Ti trovi qui:
Alberi storici di Asti: guida ai gioielli verdi della città
FERMIAMOCI A GUARDARLI
Se ne stanno lì da molto tempo e da troppo tempo non li distinguiamo quasi più, stretti come sono tra case, lampioni, muri, auto. Fermiamoci a guardali.
Sono maestosi, esempi di lunga vita.
Gli alberi storici raccontano qualcosa di speciale: di grandi personaggi o di un pezzo di città, della cui trasformazione sono stati testimoni. Da loro c’è sempre qualcosa da imparare. Trattiamoli con rispetto, amici silenziosi e armoniosi. Consideriamoli preziosi al pari di un edificio di pregio: proteggiamoli. E andiamo a conoscerli, a guardarli da vicino. Da oggi sarà più facile, perché le piante, nel luogo in cui vivono, sono contraddistinte da una speciale segnaletica, che ci aiuterà a trovarle più facilmente.
L’Assessorato all’Ambiente pone l’attenzione su otto alberi storici: ma la speranza è di poterne segnalare altri in futuro, arricchire la mappa dei gioielli verdi anche con l’apporto dei privati che conservano nei loro giardini esemplari di valore.
E riscopriamo il fascino dei grandi alberi anche nelle aree protette che il Comune accoglie già sul territorio o che si accinge a veder nascere.
Vittorio Voglino - Sindaco di Asti
Giovanni Pensabene - Assessore all’Ambiente
Platani di piazza Alfieri nel salotto cittadino dal 1932

Paulownia (a destra) e Ginkgo Biloba hanno la stessa età del Parco della Resistenza, i giardini pubblici di corso alla Vittoria nati nel 1875 e ampliati nel 1883

Bagolari di via Dogliotti (area corso Cavallotti), da sempre dormitorio per gli storni

Platano di Palazzo Alfieri a sinistra (piantato nel 1849 per i cento anni della nascita di Vittorio Alfieri) e a destra Platano del circolo Way-Assauto (via Pietro Chiesa 20), patriarca della natura con oltre 200 anni.

A sinistra: Cedro dell’Atlantico monumento verde nel giardino del Battistero di San Pietro. A destra: Ippocastani maestosi guardiani all’ingresso del Bosco dei partigiani, sorto tra il 1927 e il 1934

