di cibo a disposizione dei colombi. Con molto cibo a “ buon prezzo “, diventano pigri, le popolazioni aumentano smisuratamente fino a raggiungere alte densità, inoltre in tali condizioni si sviluppano facilmente malattie e malformazioni.


COME INTERVIENE LA PUBBLICA AMMNISTRAZIONE

 

L’Amministrazione Comunale ha avviato un programma di interventi per contenere la popolazione del Colombo, la cui presenza eccessiva in alcune aree della città, sta arrecando notevoli disagi ai cittadini.

Il progetto si realizzerà in tre fasi:

  • Attività di informazione e di sensibilizzazione dell’opinione pubblica circa i problemi che scaturiscono da una eccessiva presenza dei colombi in ambiti urbani: sporcizia delle strade, piazze, marciapiedi e altro; degrado dei monumenti e opere edilizie; disagi e rischi igienico-sanitari.
  • Programmazione e diretta attuazione delle diverse attività di controllo numerico mediante limitazione delle risorse alimentari e dei luoghi di nidificazione. Se sarà ritenuto opportuno, in primavera, il Comune provvederà al contenimento numerico delle nascite mediante la somministrazione controllata del mangime antifecondativo, utilizzato con buoni risultati in diverse città italiane per le sue caratteristiche di sicurezza  e per il suo basso impatto ambientale.
  • Verifica dell’efficacia delle attività svolte a distanza di un anno dall’inizio del piano (fine anno 2008) che durerà 4 anni.

 

 


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