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Uffici
Urbanistica - Viabilità

p.zza Catena 3
Assessore: Fabrizio Imerito
Dirigente: Arch. Demarchis Angelo
Funzionario: Arch. Cirio Cristina

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Tel. 0141 399.662/691/661
Fax: 0141 399.677

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Inquadramento generale, riferimenti al Prg e obiettivi della ricerca

Il P.R.G. individua cartograficamente una serie di nuclei frazionali che caratterizzano in vario modo il territorio extraurbano agricolo, costituendosi anche come elementi di presidio del territorio stesso.
Emerge come esigenza di interesse generale la tutela dell’identità del territorio agricolo a partire dai nuclei frazionali, preservando gli elementi più significativi, individuando e promuovendo gli interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, prevedendo le regole insediative tipologiche e morfologiche degli interventi di rinnovo e di nuova costruzione quando ciò sia possibile e coerente con il valore delle preesistenze costruite ed ambientali e con i criteri della qualità e della sostenibilità.
I nuclei in oggetto in relazione anche alle cartografie di P.R.G. in via preliminare si possono così identificare: Bramairate; Bricco Gianotti; Caniglie; Canova; Carretti; Casabianca; Casacoppi; Castiglione; La Giardina; Mombarone; Montegrosso Cinaglio; Montemarzo; Palucco; Pontesuero; Portacomaro Stazione; Quarto; Revignano; San Grato; S. Marzanotto; Serravalle; Sessant; Torrazzo; Vaglierano; Valbaciglio Mansoni; Valenzani; Valgera; Valleandona; Valmairone Santena; Valmanera; Valterza; Variglie; Viatosto.
Il P.R.G. fa emergere alcuni elementi complessivi che confermano l’importanza della struttura dei nuclei frazionali: dal punto di vista quantitativo (stato di fatto e progetto) si segnala la prevalente destinazione d’uso residenziale (per un totale stimato di circa 2.000.000 di m3 e per circa 6.000 abitanti insediati) a fronte di una minore destinazione a terziario (stimata per 98.000 mq circa), l’individuazione di aree per standard urbanistici per circa mq 475.000 (art. 21 L.R. 56/77) e mq 275.000 (art. 22 L.R. 56/77).
Dal punto di vista qualitativo i nuclei, pur presentando caratteristiche e dimensioni tra di loro sensibilmente diverse, rappresentano un patrimonio molto ricco ed interessante di specificità, sia confronto al territorio extraurbano agricolo, che per le relazioni storiche, socio-economiche e funzionali con il centro urbano e le sue periferie e in alcuni casi con i centri vicini.
La relazione illustrativa del PRG riferisce sugli obbiettivi di carattere generale e sulle caratteristiche conoscitive che sono state poste alla base della definizione delle scelte urbanistiche per i nuclei frazionali: da tale lettura e utile citare alcuni passaggi che consentano di iniziare a misurare la distanza tra gli obbiettivi e la loro concretizzazione nel periodo di prima attuazione del PRG, consentendo anche di  riverificare in questa occasione il livello di attuabilità delle scelte generali del PRG in confronto agli obbiettivi più recenti riscontrati.
Per quanto riguarda il tema delle “Aree a prevalente destinazione residenziale” l’obbiettivo “per i nuclei frazionali è stata la riorganizzazione del territorio extraurbano”per riconoscere e riattivare il ruolo delle frazioni come “perno di un nuovo sistema insediamento in alternativa a quella della grande città tenendo conto  di un bene di cui siamo già in possesso....., l’ambiente costituito dalle nostre campagne e delle nostre colline”.
Gli obbiettivi generali del PRG espressi dalla Relazione Illustrativa appaiono ancora utili alla comprensione delle potenzialità dei vari nuclei anche per come si sono manifestate negli interventi realizzati o in corso di attuazione.
Emerge tuttavia come la classificazione gerarchica tentata del PRG, incontra difficoltà a tradursi in orientamenti progettuali concreti in grado di rafforzare e confermare tali gerarchie.
Si manifesta come molto più articolata la rete delle specificità locali e delle relazioni complesse tra i nuclei e le caratteristiche del territorio circostante (in termini morfologici, storici e comportamentali degli abitanti ecc.).
Gli interventi previsti dal PRG in termini urbanizzativi dei nuclei (per insediamenti privati e per le infrastrutture pubbliche) non sempre sono riusciti a tradurre in modo coerente gli obbiettivi del

PRG, soffrendo evidentemente di una serie di sovrapposizioni con previsioni pregresse attribuibili ai precedenti PRG.
Il livello di attuazione delle previsioni viene condizionato dall’evoluzione di modelli comportamentali che influiscono sul maggior o minore gradimento delle zone interessate evidenziando una serie di micro criticità di livello locale che trovano raramente  una coerente risoluzione con gli obbiettivi generali del PRG.
Per quanto riguarda le indagini sul territorio extraurbano propendistiche alla formazione del PRG si cita:
 “Lo studio delle caratteristiche insediative, morfologiche, dei servizi, del terziario e dei trasporti, effettuato, nel 1992 con l'indagine "Localizzazione dei servizi, infrastrutture ed attività nei nuclei frazionali.", che ha confermato le indicazioni che erano state fornite dalla precedente indagine sulle caratteristiche insediative nel territorio extraurbano, realizzata negli anni 87/88, per conoscere nel dettaglio la consistenza delle abitazioni presenti sul nostro territorio.
Queste indagini realizzate in collaborazione con le Circoscrizioni hanno decisamente contribuito ad aumentare le conoscenze su ogni valenza del nostro territorio extraurbano, consentendo una classificazione di tutti i centri abitati grandi e piccoli disseminati nella nostra campagna.
Superando quindi il concetto di frazione, nella nostra realtà riveste una certa importanza se consideriamo che nell'uso corrente sono ancora ricordate come "ventine", unità territoriali di riferimento per l'organizzazione del territorio extraurbano dall'800 in poi e predisponendo un nuovo sistema di riferimento che tenga conto delle Circoscrizioni nelle pianificazione territoriale del Comune, è stata approfondita l'analisi degli agglomerati abitativi denominandoli "nuclei frazionali".
Ai Nuclei Frazionali sono stati assegnati dei ruoli diversi a seconda dei risultati delle indagini, ruoli derivati in particolare dall'indagine sulla diffusione dei trasporti, sul sistema della viabilità e sulla localizzazione dei servizi.
E' stata creata una griglia di supporto che conterrà tutto il sistema territoriale extraurbano basata su  34 Nuclei Frazionali, suddivisi per importanza in:

n.  5 nuclei distrettuali,
n.  9 nuclei di consolidamento,
n. 20 nuclei minori.

In pratica utilizzando le indagini eseguite in collaborazione con le Circoscrizioni e le conoscenze acquisite con ulteriori verifiche e sopralluoghi sul "campo" è stata creata questa grande griglia di supporto al sistema territoriale extraurbano, i cui nodi corrispondono ad altrettanti Nuclei Frazionali, capillarmente distribuiti su tutto il territorio, con diversi livelli di importanza e quindi diverse valenze di riferimento a tutto il sistema ed anche, come nel caso dei Nuclei Distrettuali, di riferimento a Comuni confinanti.
Per quanto riguarda le definizioni progettuali utilizzate dal PRG si cita il riferimento ai Nuclei distrettuali, Nuclei di consolidamento e ai Nuclei minori.
Sono Nuclei Frazionali collocati lungo le direttrici viarie e ferroviarie di importanza regionale ed interregionale, al centro di bacini orografici caratterizzati dalla presenza di servizi già insediati e di attività produttive e terziarie consolidate.
I nuclei distrettuali sono localizzati ai confini del territorio comunale con i paesi vicini e sono distribuiti a corona intorno alla città capoluogo con una certa uniformità.

Sono stati considerati nuclei distrettuali:
* Serravalle,
* Portacomaro Stazione,
* Quarto,
* S.Marzanotto Piana,
* Vaglierano Stazione.

Essi vengono qualificati come centri di riferimento per la porzione di territorio extraurbano di confluenza orografica e viaria anche sovracomunale.

Obiettivi del progetto di Piano:
* punto nodale di interscambio con l'area urbana,
* sede di servizi ed infrastrutture,
* alternativa residenziale alla città.

Modalità di attuazione:
* riorganizzazione del tessuto urbano esistente,
* nuovi insediamenti residenziali,
* possibilità di sviluppo dell'artigianato (in alcuni casi).

Nuclei di consolidamento.

Nuclei di tradizione residenziale, a suo tempo anche per gli agricoltori, con ulteriori potenzialità residenziali, caratterizzati dalla presenza di infrastrutture e di servizi di riferimento per la residenza e per le aree agricole circostanti.

Sono stati considerati nuclei di consolidamento:
* Sessant,
* Valmanera,
* Castiglione,
* Torrazzo,
* Montemarzo,
* Variglie,
* Revignano,
* Palucco,
* Valleandona.

Obiettivi del Progetto di Piano:
* qualificazione come centro di riferimento di servizi e infrastrutture primarie per le aree agricole circostanti,
* alternativa residenziale alla città.

Modalità di sviluppo del Piano:
*individuazione dei servizi esistenti e loro completamento.

Nuclei minori.

Nuclei residenziali da mantenere nella situazione attuale o con modeste integrazioni di residenza e di servizi.

Sono stati considerati nuclei Minori:
* Montegrosso Cinaglio,
* Mansoni - Valle Baciglio,
* Mombarone,
* Viatosto,
* Casa Coppi,
* Caniglie,
* MValgera,
* Pontesuero,
* La Giardina,
* Valenzani,
* MCarretti,
* S.Marzanotto paese,
* Vaglierano paese,
* Bramairate,
* Canova,
* Casabianca,
* Valterza,
* S. Grato,
* Bricco Gianotti,
* Valmairone Santena.

Il primo periodo di attuazione del P.R.G., giunto in approvazione anche sotto la spinta dell’adeguamento in conseguenza dell’evento alluvionale del 1994, ha segnalato una serie di esigenze di assestamenti, tra cui emerge la necessità di comprensione delle reali potenzialità dei nuclei frazionali, confronto ad una domanda di intervento che recentemente si va sempre più manifestando, anche se con modalità e caratteristiche frammentate, tutte da comprendere e razionalizzare
Obbiettivo specifico prioritario del lavoro è la definizione, in via speditiva, di criteri, indirizzi, requisiti, parametri, per la guida delle trasformazioni edilizie ed urbanistiche dei territori interessati

L’ipotesi di lavoro ha espresso quindi la necessità prioritaria di conoscenza delle specificità dei singoli nuclei, sia in relazione alla loro morfologia insediativa, che rispetto alle caratterizzazioni di inserimento ambientale nel paesaggio e nel territorio a cui appartengono, con la raccolta e sistematizzazione anche cartografica dei dati maggiormente significativi e funzionali alla futura redazione della cartografia di variante al P.R.G
In questa fase le analisi hanno puntato sulla conoscenza dei caratteri della morfologia, vista attraverso gli elementi del tessuto (con le sue destinazioni prevalenti, il suo livello di omogeneità, ecc.) delle emergenze (anche in termini di “specialità” delle risorse pubbliche e private eventualmente presenti, ecc.) dei bordi e delle aree libere (nel passaggio tra edificato e aree agricole, ecc.) degli effetti di ingresso ed uscita (con evidenza degli eventuali punti di riqualificare e/o da tutelare, ecc.) dei luoghi con i relativi elementi di livello identitario  (forti o deboli, incompleti, da rafforzare, ecc.) delle situazioni critiche (in cui far emergere le risorse sottoutilizzate, le aberrazioni, i bisogni di progetto complessivo, ecc

Lo studio tende a mettere al centro la valutazione degli aspetti paesistici, indirizzando a valutazioni più consapevoli  e responsabili degli effetti attesi dagli interventi  di trasformazione urbanistica in programma o da prevedere. Le informazioni e le valutazioni che seguono servono anche per comprendere le “criticità” e le ”potenzialità” anche per come vengono intese e vissute dagli abitanti e dagli attori delle trasformazioni


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  DATI DEMOGRAFICI

LEGENDA

FRAZIONI

LOCALITA


Relativamente ai dati ora disponibili e alle difficoltà di una loro corretta aggregazione, la demografia dei nuclei, conferma in generale una tenuta della popolazione con alcuni aumenti anche relativamente significativi nei luoghi di maggior interesse per lo sviluppo residenziale (per vicinanza al centro di Asti, per presenza di una buona viabilità di collegamento, per vicinanza di ambiti dotati di servizi, ecc.)


 

CENNI STORICI – INSEDIATIVI


Le informazioni storiche interessano in questa fase per far rilevare le specificità insediative e le caratterizzazioni del territorio a cui appartengono. Sono state utilizzate le fonti documentarie disponibili tra cui si citano:

  • Aquilino Molino, Casabianca: memorie storiche, TSG, Asti, 1945;
  • Castiglione d'Asti, TSG, Asti, 1991
  • Carlo Borgna, Da Grixano a Portacomaro Stazione, SE.DI.CO. Asti, 2004;
  • Tesi su casa per anziani (Sessant);
  • Libro sulla discarica (Valleandona)
  • Tesi su avifauna boschi (Valmanera);
  • Bruno Draccone, Variglie: manualetto ad uso turistico, (1995 - Espansione grafica, Asti);
  • Note storiche sull’entroterra Astigiano (1971 - Prof. Ludovico Vergano)
  • Vivere nella terracasegrotta a Mombarone (Assoc. Quattro passi a Nord Ovest)
  • Manualetto ad uso turistico (Variglie)

In particolare si cita inoltre il volume “Vetrine di vino e sapori” edito dal Comune di Asti che riprende molti degli aspetti caratterizzanti delle frazioni, utilizzandoli come strumento promozionale dell’ospitalità turistica e della produzione tipica del territorio


La città di Asti ha un circondario di circa 15 km di raggio, che comprende numerose frazioni, alcuni erano paesi collinari autonomi che furono assorbiti dal capoluogo prima della creazione della Provincia di Asti nel 1935.
Le Circoscrizioni frazionali sono dieci, cui vanno aggiunte le quattro cittadine.


Casabianca, Valleandona; Montegrosso – Cinaglio

La circoscrizione di Casabianca, Valleandona, Montegrosso – Cinaglio è situata nella parte occidentale del territorio frazionale di Asti e comprende tre piccole località tra loro ben definite, per una superficie complessiva di circa 11 km2.

•   Valleandona: località adagiata circa a metà tra Casabianca e Montegrosso – Cinaglio. Sicuramente vanto di questa zona è la Riserva naturale speciale della Valleandona e della Valle Botto (293 ha di estensione), istituita a tutela del patrimonio paleontologico, che testimonia, con reperti fossili di molluschi marini, la presenza del mare che ricopriva l’astigiano 4 milioni di anni fa.
•   Casabianca: situata in un paesaggio dolce e ordinato con case di fine ‘800 circondate da vigneti e frutteti.


Castiglione

La circoscrizione si estende per circa 9 km2 nella zona ad est del territorio frazionale di Asti.
Probabilmente fondata dai Franchi, è una delle frazioni più antiche di cui si hanno notizie documentate fino all’anno 899.
Probabilmente vi era un castello di cui oggi non resta traccia, mentre rimane la parrocchiale del XV sec


Montemarzo

La circoscrizione si estende per circa 2,7 km2 ed è situata nella zona sud-ovest del territorio frazionale di Asti.
Il paese arroccato sulla collina e disposto a triangolo sul crinale, domina una valle particolarmente ariosa.
Due momenti importati della sua storia: il primo nel 1155, noto come il “miracolo di S. Marcello”, per cui Montemarzo, grazie all’intervento del vescovo Marcello, scampò alla distruzione da parte delle truppe dell’imperatore Federico Barbarossa. Il secondo fatto risale al ‘300, quando qui si asserragliarono i Guttuari e i Palii ghibellini, che vennero sconfitti e catturati dai guelfi Solaro.
Nel 1317 il castello in fase di costruzione venne distrutto e mai più ricostruito.
Sulla piazza del paese domina la parrocchiale di S. Marcello e Defendente.


Portacomaro Stazione, Valmaggiore

La circoscrizione occupa circa 16 km2 nella zona nord del territorio frazionale di Asti.
La zona è particolarmente vocata alla coltivazione della vite, interessante dal punto di vista architettonico e storico è la chiesetta privata di S. Vito, in località Poggio, probabilmente di origine romanica, deve il suo aspetto attuale ad un restauro di inizio ‘900 per consolidare la facciata.
Il toponimo Portacomaro stazione fu dato al paese quando passò la linea ferroviaria Asti-Casale nel 1878: la frazione era prima denominata Poggio d’Asti, il passaggio della ferrovia favorì lo sviluppo commerciale, facilitando lo scambio di vino, riso e fieno con il vercellese


Quarto, Valenzani

La circoscrizione si estende nella zona est del territorio frazionale di Asti per circa 18 km2 .
Fu comune autonomo fino al 1929, quando fu annesso al Comune di Asti per poter ingrandire il capoluogo, al fine di permettere la formazione della Provincia nel 1935.


San Marzanotto, Valletanaro

La circoscrizione si estende nella zona sud-est del territorio frazionale di Asti, per circa 14 km2.
Coperta dal mare, alla fine dell’ Era Terziaria. San Marzanotto, come “Sanctum Marcianum de Rocha Sclavina” compare per la prima volta nel 1159 nel diploma con cui Federico Barbarossa riconosce al Comune di Asti il dominio su varie località. Questa denominazione viene mantenuta durante tutto il Duecento e Trecento. Nel 1378 entra a far parte del capitaneato astese, e passa in dotazione a Valentina Visconti, in occasione del suo matrimonio con Luigi d’Orleans. Nel 1576 passa sotto i Savoia; che in seguito la concederanno in feudo a diverse casate.
Nel 1746 le truppe franco-ispaniche la occupano e in una relazione di pochi anni dopo, 1753, S. Marzanotto risulta un piccolo borgo con 300 abitanti, caratterizzato dalle attività di vendita del vino e dalla bachicoltura.
Dopo l’occupazione delle truppe napoleoniche, con il ritorno dei Savoia, viene organizzata l’Amministrazione della Comunità dotata di un proprio Sindaco, e a metà Ottocento viene aggregata al Mandamento di Asti. Il Comune cessa di esistere nel 1929, per diventare frazione Asti.
Il borgo conserva la struttura circolare medievale, il lato a picco sul fiume Tanaro presenta un paesaggio più ripido, mentre i crinali a sud si diradano in valli caratterizzate dai filari e cascine padronali.


Sessant, Serravalle, Mombarone

La circoscrizione è situata nella zona nord-occidentale del Comune di Asti, per circa 21 km2.

•   Sessant, domina le località di Valbaciglio, Bersaglio, Terzo, S. Grato, Bricco Carlevaro.
•   Serravalle, importante la presenza del Castello Belvedere, ora villa di campagna
•   Mombarone, è presente un castello, le cui prime notizie risalgono al 1600, quando apparteneva alla famiglia dei Roero di Settime. In seguito alla rivoluzione francese e all’occupazione napoleonica, il castello si ampliò e fu trasformato in villa di campagna. Caratteristica della zona è la presenza delle “case grotta” scavate nel terreno sabbioso delle colline e abitate dal 1200 all’800. Spesso la facciata veniva rivestita in mattonie l’interno decorato a calce.


Vaglierano, Revignano

La circoscrizione si estende nella zona sud-ovest del territorio frazionale di Asti, per circa 15 km2.
Il borgo alto si trova immerso fra i boschi, Vaglierano disposto su una rocca a strapiombo sul torrente Borbore, mentre verso la pianura si trova Revignano, borgo agricolo, con grandi cascine


Variglie

La circoscrizione si estende per circa 5 km2 è a sud del territorio frazionale di Asti, situata a 4 km dal centro urbano, nel territorio compreso fra la pianura formata dal Tanaro e dal Borbore, e le colline.
Da sempre zona agricola, presenta numerose aziende.
Riconosciuta possesso giuridico di Asti nel 1159, in questa località venne firmato il trattato di pace fra Spagnoli e Savoia, nel 1615.
 


Viatosto, Valmanera

La circoscrizione si estende nella zona nord-ovest del territorio frazionale di Asti, per circa 7 km2.

•   Valmanera è sede di un’antica certosa, fondata nella prima metà del XI secolo, semidistrutta da Napoleone nel 1801, oggi resta la foresteria e un ala del chiostro, Il fabbricato è attualmente circondato da un parco. All’imboccatura dei Boschi di Valmanera si trova Villa Paolina, sede del WWF.
•   Viatosto, importante per la sua chiesa medievale, le cui parti più antiche risalgono al XII secolo.


 

 

 

 

 


 

 

 


 

 


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