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Codice del paesaggio
Criteri di carattere estetico e di inserimento ambientale adottati dalla Commissione Edilizia del Comune di Asti
Il
Regolamento edilizio prevede che la Commissione edilizia si dia dei criteri
oggettivi in base ai quali valutare i progetti, poiché si tratta
di un giudizio di carattere estetico e di inserimento ambientale che
si può prestare a valutazioni soggettive.
La Commissione di nuovo insediamento aveva già cristallizzato in un primo documento questi indirizzi.
Ora è intervenuta su due temi particolarmente delicati.
Il primo riguarda le tipologie dei capannoni da realizzare in area agricola e quindi in aree paesaggisticamente importanti.
Occorre contemperare le esigenze produttive con quelle estetiche.
Oggi spesso le cascine o le costruzioni abitative vengono fatte con tetti a coppi, persiane in legno, ecc. rispettose dell'ambiente.
Per i capannoni è più difficile perché non si possono dare prescrizioni che rendano troppo costosi gli interventi.
La Commissione ha trovato un punto di equilibrio dando prescrizioni che possono essere soddisfatte anche utilizzando "prefabbricati" o altri materiali "economici" che però garantiscano un impatto estetico buono.
Al fine di chiarire le tipologie si è anche data una serie di esempi fotografici di soluzioni da bocciare e soluzioni accoglibili.
Le nuove direttive sono tra l'altro coerenti con il "codice del paesaggio" che il Comune sta realizzando e che l'assessore all'Urbanistica Fabrizio Brignolo (presidente della Commissione edilizia) aveva illustrato al convegno dell'Osservatorio sul paesaggio, finalizzato a migliorare la qualità del paesaggio agricolo, da valorizzare anche alla luce della nuova vocazione turistica e enogastronomica del territorio.
Il secondo profilo è relativo alla completezza delle pratiche edilizie.
Spesso la lentezza dell'istruttoria della pratica è determinata dalla difficoltà degli istruttori e della commissione stessa nel valutare la documentazione non chiara o non completa.
In questo senso la Commissione attua una sorta di "giro di vite" per cui la commissione esaminerà solo pratiche che abbiano una dotazione minima di documenti necessari, indispensabili per il corretto esame sotto i profili di sua competenza.
Prima di attuare questa rigorosa modalità di lavoro la Commissione ha voluto attuare questo momento di informazione per evitare che i tecnici e i cittadini possano essere presi di sprovvista e possano adeguarsi al rigore che verrà attuato.
UN CODICE DEL PAESAGGIO
Per il territorio extraurbano del Comune di Asti
Presentazione dello strumento in corso di elaborazione da parte del comune di Asti, effettuata il 22 maggio 2004 presso il Teatro Alfieri al Convegno organizzato dall'Osservatorio del Paesaggio, dall'Assessore all'urbanistica Fabrizio Brignolo.
L'Amministrazione di Asti, con l'ausilio di un gruppo di professionisti esterni, ha in corso di elaborazione uno studio sulle modalità di intervento urbanistico ed edilizio nelle aree agricole del territorio comunale, tutto ciò attraverso uno strumento culturale ma anche operativo che potrebbe denominarsi
L'oggetto pripritario dello studio è il recupero, il restauro e rifunzionalizzazione degli edifici rurali caratterizzanti del nostro territorio al fine di favorire il corretto approccio al riuso e valorizzazione di un patrimonio edilizio architettonico ed ambientale.
Avevamo l'idea di un patrimonio cospicuo (pensavamo prima di iniziare l'indagine ad un migliaio di edifici da tutelare e valorizzare) e a circa un terzo del lavoro abbiamo già superato le aspettative.
Non solo ma, strada facendo, ci siamo resi conto che anche gli edifici di minor pregio (fabbricati dal 2° dopoguerra ad oggi) hanno bisogno di una particolare attenzione onde favorire, col tempo, una loro riconversione a caratteristiche più consone e coerenti con i valori ambientali del nostro territorio.
La stessa attenzione, infine, la si deve porre a tutte le nuove edificazioni che si produrranno in aree agricole (capannoni, tettoie, manufatti pertinenziali, ampliamenti, abitazioni di coltivatori diretti ecc..), le quali, ove possibili ed ammissibili, dovranno essere progettate e realizzate con il massimo del rispetto per il contesto in cui si inseriscono.
Prospettive quindi diverse per uno studio complesso che potrebbe essere identificato come vero e proprio " piano di decoro extraurbano ".
Obiettivi generali
La valorizzazione dei rustici nel contesto rurale quale quello del territorio Astigiano, prospetta diverse convenienze:
Una materiale e concreta: recuperare un patrimonio edilizio da rendere efficiente ai fini residenziali ma anche per destinazioni affini e compatibili con la residenza, ovviamente non nocive dell'ambiente rurale (piccole attività artigianali, possibilità di usi ricettivi legati alla tradizione enogastronomica del Monferrato astigiano, attività socio-culturali ecc.);
Una culturale/ambientale : fornire un valore aggiunto al paesaggio rurale conseguente all'apprezzamento della qualità storica ed architettonica degli edifici rurali correttamente recuperati;
Una terza di ordine strategico-territoriale , in quanto il recupero del patrimonio edilizio esistente, ancorchè se di pregio, costituisce una alternativa valida all'ulteriore espansione in aree non ancora densamente utilizzate (minor utilizzo dei suoli, minore necessità di servizi ed infrastrutture conseguenti all'urbanizzazione di nuove aree)
Tuttavia l'obiettivo finale è quello di dotarsi di uno strumento utile a recuperare l'identità culturale del territorio rurale astigiano, considerata essa stessa come risorsa economica e sociale insostituibile, che non può prescindere dalla valorizzazione del suo patrimonio architettonico tipico (le cascine, i rustici, le case dimora) favorendone il riuso, oltre che da una spiccata attenzione verso tutte le trasformazioni geomorfologiche ed edilizie che si producono quotidianamente sul territorio extraurbano.
Le cascine storiche rappresentano, non solo per Asti ma per tutta la nostra Regione una notevole ricchezza.
Sono espressione visiva della nostra cultura originaria, che nel corso degli anni ha posto in essere, nonostante il cambiamento del territorio dovuto a fattori naturali ed antropici, identificativi culturali a forte connotazione agricola.
La tutela, salvaguardia e valorizzazione di tale patrimonio architettonico-ambientale, richiede di considerare i rustici di più antica preesistenza in una visione organica, come processo storico e di pianificazione nel suo complesso.
Le amministrazioni comunali (e la stessa disciplina urbanistica) troppo spesso sono univocamente concentrate verso le trasformazioni urbane dove si riversa la maggior parte delle risorse lavorative ed economiche.
Ora si è ritenuto necessario spostare l'attenzione verso una parte del territorio, quello extraurbano, certamente più povero ma proprio per questo più bisognoso di iniziative volte alla sua rivatalizzazione.
Alla varie iniziative già intraprese da quasta amministrazione per la riqualificazione del tessuto urbano, si accompagna oggi la necessità di tutelare il patrimonio architettonico situato nelle zone rurali e nei nuclei frazionali di più antica formazione affinche esso riacquisti anche un valore economico pur di non disperdersi determinando la progressiva scomparsa delle preesistenze architettoniche, ambientali e paesaggistiche, che connotano l'originalità culturale piemontese, fatta di tradizioni locali, sociali, culturali ma anche dell'arte di costruire edifici adeguatamente inseriti nel paesaggio.
Pertanto, oltre a prevedere i necessari requisiti tecnici nel rispetto delle tipologie originarie, è opportuno garantire che il recupero avvenga attraverso una normativa che semplifichi le procedure e i rapporti con le amministrazioni locali e fornisca tempi autorizzativi certi.
Il Comune, pertanto, intende esercitare un'azione di tutela attiva del proprio territorio consapevole di dover attenuare, da una parte, quei fenomeni socio-economici che hanno prodotto un'edificazione di scarsa qualità, slegata e spesso indifferente al paesaggio rurale, e dall'altra di dover gestire i processi di trasformazione dei suoli e del patrimonio edilizio di pregio nel rispetto di regole tipologiche caratteristiche e principi di sviluppo sostenibile.
Riferimenti normativi:
Questo percorso culturale è reso possibile anche per l'esistenza di normative regionali e nazionali prima fra tutti la Legge regionale 29 aprile 2003 n° 9 "Norme per il recupero funzionale dei rustici"
Questa legge, nell'ottica delle Direttive Europee, pone particolare riguardo alle tematiche inerenti la sostenibilità, ed il rispetto ambientale.
Infatti l'art. 3 comma 8 cita: "Il recupero di edifici rustici agricoli, realizzati anteriormente al 1° settembre 1967, avviene nel rispetto delle tipologie preesistenti e con l'uso di materiali tradizionali compatibili con quelli originari."
Più recente infine la Legge nazionale n. 378 del 24 dicembre 2004 la quale ha lo scopo di salvaguardare e valorizzare le tipologie di architettura rurale, quali insediamenti agricoli, edifici o fabbricati rurali, presenti sul territorio nazionale, realizzati tra il XIII ed il XIX secolo e che costituiscono testimonianza dell'economia rurale tradizionale.
La stessa rimanda ad un futuro decreto la definizione dei i criteri tecnico-scientifici per la realizzazione degli interventi di salvaguardia e recupero con riferimento anche a modalita' e tecniche costruttive coerenti con i principi dell'architettura bioecologica.
Anche alla luce di questa legge nazionale, quando essa troverà l'adeguata copertura finanziaria, lo studio che Asti sta conducendo sui rustici sarà una guida preziosa per l'attuazione degli incentivi economici statali.
FASI OPERATIVE:
Lo studio progettuale non potrà prescindere da un'analisi sintetica di natura socio- economica delle aree agricole e dei processi di trasformazione dell'ultimo decennio.
Tuttavia, essendo l'obiettivo finale quello di dotarsi di uno strumento operativo con funzione di "guida" per gli interventi di recupero degli edifici agricoli tradizionali (rustici) e per un corretto uso del Suolo, le analisi più utili e significative saranno quelle condotte direttamente sul territorio e saranno articolate nelle seguenti fasi di lavoro.
FASE - 1 - Censimento puntuale del patrimonio edilizio in area agricola e sua classificazione
E' stata predisposta una scheda tipo utile per la raccolta delle informazioni necessarie di ogni fabbricato censito: ubicazione, destinazione d'uso in atto, tipologia, particolari architettonici, materiali, colori, e soprattutto per la classificazione di ogni edificio nell'ambito di 6 categorie di seguito sintetizzate:
A) Edifici non costituenti patrimonio storico rurale (di epoca più recente)
B) Edifici rurali oggetto di trasformazioni radicali dove non risultano più leggibili elementi tradizionali dell'ambito rurale.
C) Edifici oggetto di trasformazioni che consentono la lettura di elementi costitutivi propri della tradizione rurale.
D) Edifici oggetto di lievi trasformazioni che non hanno comportato alterazioni della leggibilità dell'impianto architettonico.
E) Edifici della tradizione rurale astigiana da considerarsi integri (da segnalarsi ai sensi art. 24/L.56/77)
F) Edifici con valenza storico documentale (case dimora, castelli.).
Questa classificazione viene quindi georeferenziata sulle mappe del Piano Regolatore che fornirà la panoramica di insieme dello stato dei luoghi e il tutto sarà corredato da adeguata documentazione fotografica che consentirà di individuare con imediatezza l'immobile oggetto della richiesta di trasformazione e recupero.
Si tratta qundi di un censimento puntuale del patrimonio edilizio ritenuto "tipico" (ma non solo) della nostra tradizione rurale ove saranno descritte e catalogate le caratteristiche intrinseche e del contesto d'inserimento dei sistemi edificati (rustici, case dimore, vecchie strutture agricole dismesse dall'attività, singoli fabbricati o agglomerati di particolare rilievo architettonico ed ambientale).
Uno strumento di conoscenza del territorio indispensabile per la successiva individuazione delle modalità di recupero ed intervento in zona agricola.
FASE - 2 - Analisi dei dati raccolti sul patrimonio edilizio esistente al fine di:
Valutare i beni storici, architettonici ed ambientali censiti, gli elementi tipici e coerenti, le alterazioni e superfetazioni, le misure di salvaguardia attiva differenziata fra le varie tipologie con diversa valenza.
Tradurre la valutazione in modalità d'intervento ammesse con riferimento alla tipologia previste dalle N.T.A. del P.R.G.C., dal Regolamento Edilizio e dalle normative vigenti in materia.
Predisporre alcune "norme d'indirizzo e/o prescrizioni" specifiche di carattere estetico-architettonico e funzionale.
Adeguamente conseguenti degli struementi urbanistici vigenti (PRGC e Regolamento edilizio)
FASE - 3 - Esemplificazione delle modalità d'intervento di recupero
... anche attraverso elaborati grafici ( abachi ) inerenti:
Le tipologie edilizie caratterizzanti con indicazioni sul corretto modo d'intervenire sulle piante, le sagome e i volumi degli edifici;
Gli elementi architettonici di pregio con indicazioni pratiche per un corretto restauro e valorizzazione;
I materiali ed i colori con riferimento alla nostra tradizione ed alla compatibilità ambientale;
Gli aspetti funzionali (distribuzione degli spazi esigenze strutturali ed adeguamenti impiantici) ed il modo di valutarli in coerenza con le esigenze di salvaguardia.
La progettazione degli spazi liberi esterni di pertinenza degli edifici , in coerenza con i valori architettonici del fabbricato ed il contesto ambientale di riferimento.
... predisposizione di linee guida per l'utilizzo di tecniche e materiali ecocompatibili con particolare attenzione alle tematiche del contenimento dei consumi energetici, all'uso di energie alternative, all'uso di materiali e tecniche eco-compatibili, al corretto uso delle risorse naturali.
FASE - 4 - Esemplificazione delle modalità tecniche e tipologie di realizzazione delle "nuove edificazioni"
... con particolare riferimento ai fabbricati produttivi (capannoni agricoli), agli ampliamenti, ai manufatti pertieneziali e/o alle nuove edificazioni per le residenze dei coltivatori diretti o negli ambiti di completamento dei nuclei frazionali storici.
RISULTATI ED EFFETTI ATTESTI
Sono molteplici ed ambiziosi:
innazi tutto la salvaguardia attiva dell'ambiente rurale esercitata non solo attraverso un regime vincolistico dettato dalle normative vigenti che spesso si limita a "congelare" e porre divieti senza indirizzare e incentivare la valorizzazione del patrimonio di un territorio
certamente come già affermato in premessa il recupero di una identità propria della tradizione agricola che può essere anche motivo di crescita economica se si favorisce un riuso dei contenitori con destinazioni residenziale ma anche socialo-culturale, produttiva e turistiche (ferma restando la compatibilità con i valori ambientali circostanti)
favorire la riconversione di edifici impropri da un punto di vista estetico-architettonico o quanto meno governare le nuove trasformazioni del territorio agricolo in coerenza con i valori esistenti e secondo principi di sostenibilità ambientale
contrastare l'abbandono degli ambiti rurali senza penalizzare la salvaguardia ambientale
rivitalizzare il turismo rurale con riferimento alla tradizione culturale astigiana
favorire un impulso all'attività edilizia anhe con l'adozione di misure ed incentivazioni economiche propriamente nostre quali abbattimento di oneri, sconti sull'ICI ...
