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Variante parziale 12
La variante 12 al Piano regolatore avente ad oggetto la “Valorizzazione del patrimonio immobiliare comunale” è stata approvata dal Consiglio Comunale.
Il Comune ha quindi predisposto un piano di razionalizzazione degli uffici e dei magazzini.
In forza di questo piano tutti gli uffici che hanno rapporti con il pubblico verranno concentrati in un’unica sede in modo che i cittadini e gli utenti non debbano girare l’intera città ma possano trovare tutti i servizi in un’unica sede.
Si concentreranno nel vecchio Tribunale di piazza Catena: Urbanistica, Lavori Pubblici, Ambiente, Servizi Sociali e Istruzione a fianco degli attuali uffici Anagrafe, Tributi, Spun già collocati in fabbricati adiacenti (ex Annunziata e ex Gil).
Nel 2002 l’imprenditore che volesse costruire un capannone formalizzava il Pecli all’urbanistica in p.zza Vittorio Veneto, poi doveva recarsi per il permesso di costruire allo SPUN in piazza Scapaccino, doveva quindi andare a concordare le urbanizzazioni con i LL.PP. in piazza S. Secondo, quindi tornava all’Urbanistica in p.zza Vittorio Veneto per l’agibilità, poi doveva recarsi in piazza medaglie d’oro per l’Ici e la Tarsu e se doveva verificare i dettagli con i dirigenti dei Tributi doveva recarsi in via Testa.

Quando sarà completato il progetto potrà espletare tutte le pratiche in piazza Catena.
Si libereranno così gli uffici di via Govone, la palazzina di p.zza Vittorio Veneto sede dell’Urbanistica e non si occuperà più (com’era stato invece previsto in precedenza) l’ex scuola media Gatti.
I magazzini saranno concentrati in viale Pilone nell’ex centro carni liberandosi così la sede dei lavori pubblici di via Govone e il deposito del “provveditorato” in via Fara e altri capannoni attualmente in affitto.

La variante 12 al piano regolatore è il primo passo per la valorizzazione degli immobili che non saranno più utilizzati dal Comune per erogare propri servizi.
Le aree oggetto di variante sono le seguenti:
- in Piazza Saragat la palazzina uffici che fino ad oggi era utilizzata dall’Asp e che è tuttora sede di una filiale della C.R. Asti: sarà isolata dal resto del mercato ortofrutticolo che sarà dotato di un nuovo autonomo ingresso e acquisirà destinazione a terziario (negozi, uffici, ecc.);
- in Via Fara, i capannoni situati nei pressi dell’attuale caserma della Polizia Municipale vengono inclusi nell’area di piano regolatore circostante che ha destinazione residenziale: gli stessi potranno così essere demoliti e il relativo volume riutilizzato con funzione residenziale;
- in piazza Vittorio Veneto l’attuale palazzina dell’urbanistica assume destinazione residenziale conforme a quella dell’area circostate;
- in via Roero la ex scuola media Gatti assume le destinazioni d’uso proprie di tutti gli altri edifici residenziali del centro storico.
Le opere che saranno realizzate con il corrispettivo di queste dismissioni sono le seguenti:
- Nuova scuola materna Miroglio
- Via Laverdina
- Completamento Uffici Comunali vecchio tribunale
- Parcheggi ospedale
- Parcheggi multipiano Casermone e Colli Felizzano
- Ulteriori lotti università
- Acquisto sedime villa romana
- Ristrutturazione palazzo Mazzola
- Ulteriore ampliamento Area sportiva Lungotanaro
- Centro sociale San Quirico
- Adeguamento Illuminazione pubblica frazioni
- Completamento Illuminazione pubblica città
- Pavimentazioni speciali in centro storico
Da due a tre milioni di euro in tre anni per l’edilizia residenziale pubblica e per contrastare l’emergenza casa. E’ questo il contenuto saliente dell’ “emendamento casa” introdotto nella Variante 12.
Con l’emendamento si è infatti stabilito il principio per il quale il venti per cento di quanto si ricaverà dall’alienazione degli immobili comunali sarà destinato a “realizzare interventi finalizzati all’edilizia residenziale pubblica ovvero alla costituzione di un fondo per il contrasto all’emergenza abitativa”.
Poiché il ricavato delle alienazioni sarà tra i 10 e i 15 milioni di euro, e l’alienazione dei beni sarà realizzata (in date diverse) nel corso dei prossimi tre anni, complessivamente in tale periodo le risorse destinate a tale scopo ammonteranno a 2.000.000 – 3.000.000 di euro.
E’ una novità radicale che vede il Comune di Asti realizzare un’esperienza sostanzialmente unica nel suo genere.
Secondo le regole generali infatti il Comune deve solo preoccuparsi di individuare le aree sul piano regolatore destinate all’edilizia pubblica e procedere agli espropri e alle assegnazioni all’Atc e alle cooperative, le quali rimborsano al Comune i costi sostenuti.
Le risorse con le quali Atc e cooperative pagano le acquisizioni delle aree e la costruzione delle case sono a carico della Regione e dello Stato.
In questo caso il Comune fa un notevole passo in avanti perché si fa carico del problema casa, mettendo risorse in prima persona per realizzare alloggi e per alimentare un fondo a sostegno delle famiglie in difficoltà.
