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Criticità e potenzialità per gestire e indirizzare la progettualità
La tavola seguente che individua le “criticità e potenzialità” dei nuclei, anche nel rapporto tra nuovi insediamenti, morfologici dei luoghi e struttura edificata dell’insediamento, costituisce una sintesi ragionata dei risultati della ricerca in funzione dell’espressione dei criteri-guida per la valorizzazione e le trasformazioni prevalentemente in senso qualitativo.
Sono definiti come “elementi caratterizzanti” quelli che determinano l’identità dei luoghi incrociando elementi fisici e percettivi, che sono stati così definiti:
EDIFICI DI INTERESSE PUBBLICO
Edifici di interesse pubblico, e/o segni delle istituzioni, quali le scuole di frazione e altro.
CHIESE/CAMPANILI
Chiese con campanili sia in quanto riferimento per la struttura insediativa del nucleo, che in quanto visuali dell’esterno che fanno “riconoscere il luogo”.
INDICAZIONE DI AREE PER SERVIZI (piazzette, ecc.)
Aree per servizi e/o punti di incontro di interesse pubblico quali la piazzetta ecc., in quanto testimonianza del ruolo antico, ancora presente o potenziale per costituirsi come servizio alla comunità o al territorio circostante.
La loro presenza o assenza e il loro sottoutilizzo costituisce anche riferimento per la valorizzazione del nucleo e per definire le linee guida per le eventuali espansioni.
SEDI DI ASSOCIAZIONI
Presenza di sedi e/o luoghi utilizzati da associazioni locali che si occupano di promozione del territorio o più semplicemente animano la vita sociale e comunitaria del luogo.
Tale presenza può essere ovviamente legata ad aspetti transitori o casuali (le associazioni nascono o muoiono per aspetti anche specifici non riconducibili a logiche generali), ma comunque essi costituiscono un indicatore di vitalità del nucleo, di difesa di un luogo
riconosciuto dalla comunità e di possibile sede per la sperimentazione di future scelte urbanistiche partecipate e/o di gestione e verifica sul campo dell’attuazione delle stesse.
PRESENZA DI COMMERCIO E SIMILI
Presenza di attività commerciali di interesse generale (vendita al dettaglio, bar, ristoranti, ecc.) o comunque indicatore di una possibile vocazione polifunzionale del nucleo o di una “resistenza” alla monodestinazione residenziale. La registrazione localizzativa di tali presenze costituisce inoltre indicatore per problemi di accessibilità e sosta veicolare, di interferenze possibili con il traffico di attraversamento, per verifiche con la domanda di tipologie edilizie non isolate ed eventualmente per il fabbisogno, ad esse connesse di aree per servizi a carattere più “urbano” (piazzette, ecc.).
VERDE PRIVATO DI INTERESSE PER VISUALI DA SPAZI PUBBLICI
La segnalazione di vegetazione (alberature ben evidenti, giardini curati, ecc.) che presenta elemento di interesse per le visuali da spazi pubblici (dalle strade interne del nucleo, in corrispondenza di luoghi di incontro e/o in luoghi comunque particolarmente evidenti) ancorché inserite in spazi privati pertinenziali, (in genere di ville ottocentesche e di edifici più recenti ecc.) costituisce elemento da salvaguardare, nell’ottica di una qualificazione di luoghi. La loro presenza nei casi più significativi può inoltre essere presa ad esempio per una normativa “guida” del verde da determinare anche per i nuovi interventi;
INDICAZIONE DI EDIFICI PER ATTIVITA’
La registrazione di edifici per attività (di solito rappresentati da tipologie a capannone più o meno recenti) costituisce segnalazione di un problema di interferenza sia con gli usi (quando nell’intorno sono prevalentemente residenziali) che con la qualificazione edilizia complessiva del nucleo.
Quando si può ipotizzare che tali strutture perdano la loro funzione originaria, la loro riconversione può costituire una risorsa per il miglioramento qualitativo del nucleo, ponendo una domanda di regole ed incentivi da progettare ad “hoc”.
Sono “elementi di riferimento per la definizione dei criteri urbanistici” i segni che possono svolgere una funzione per la programmazione di strumenti diretti alla qualificazione.
Tale funzione può essere svolta “riconoscendo” la loro presenza, individuandone le connessioni possibili con gli “elementi caratterizzanti” utilizzandoli per risolvere criticità e per indirizzare le trasformazioni.
Essi sono così definiti:
INDIVIDUAZIONE DEI POTENZIALI “CORRIDOI ECOLOGICI” DA SALVAGUARDARE E/O VALORIZZARE (rii, fasce di rispetto e/o tutela ambientale)
Le tracce del reticolo idrografico ai vari livelli in cui si manifesta (corsi d’acqua delle vallate principali, rii e fossati di scolo delle vallate secondarie ecc., soprattutto quando interessa ancora in modo evidente i nuclei edificati) costituiscono elemento di salvaguardia (per le implicazioni connesse con il rischio idrogeologico, peraltro questo già molto ben definito nei suoi vari livelli di pericolosità dagli elaborati specifici del P.R.G.), di tutela ambientale (per la possibilità che il loro tracciato si costituisca come potenziale “corridoio ecologico” in quanto unisce parti di territorio spesso molto vaste e con caratteristiche specifiche diverse, ancora interessanti per le qualità complessive dei luoghi).
In alcuni casi il tracciato del corso d’acqua è ancora percepibile nel territorio agricolo e costituisce un segno che racchiude e protegge il bordo del nucleo, oppure lo attraversa apparendo e scomparendo secondo i tratti più o meno incubati in presenza del tessuto edilizio originario e delle più recenti espansioni.
Spesso le tracce dei rii e dei fossati risultano indebolite e poco percepibili, sia per le loro ridotte dimensioni, sia in quanto il loro corso interessa solo parti marginali del tessuto edificato.
In ogni caso tale identificazione pone il problema del loro trattamento, spostando l’obiettivo da una visione unicamente “vincolistica (le distanze, la fascia di rispetto, il rischio idrogeologico ecc.) ad una impostazione che cerca di cogliere gli aspetti positivi del corso d’acqua (come elemento “ordinatore” delle nuove infrastrutture ed espansioni, come asse portante di percorsi ciclo pedonali, come fascia di interruzione e separazione tra il tessuto antico e quello nuovo, come riferimento per consentire le visuali dall’esterno sul nucleo o dall’interno verso il panorama ecc.
Sempre in tale categoria possono essere classificate e trattate altre fasce naturalistiche, aree con vegetazione interessante, ambiti che il P.R.G. o gli strumenti sovraordinati (Piano Territoriale Provinciale, Piani di Settore ecc.) individuano nelle varie categorie di riferimento.
ELEMENTI VEGETAZIONALI DA SALVAGUARDARE E/O DA COMPLETARE (alberature, ecc.)
Sono segnalati, soprattutto all’interno dei nuclei, gli elementi vegetazionali (alberature in corrispondenza delle piazze o piazzole, alberature a filare lungo le strade o appartenenti a tratti di viali ecc.) che appartengono ad iniziative o realizzazioni precedenti, di cui magari sono solo visibili elementi residuali.
Sono spesso segni da considerare non tanto (o non solo) nella loro qualità intrinseca di valore specifico che contribuisce alla qualità degli spazi pubblici, bensì da considerare come punto di riferimento per il completamento delle urbanizzazioni o per la loro riproduzione in altri ambiti di nuova formazione.
Si tratta ad esempio di pensare a completamenti di filari di alberi interrotti, o a riproporre le tipologie del viale agli ambiti vicini, oppure di utilizzare alberature isolate importanti per segnalare incroci, ingressi o uscite dal nucleo, elementi architettonici tipici ecc.
VISUALI DA SPAZI PUBBLICI SU ELEMENTI DI INTERESSE E DI CARATTERIZZAZIONE E DI CARATTERIZZAZIONE DEI LUOGHI (edifici rurali tipici ai bordi dei nuclei, panorami collinari o di valle, ecc.)
Vengono individuati ambiti e spazi in cui risultano significative le “visuali” che consentono la percezione di elementi delle tipicità e delle caratterizzazioni dei luoghi (ad es. complessi rurali e cascine significative e ancora integre poste nell’intorno dei nuclei, emergenze del tessuto dei nuclei, quali chiesette, campanili ecc.) oppure elementi d’insieme di carattere paesaggistico (ad es. un panorama collinare, una viabilità di crinale, un corso d’acqua ancora integro e ben inserito nella sua valletta ecc.).
Le “visuali” sono in genere riferite alla percezione dell’elemento che si può avere a partire dagli spazi pubblici (ad esempio dalle strade che conducono al nucleo, dal luogo interno di maggior interesse pubblico).
In alcuni casi di nuclei di sommità, molto compatti e di posizione particolare rispetto al territorio circostante, la visuale da tutelare rigurda la percezione complessiva del nucleo, piuttosto che singoli elementi.
L’individuazione selettiva delle visuali prioritarie consente di acquisire elementi di indirizzo per le scelte urbanizzative, e di perseguire in sintesi la buona “presentazione” del nucleo dall’esterno e l’ottenimento di “pause” tra l’edificato all’interno del tessuto edilizio che favoriscono la percezione degli elementi panoramici esterni, di cui generalmente i nuclei sono dotati.
ELEMENTI DELLA TIPICITA’ RURALE DA SALVAGUARDARE
Vengono segnalati in quanto presenti in particolare nell’interno dei nuclei gli elementi edilizi per i quali è utile una salvaguardia degli elementi fondativi (tipologie edilizie di cascine ecc.).
Dal punto di vista del loro trattamento normativo di P.R.G. specifico, tali elementi trovano probabilmente risposte adeguate negli “indirizzi operativi per gli interventi edilizi in zona agricola” recentemente espressi dal Comune, con uno studio particolareggiato.
In questa fase, la segnalazione degli elementi delle tipicità edilizie è utile sia a costituire riferimento per la cura delle “visuali” interne ed esterne di nuclei, sia per indirizzare ad una integrazione normativa di dettaglio tra le prescrizioni e gli indirizzi operanti nelle zone agricole con quelli previsti negli edifici tipici esistenti all’interno dei nuclei.
La presenza degli elementi della tipicità, quando ritenuta di interesse collettivo, può inoltre costituire base di riferimento per indirizzare le scelte per gli eventuali nuovi insediamenti di espansione, per quanto riguarda gli elementi delle tipologie edilizie (ad esempio la cascina come nucleo minimale di nuovi complessi edilizi ecc.), delle modalità di posizionamento e confronto alla morfologia del territorio (e modalità dell’edificio rurale solitamente sono rispettose della forma “naturale” dei luoghi)
ELEMENTI DI RIFERIMENTO STORICO-INSEDIATIVO DA SALVAGUARDARE E VALORIZZARE (piloni votivi, cappellette ecc.)
Vengono individuati quegli elementi di interesse collettivo che solitamente non sono censiti o classificati formalmente tra i beni di “interesse storico-documentario o architettonico”, ma che relativamente alle strutture insediative del nucleo o più semplicemente alle memoria collettiva dei luoghi, costituiscono punti di riferimento caratterizzanti.
Si tratta in genere di cappellette o piloni votivi di varia foggia, epoca o dimensione il cui interesse travalica quindi il valore intrinseco del bene.
La loro localizzazione (all’ingresso del nucleo, in corrispondenza di incroci stradali e di piazzette, in segnalazione di edifici importanti ecc;) può essere utile per stabilire capisaldi per le trasformazioni (garantendone la visibilità, utilizzandoli come punti di riferimento per interventi di qualificazione di piazzette e strade, percorsi pedonali ecc;)
ELEMENTI DI CRITICITA’ NEL RAPPORTO TRA NUOVI INSEDIAMENTI E MORFOLOGIE DEI LUOGHI
Le analisi intuitive sui nuclei, nutrite dagli elementi caratterizzanti e dagli elementi di riferimento per la definizione dei criteri urbanistici, conducono alla determinazione di criticità individuate a partire dal confronto tra i nuovi insediamenti (attuati o previsti) e i luoghi.
Tale confronto si sviluppa su una serie di parametri che riguardano aspetti morfologici (la forma prevalente dei luoghi, i dislivelli in relazione alle infrastrutture, la struttura organica e vegetazionale, i rapporti tra pianura e versante ecc.) e aspetti della struttura insediativa (le relazioni tra strade ed edifici, tra l’esterno del nucleo e l’interno ecc.)
A fronte di tale ricognizione vengono quindi espressi una serie di “giudizi” sintetici sulle necessità principali di intervento urbanistico per risolvere le criticità, in modo compatibile e coerente con le caratterizzazioni dei luoghi e definendo obiettivi che lo strumento del P.R.G. dovrà incaricarsi di definire.
Nel presente studio, in apposito elaborato vengono riportate in modo esemplificativo alcune risoluzioni possibili, illustrando con schemi grafici gli effetti che tali risoluzioni comportano (anche con confronto tra soluzioni positive e negative).
Nello specifico i parametri utilizzati sono i seguenti:
CRITICITÀ PER POSIZIONE CONFRONTO AL CONTESTO (aree in “depressione” rispetto a strade, ecc.)
La differenza sensibile tra l’area potenzialmente interessata da interventi edificatori e la quota prevalente degli spazi pubblici consolidati (strade, piazze) costituisce un possibile punto di crisi nel sistema degli accessi, per gli affacci, per il sistema di smaltimento delle acque, per i rapporti tra il lotto e il contesto, ecc.
Tale segnalazione indica quindi la necessità di attenzioni specifiche sia sulle scelte dell’area che nelle eventuali prescrizioni morfologiche da attuare.
NECESSITÀ DI INDIRIZZI MORFOLOGICI INSEDIATIVI PER POSIZIONE NEL CONTESTO
L’impianto originario dei nuclei è fortemente caratterizzato dal punto di vista morfologico per la posizione nel contesto territoriale (di pianura, sul versante).
Per i nuovi insediamenti occorre definire indirizzi che “accompagnino” i caratteri consolidati e ancora riconoscibili dei luoghi, evitando le “forzature” della struttura morfologica originaria.
NECESSITÀ DI PRESCRIZIONI A CARATTERE PREVALENTEMENTE TIPOLOGICO (per confrontanza di insediamenti tipici ecc.)
Le “tipicità” riscontrate più frequentemente e maggiormente significative riguardano il tessuto edilizio dei nuclei più fortemente caratterizzati e la presenza di edifici isolati ma significativi per forma e particolari architettonici.
Vengono registrati i casi in cui la presenza di tali tipicità costituisce elemento di riferimento rispetto al quale gli eventuali nuovi insediamenti devono obbligatoriamente confrontarsi per evitare “rotture” della continuità nella percezione dei luoghi e l’abbassamento della loro qualità complessiva.
In tali casi la necessità di indirizzi tipologici è riferita ad ipotisi di ricucitura di vuoti urbani all’interno dei nuclei che presentano opportunità e necessità di ulteriore addensamento del tessuto edilizio da valutare con attenzione caso per caso.
In altri casi tali indirizzi possono riferirsi a insediamenti di completamento ai bordi di nuclei che presentano necessità di salvaguardia della continuità.
LIMITE MORFOLOGICO DA SALVAGUARDARE (versanti acclivi, vegetazione prevalente, ecc.)
Indica la necessità di ricercare per ogni ambito i segni della morfologia territoriale che caratterizza il nucleo insediativo confronto al contesto agricolo.
Tali segni sono a volte evidenti e facilmente percepibili, quando si tratta degli insediamenti di sommità o di crinale, in cui la disposizione degli edifici avviene in linea sulla strada e il limite è costituito dal versante collinare spesso accompagnato dalla vegetazione.
In altri casi (soprattutto per gli insediamenti di pianura e/o pedecollinari) il limite morfologico va individuato con maggiore attenzione e con atteggiamento progettuale.
Si tratta spesso di fasce di vegetazione, di dislivelli di quota accompagnati magari dalla presenza di rii e fossati ecc.
L’individuazione del limite morfologico ha una evidente utilità progettuale per le scelte urbanistiche di dettaglio, in quanto consente di selezionare i luoghi rispetto ad una minore o maggiore criticità morfologica per consolidare una caratterizzazione importante del nucleo.
NECESSITÀ DI PROGETTAZIONE DI “BORDO”E DI COSTITUZIONE DI LIMITE ALLE ESPANSIONI (strade e servizi di bordo, limiti paesaggistici, ecc.)
Si riscontra spesso (in particolare per i nuclei di pianura che si sono insediati ed ampliati su direttrici viabili più o meno importanti) una tendenza ad espandere il nucleo in modo casuale, poco raccordato con aspetti “o limiti” morfologici, poco coerente con la struttura insediativa originaria del nucleo stesso.
Tale tendenza è spesso aggravata dalla necessità per le espansioni di rispondere ad una domanda prevalente di edilizia a bassa densità con tipologie edilizie isolate nel lotto che riproducono il modello “villetta” in modo indifferente ai luoghi in cui si colloca.
Emerge quindi la necessità di individuare i luoghi maggiormente sottoposti al rischio della dispersione indifferenziata, in cui è prioritario progettare un nuovo “bordo”, una “marginatura “ che costituisca, a seconda dei casi specifici considerati, un limite alle espansioni, un elemento di affaccio e di servizio per l’insediamento, un filtro tra ambiti diversi ecc.
Gli strumenti da utilizzare per la progettazione di bordo possono essere quelli consueti delle categorie urbanistiche e infrastrutturale del P.R.G. (il viale, la fascia vegetata ,un’area a servizi adatta ai luoghi, un allineamento di edifici, un filo edilizio, ecc.) definiti in funzione delle esigenze locali con tipologie adatte al luogo in cui si inseriscono.
In alcuni casi la progettazione di bordo si appoggia ad elementi esistenti di carattere ambientale o paesaggistico e può svolgere anche il compito di “mimetizzare” o “ mitigare” l’impatto visivo attuale sul nucleo e la sua periferia, costituendo un miglioramento delle visuali dall’esterno
INDIVIDUAZIONE DI NECESSITÀ DI CONCENTRAZIONE DEGLI ACCESSI.
AMBITI DI CRITICITÀ PER CONFLUENZA DI TRAFFICO (incroci, ecc.) DA PROGETTARE NEL RAPPORTO VIABILITÀ-EDIFICAZIONI-SERVIZI.
NECESSITÀ DI PROGETTO DI VIABILITÀ INTERNA AGLI AMBITI.
CRITICITÀ COMPLESSIVA DEL RACCORDO TRA L’AMBITO DI INTERVENTO E IL CONTESTO.
Alla crescita o alle modificazioni interne dei nuclei corrisponde spesso una crisi del sistema degli accessi, particolarmente evidente nei casi di insediamenti di pianura con strade di transito importanti.
Si evidenziano inoltre punti critici in corrispondenza di ambiti dove la presenza, a volte”storica” di incroci tra strade e rapporti con gli insediamenti edilizi su strada, tende a provocare degrado nella qualità abitativa e dequalificazione degli spazi pubblici.
In questi ambiti vanno verificate in modo prioritario le opportunità di trasformazione urbanistica, ricercando le risorse per migliorare il rapporto tra le esigenze della mobilità e del transito con quella degli insediamenti dei luoghi di incontro e socializzazione.
Dalla verifica sull’attuazione di interventi urbanizzativi recenti, spesso per altro incompleti, emerge una scarsa qualità della definizione della viabilità, non solo rispetto alla cura degli innesti sulle direttrici, ma anche rispetto a quella interna alle lottizzazioni.
Si individuano i luoghi in cui necessita un’attenzione a tali aspetti per costituire una traccia fondativa dell’intervento di trasformazione urbanistica, oppure più semplicemente per risolvere punti critici del raccordo tra l’intervento e il contesto progettato.
Le risorse urbanizzative nei nuclei sono in generale piuttosto scarse, e anche quando sono connesse a luoghi in cui è più attiva la domanda, difficilmente possono produrre in tempi non troppo diluiti, una nuova viabilità che risolva problemi di raccordo e qualità funzionali.
Anche per tale motivo le occasioni connesse con le scelte di completamento ed espansione residenziale devono farsi carico di contribuire caso per caso alla risoluzione compiuta e immediatamente percepibile di quote del problema dell’accessibilità e dei raccordi tra spazi privati e pubblici in modo coerente con il carattere dei luoghi.
AREE PREVISTE A SERVIZI NON QUALIFICATE O POCO ACCESSIBILI
Ai nuclei sono state attribuite dal P.R.G., aree destinate all’attuazione di servizi in coerenza con il rispetto dello standard quantitativo conseguente sia alla previsione di espansione residenziale che al fabbisogno pregresso.
L’individuazione cartografica di tali aree risulta tuttavia in molti casi non rispondente a criteri qualitativi, scollegata dagli ambiti di maggior interesse pubblico, con forme planimetriche indifferenti all’altimetria dei luoghi.
Un giudizio sintetico e intuitivo sul livello potenziale di qualificazione e sulla reale accessibilità, delle aree per servizi introduce la necessità di un approfondimento sulle scelte localizzative e sulle tipologie di servizi realmente utili al miglioramento degli spazi e delle relazioni sociali dei nuclei.
Dalla ricerca e dalla prima raccolta di osservazioni degli abitanti, confrontata con i caratteri storico-insediativi dei nuclei, emerge l’esigenza di evitare la definizione di servizi mutuate in modo acritico da quanto viene previsto in città.
Nei nuclei serve ad esempio individuare spazi che alimentino le attività dell’associazionismo locale, che siano adeguate alle possibilità di gestione e manutenzione, che abbiano forme, dimensioni e localizzazioni in continuità con le preesistenze o almeno con le loro tracce residue (la piazzetta alberata, il viale, il percorso ciclo-pedonale che collega il nucleo al territorio anche utilizzando e ripristinando gli antichi percorsi, ecc.).
Evidentemente non si esclude l’esigenza di servizi funzionalmente specializzati (il parcheggio, il servizio sportivo, ecc.) purché essi trovino collocazione in luoghi idonei, utili per il miglioramento del paesaggio dei luoghi, con buoni collegamenti funzionali e visuali con gli edifici.
IDENTIFICAZIONE E NECESSITÀ DI PROGETTO SPECIFICO (effetto “porta”, ingresso al paese, ecc.)
La necessità di progetto specifico viene segnalato nei casi in cui il rapporto tra l’esterno (rappresentativo del contesto territoriale e dal luogo di “ingresso” principale al nucleo) e l’interno (rappresentato dal nucleo originario e dalle sue più recenti espansioni) risulta incompiuto o privo di limiti morfologici chiaramente leggibili, presenta difficoltà nello stabilire effetti di bordo o margine o più semplicemente individua la necessità di migliorare l’accessibilità sia funzionale che visuale.
Si tratta di un approfondimento che necessita in alcuni casi di molta attenzione, soprattutto quando sia necessario garantire la percezione dell’esterno dei caratteri insediativi del nucleo e le visuali sui suoi elementi di interesse.
Occorre pensare alla trasformazione con effetto “porta/ingresso” con l’unico obiettivo di migliorare lo stato dei luoghi e di aggiungere valore in un ambito dove è necessario “specializzare” gli spazi.
SEGNALAZIONE SINTETICA DI PARTICOLARE CRITICITÀ DI TRASFORMAZIONI URBANISTICHE GIÀ PREVISTE (compresenza di numerose criticità)
Sono evidenziati i casi in cui una previsione del P.R.G. di trasformazione urbanistica (espansione, completamento, infrastrutturazione) ancora da attuare o solo in parte avviata, rischia di produrre particolari problemi nel rapporto con il contesto. Tale criticità è riferita ad un complesso di parametri che si integrano tra di loro senza che uno di loro si possa ritenere prevalente (problemi morfologici, rapporto con le tipicità ecc.).
Si tratta di un giudizio oltre che intuitivo, anche sintetico che tende ad evidenziare la necessità di un ripensamento di tali ambiti.
INDICAZIONI DI AMBITI DA VALUTARE COME IPOTESI DI DIRETTRICI DI ESPANSIONE CONDIZIONATA (per posizione nel contesto, morfologia, servizi, ecc…)
Al solo scopo di offrire in questa fase un esempio del possibile approccio a scelte urbanistiche coerenti con i caratteri insediativi e morfologici dei luoghi, sono segnalati gli ambiti in cui possono essere approfondite una serie di condizioni guida per completamenti dei nuclei.
Si tratta dei luoghi dove si possono riscontrare minori condizioni di criticità, tutti da verificare confronto alle logiche urbanistiche complessive del P.R.G.
