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Prime conclusioni
Dalle analisi e valutazioni espresse emerge un quadro delle possibili azioni da intraprendere per la valorizzazione del territorio extraurbano e in particolare dei suoi nuclei di riferimento, attraverso la definizione di criteri applicabili alle categorie normative e alle definizioni cartografiche del PRG.
L’azione di valorizzazione passa attraverso la riconoscibilità dei vari aspetti specifici di un territorio che si è dimostrato molto più ricco di segni identificativi di come poteva apparire da una lettura generalizzata.
Pur all’interno di una “fragilità” complessiva di un territorio fortemente condizionato dalla capacità attrattiva (funzionale e culturale) di Asti e a direttrici di traffico già storicamente consolidate, ogni nucleo dimostra di poter giocare un “ruolo” all’interno del proprio territorio.
Si tratta a seconda dei casi e confronto soprattutto al territorio rurale di affermare una centralità o di contrastare una residualità, agendo a partire dalle condizioni di accessibilità confronto alle direttrici di traffico.
Il carattere dei nuclei letto attraverso agli elementi morfologici, storico-insediativi, sociali e percettivi ci consente di individuare i punti di forza o di debolezza su cui agire.
La consapevolezza che deve essere necessariamente condivisa per diventare riferimento per le decisioni urbanistiche di dettaglio è che al carattere dei luoghi vanno accompagnate scelte chiare e sostenibili di salvaguardia, valorizzazione, trasformazione condizionata.
Solo in questo modo si può irrobustire (o perseguire quando non più riscontrabile) l’identità dei luoghi, principale potenzialità dei nuclei, per offrire opportunità di condizioni di vita e di relazioni sociali.
Dall’analisi oggettiva dei luoghi e dall’incrocio sistematico con gli elementi di tipo vincolistico o cautelativo che nascono dai contenuti specifici del PRG, e dai Piani Sovraordinati, (idrogeologico, gomorfologico, paesaggistico) emerge una griglia delle potenzialità che va approfondita raccogliendo il punto di vista degli “abitanti” e dei “visitatori”, facendo emergere l’interesse alle trasformazioni in quanto dirette prioritariamente al miglioramento dello stato dei luoghi.
Ogni iniziativa o decisione che riguardi la trasformazione urbanistica dovrà insomma misurare e dichiarare esplicitamente quale effetto positivo produce confronto agli elementi caratterizzanti del nucleo e del suo territorio di riferimento, stabilendo ovviamente le priorità e gli strumenti per raggiungere l’obbiettivo.
In conseguenza dei criteri dei luoghi e delle elaborazioni cartografiche di “sintesi sulle criticità e potenzialità per gestire la progettualità” sono stati prodotti una serie di indirizzi per le trasformazioni, utilizzando contributi grafici esemplificativi e confronti fotografici, raccolti in apposito elaborato.
Gli elementi di guida di carattere generale che emergono già in questa fase possono essere così sintetizzati:
- la salvaguardia/valorizzazione dei segni residui dei nuclei (utilizzando aree di rispetto, normative specifiche, ecc.);
- Gli indirizzi e le prescrizioni per la qualità dei nuovi interventi (per tipologia edilizia, per morfologie insediative ecc.);
- Gli approfondimenti dei temi del recupero nei nuclei più significativi sotto l’aspetto della compattezza e/o dell’estensione e del tessuto (utilizzando regole architettoniche e tipologiche);
- Un progetto unitario e riconoscibile di valorizzazione per i punti di riferimento di interesse collettivo dei nuclei con individuazione di tipologie specifiche e qualificate di servizi (piazza, giardino, viale, ecc.), anche, ove necessario, per la creazione di nuovi centri, facendo confluire prioritariamente su tali parti le risorse pubbliche derivanti dalle trasformazioni urbanistiche previste.
- Un progetto di costruzione di percorso e itinerario di cornice del territorio collinare attorno ad Asti, inteso anche come itinerario panoramico, con recupero e disegno di strada a basso impatto (con utilizzo prevalente di percorsi storici esistenti) che unisca i nuclei frazionali e le loro specificità territoriali di interesse generale.
- L’approfondimento degli elementi possibili per un raccordo con le periferie di Asti, a partire da quelle più coinvolte dal rapporto con i nuclei esterni (Asti Ovest e Asti Est), per estendersi ad un ragionamento sui caratteri insediativi, sulle specificità e potenzialità di valorizzazione di tutte le periferie.
