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Convenzione con Istituto d’Arte per plastici
Il Futuro Urbanistico della Città: i plastici realizzati dall’Istituto d’Arte Benedetto Alfieri per il Comune di Asti.
Il Comune di Asti ha avviato di concerto con l’Istituto d’Arte benedetto Alfieri un programma denominato “Il Futuro Urbanistico della Città”, per la realizzazione di una serie di plastici da esporre al pubblico, che rappresenteranno l’attuale stato della pianificazione urbanistica, con la messa in evidenza delle innovazioni introdotte di recente o oggetto di dibattito.
Il progetto vede impegnati gli studenti di tre classi e prevede la realizzazione di quattro plastici rappresentanti rispettivamente:
- Il del piano regolatore generale della città in scala 1:5000, con la visione d’insieme del territorio comunale, le nuove infrastrutture strategiche (strade, opere pubbliche ecc.);
- L’Area produttiva di Quarto per la realizzazione della quale il Comune di Asti ha appena ottenuto un finanziamento di 3 milioni e 500 mila euro, destinati all’esproprio e all’urbanizzazione dei lotti (100 mila metri quadri sui 400 mila complessivi) riservati al Piano di iniziativa pubblica;
- L’area interessata dal Programma Integrato di Sviluppo Locale (anch’esso finanziato dalla Regione) comprendente tra l’altro l’Università alla Colli di Felizzano, il Polo Studi Superiori alla ex Way Assauto, la Metropolitana leggera sulle linee ferroviarie minori, l’area di piazza d’armi e dei Contratti di Quartiere, ecc.);
- Il piano di recupero del Casermone con la realizzazione del parcheggio multipiano a San Rocco.
Il programma “Il Futuro Urbanistico della Città” si inserisce nell’ambito delle iniziative realizzate dall’amministrazione Voglino per promuovere la trasparenza e la partecipazione dei cittadini alle scelte di pianificazione urbanistica. Si ricordi in proposito:
- l’attività di confronto che ha preceduto i “Contratti di Quartiere II” (incontri con associazioni di volontariato, circoscrizioni e popolazione) e la predisposizione dei criteri di bioedilizia e tutela del paesaggio (incontri con ordini e collegi professionali e associazione dei costruttori);
- la pubblicazione sul sito internet del Comune del Piano Regolatore generale interattivo nonché di tutte le varianti sia approvate definitivamente che ancora oggetto di discussione in consiglio comunale;
- la divulgazione della disciplina in materia di bioedilizia alla Fiera Cuitt di Asti e la realizzazione della mostra “Riscoprire Asti”.
A queste iniziative si aggiunge ora la realizzazione dei plastici, che saranno esposti in municipio e nelle varie circoscrizioni oggetto degli interventi, in modo da diffonderne la conoscenza tra i cittadini.
Il fatto che per la realizzazione di questi strumenti divulgativi non si sia ricorso a operatori professionali ma al contributo dell’Istituto d’Arte ha una duplice finalità:
- offrire un’opportunità didattica di formazione e specializzazione agli allievi dell’istituto;
- coinvolgere il maggior numero di giovani in un’iniziativa che vuole avere anche una valenza culturale.
La volontà dell’Amministrazione Voglino è che le scelte di pianificazione urbanistica non siano appannaggio dei soli addetti ai lavori ma il più possibile frutto della conoscenza e dei contributi dei cittadini perché solo l’ampia partecipazione garantisce il risultato qualitativo degli interventi.
In letteratura si è autorevolmente sostenuto che una delle cause della scadente qualità dei tessuti urbani risiederebbe nel fatto che “Il processo di trasformazione del Bel Paese è avvenuto in modo sostanzialmente autoritario. Architetti, ingegneri, geometri, progettano su ordinazione di amministratori pubblici e di privati proprietari di aree da sfruttare; i progetti vengono approvati in stanze più o meno segrete [...] L’esposizione al pubblico dei piani regolatori è una presa in giro: tavole costellate di segni enigmatici, zone a colori diversi. Spesso l’interesse si riduce ad accertare se il proprio terreno sarà edificabile [...] Si potrebbe inventare qualcosa per rompere il circuito chiuso che ho indicato come uno dei mali. Citerei l’esempio parigino del Pavillon de l’Arsenal, sede di una mostra permanente che offre a chiunque la rappresentazione di quello che sta avvenendo e si prepara nella capitale. Un plastico di Parigi, 40 metri quadri, consente con l’ausilio di luci e colori comandati elettronicamente di leggere la situazione dei diversi quartieri, di individuare i cantieri aperti, di immaginare i risultati dei progetti in corso e previsti. [...] Mostre di piani e progetti, manifestazioni di piazza per informare e far partecipare i cittadini, si tengono a Barcellona, Amsterdam, Copenaghen. [... ]A quando una mostra simile a quella parigina nelle nostre grandi città? E’ un invito rivolto ai sindaci.” (Mario Fazio, Passato e futuro delle città, Einaudi, 2000 pag. 21).





