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Progetto cintura verde
LA VALORIZZAZIONE DELLA CINTURA VERDE DI ASTI
1) Ente individuato quale responsabile del progetto
Comune di Asti - Assessorato Ambiente ed Ecologia- Settore Ambiente ed Edilizia con la collaborazione dell’U.o. protezione Civile
2) Altri soggetti coinvolti nella realizzazione del progetto
Presidenti di circoscrizione, wwf, legambiente, campeggio di Valmanera, oratorio/associazione/scuola, parrocchia di Viatosto, gruppi sportivi
3) Descrizione sintetica del progetto
Il progetto emerge dalla volontà da parte dell’assessorato all’Ambiente ed Ecologia di rilanciare il territorio che si trova nella cintura verde limitrofa alla città, di incoraggiare i cittadini sensibili alle problematiche ambientali e interessati ai nuovi prodotti della ruralità a frequentare nei week end e durante il tempo libero aree di valore naturalistico e paesaggistico. Si vuole consolidare un rapporto di collaborazione con i produttori locali, sostenendo l’ importanza dell’identità territoriale.
Ciò finalizzato a diffondere il consumo di alimenti naturali in armonia con le stagioni.
Inoltre gli interventi proposti hanno una valenza importante anche per quanto riguarda la messa in sicurezza del territorio nell’osservanza di precisi dispositivi legislativi riguardanti misure ed interventi per i pericoli derivanti dall’esistenza in queste zone di pozzi artesiani e la prevenzione degli incendi boschivi.
Gli incontri tenutisi su aree boschive delle circoscrizioni di Valmanera, Portacomaro Stazione, Valmaggiore, Viatosto, Sessant, Serravalle, Mombarone hanno evidenziato gli elementi decritti nel seguito.
Il ciabot
L’immobile denominato “il Ciabot” è sito in zona Br. Moncarantino. Il luogo, in particolare, è chiamato “la Brachetta” dalla cui sommità, in passato quando l’area era priva di vegetazione ad alto fusto, ma esistevano solo vigneti, la gente del posto si recava per ammirare i fuochi artificiali per le festività di S.Secondo. In zona esisteva un’altra costruzione chiamata Cascina Salice Verde abitata da frati, di cui ora esistono poche rovine. La costruzione del Ciabot risale ai primi del 900 .
I croutin
E’ difficile la datazione, in quanto esistono solo testimonianze orali perché i veri autori degli scavi sono tutti ormai deceduti. Si consideri che furono scavati con vanghe e picconi. I croutin erano utilizzati come ricovero attrezzi e bestiame, ma anche come riparo o temporaneo alloggiamento.
I pozzi a cisterna
Sono numerosi perché la zona un tempo era coltivata e venivano utilizzati per la raccolta di acqua piovana per irrigare le coltivazioni. La particolare forma a “damigiana” a pareti lisce (tufo) li rendono pericolosi, nonostante la relativa profondità, mediamente 4 mt. L’ingresso, praticamente a filo del terreno ne rende difficile l’individuazione.
Chiesetta di S.Andrea
Nell’ampia area boschiva che si estende sulla collina di Valmaggiore e Valmanera, è situata una chiesetta intitolata a Sant’Andrea. Non se ne conosce la data di edificazione, ma si presume intorno al 1490, recentemente restaurata. Si suppone che sia stata costruita sulle macerie di un convento e che sarebbe stata collegata, con un passaggio sotterraneo, alla Certosa di Valmanera. Il Santo è invocato contro la sterilità coniugale, il mal di gola, la gotta, i crampi, l’erisipela e soprattutto contro la dissenteria. Ogni anno si svolge una cerimonia religiosa in onore del Santo con processione e funzione religiosa.
Le sorgenti rio Fosso Valmaggiore
La vallata di Valmaggiore è tra i punti più bassi dell’Astigiano, vi si trovano numerosi pozzi di captazione che contribuiscono a fornire acqua al comune di Asti. Il rio Fosso Valmaggiore si trova in questa zona ed ha rappresentato, in passato, un’importante risorsa per gli abitanti della vallata. Le sue acque, un tempo abbondanti, erano utilizzate per ogni esigenza quotidiana. Ancora oggi gli anziani del posto si ricordano come da bambini le sorgenti rappresentavano anche un’attrazione. Gli anziani ricordano 5 o 6 pozze immerse in una lussureggiante vegetazione quasi somigliante ad un’oasi.
Attualmente le dimensioni delle pozze si sono ridotte, ma anche in periodi di particolare siccità si può trovare sempre l’acqua.
I sentieri (cenni sui più importanti sentieri)
Il tracciato, ribattezzato “Sentiero del Colino”, che collega i due punti territoriali che vanno dalla strada di Moncarantino (Bc. Lupu) sino alla cresta di Valmanera/Valmaggiore passando da Bc. Crocere costituiva, in passato, l’unico collegamento tra le due valli. Arteria decisamente importante in quanto interessava anche altre zone abitate come Bc.Valgera, Cascine Valmaggiore, Val Carbone e la zona di Cerro Verde. Il sentiero prende il nome da una specie rara di volatile chiamato Colino della Virginia (Quaglia americana). Simile ad una quglia nella forma e dimensioni è stato importato negli anni del dopoguerra dalle Americhe. Ora popola tali zone ed è stato in passato oggetto di caccia che ne ha limitato il numero. Il “Sentiero del Tasso” collega la cresta di Valmaggiore con la Chiesetta di S.Andrea; è un antico sentiero che portava alle zone coltivate a vigna adiacenti la chiesetta. Il “Sentiero delle Vigne” collega la valle delle Cascine Valmaggiore con la cresta che porta alla strada di Moncarantino (Bc. Lupu); in passato rappresentava l’unica via di comunicazione tra le due zone territoriali. Il sentiero inizia da Cascine Valmaggiore con una salita, dalla sommità della quale si può ammirare il bel panorama su Valmaggiore tanto da aggiudicarsi, in passato, il nome di Bricco Paradiso.
Nella zona è ancora possibile incontrare animali quali la Poiana, il Picchio Verde, il Tasso, il Riccio, la Ghiandaia, lo Scoiattolo, varie specie di Bisce, la Talpa, ecc., e si possono rinvenire tracce di volpi e i passaggi notturni dei cinghiali. Sono presenti anche essenze rare: il Pino silvestre, il Ginepro, le orchidee Ophry fucifiora e Orchis purpurea, tra una ricca e lussureggiante vegetazione di Querce, Ontani, Olmi, Castagni, ecc..
Cenni sullo stato di degrado
I problemi maggiori sono stati riscontrati nei croutin. Ad ogni stagione si assiste alla loro disgregazione dovuta a smottamenti e frane che contribuiscono allo loro distruzione e, per alcuni, alla ormai quasi totale scomparsa.
Identica sorte per i pozzi: frane e smottamenti fanno cedere le pareti che riversando nel pozzo materiale di accumulo ne causano il riempimento. Alcuni sono ancora in buone condizioni e con un modesto intervento possono ritornare alle loro caratteristiche iniziali.
I sentieri attualmente si presentano impraticabili a causa della folta vegetazione di tipo infestante.
La Chiesetta di S. Andrea è già oggetto di attenzione da parte della circoscrizione di appartenenza. Si tratterebbe di facilitare la fruizione dell’area con il posizionamento delle attrezzature informative (pannelli, segnaletica, bacheche) e di sosta e/o relax
4) Descrizione dettagliata delle fasi di realizzazione
FASE 1. DEFINIZIONE DEI PERCORSI E REALIZZAZIONE ATTREZZATURE
Le attività nella prima fase del progetto si articoleranno in incontri con i presidenti delle circoscrizioni di Sessant - Serravalle - Mombarone, Viatosto - Valmanera e Portacomaro Stazione – Valmaggiore per definire insieme ai rappresentanti di associazioni sportive e ambientaliste gli interventi per poter attivare nella primavera 2009 i primi percorsi e le loro tipologie: in base alle caratteristiche, verranno distinti e attrezzati per attività diverse, quali attività sportive (corsa, mountain bike, cavallo) o semplici passeggiate per famiglie.
Lungo i percorsi verranno posizionate paline in legno e bacheche in cui verranno definite le distanze dall’arrivo e verranno posizionati pannelli recanti informazioni sulla flora e la fauna locale.
Verranno effettuati degli interventi di potatura e sfalcio dell’alta vegetazione limitrofa ai sentieri, assestati i tratti in cui il suolo presenta fossi, messi in sicurezza i pozzi cisterna.
All’inizio dei percorsi verrà individuata un’area parcheggio in cui si dovranno acquistare e posizionare delle attrezzature.
La predisposizione della segnaletica verrà fatta attraverso un laboratorio di falegnameria.
Il Comune lavorerà con un naturalista del WWF per la creazione dei pannelli esplicativi.
Verranno ristrutturati i manufatti con interventi strutturali e di messa in sicurezza.
FASE 2. INAUGURAZIONE DEI PERCORSI E MERENDA NEI BOSCHI
Quando i percorsi saranno definiti e attrezzati si potrà procedere a prendere contatti con le aziende agricole e con i produttori locali, al fine di individuare alcune realtà disposte ad offrire prodotti per uno spuntino o per eventuali acquisti.
Si organizzeranno delle escursioni con le famiglie in modo da offrire informazioni naturalistiche.
FASE 3. FRUIZIONE DELL’AREA NEL PERIODO ESTIVO
La terza fase del progetto riguarda l’organizzazione di centri estivi e week-end per i bambini delle scuole elementari.
Partendo dalle strutture già esistenti nella zona di Viatosto, cioè il campeggio e il centro di educazione ambientale “Villa Paolina” , si potranno organizzare durante l’estate delle attività, con gli educatori del centro e altre organizzazioni.
Attraverso l’esperienza diretta si trasmetterà ai ragazzi l’importanza del rapporto tra campagna e città e si consoliderà la consapevolezza che la terra, il lavoro agricolo e i prodotti della campagna rappresentano una risorsa fondamentale per il territorio. La valorizzazione dei prodotti tipici locali è strettamente legata alla cultura e alla sensibilizzazione della popolazione verso le attività agricole, i luoghi e le tradizioni della campagna.