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Cenni storici

L’origine della Polizia Municipale viene fatta derivare dalle “guardie” di cui ogni città si è sempre dotata per tutelare la sicurezza urbana e il rispetto dei propri ordinamenti o, in altri casi, come milizia con compiti di difesa. Ad Asti notizie della fine del XVII secolo indicano la sede dell’antico Corpo di Guardia in piazza San Secondo, nel palazzo attiguo al Municipio tra le vie Palazzo di Città e Gobetti.
L’attività di controllo dell’applicazione dei regolamenti comunali nella nostra città si può far risalire all’istituzione del cosiddetto Ufficio di Politica, nella prima metà del ‘700, che prese il posto dell’ufficio della Ferrazza, che dalla tarda epoca Comunale si occupava della riscossione dei tributi e dei vari dazi.L’Ufficio di Politica regolò la materia della Polizia Urbana (intesa come insieme dei Regolamenti comunali) con i “Bandi politici” del 1731 in seguito riformati più volte fino alla predisposizione di nuovi Bandi politici nel 1840. Questi Bandi erano costituiti da una serie di articoli che stabilivano norme relative all’esercizio di arti e mestieri, all’ordine dei mercati, alla tranquillità e sicurezza pubblica. Funzionari e guardie incaricate al servizio dell’Ufficio di Politica si adoperavano con controverse fortune al rispetto di quelle normative.
Per trovare notizie più pertinenti si deve arrivare al 1858 quando il Consiglio comunale stabilì nuovi bandi con la denominazione (ancora attuale) di “Regolamento di Polizia urbana” ed è dello stesso anno il Regolamento per l’organizzazione del Corpo delle Guardie Municipali in cui, tra l’altro, si provvedeva alla minuziosa descrizione dell’uniforme (di stile francese con tanto di kepì con coccarda nazionale) e dell’armamento delle allora dodici Guardie Municipali, del Sergente e dell’Ispettore che dirigeva il Corpo sotto la giurisdizione del Sindaco. Nel 1883 una nuova delibera dell’Amministrazione comunale disponeva la costituzione del Corpo di Polizia Urbana e Rurale a cui si affidava la conservazione del patrimonio della Città e l’esecuzione di leggi e regolamenti.
Presso l’Archivio storico comunale è conservato un bando di concorso pubblico del 1884 per il posto da “brigadiere” delle Guardie Municipali, con lo stipendio annuo di lire 1000 comprensivo dell’alloggio; allora le Guardie erano in tutto ventuno. Dal 1874 al 1907 le Guardie municipali furono alloggiate nella casa Albertone, nella via allora detta “al Tribunale, già Contrada della Misericordia” ovvero l’attuale via Mameli, sede che era adibita a vera e propria caserma. Già nei primi anni del ‘900 le ormai trenta Guardie dovevano affrontare le rimostranze dell’opinione pubblica per i problemi di circolazione stradale allora causati da ciclisti e carrettieri; erano, infatti, il transito di velocipedi nei viali e le contravvenzioni dei conducenti di carri le più frequenti violazioni accertate in quegli anni, assieme a quelle accertate per infrazioni al decoro urbano, ma erano anche numerosi gli arresti per reati vari. Per migliorare l’attività di controllo nel 1924 venne acquistato il primo motoveicolo per il Corpo: una bicicletta a motore ad uso dell’Ispettore di Polizia Municipale. Alla fine degli anni 40 i Corpi delle Guardie Municipali presero il nome di Vigili Urbani, termine con il quale vennero identificati fino all’approvazione della Legge n° 65/1986, con la quale assunsero la denominazione odierna di Polizia Municipale, termine che sta anche a significare il progresso delle funzioni e delle mansioni.
La sede del Corpo, ormai stabilita al piano terreno del Municipio in Piazza San Secondo, venne spostata nel 1978 nell’ex macello in Piazza Leonardo da Vinci. Dopo essere stato devastato dall’alluvione del 1994 il Comando venne quindi trasferito nell’attuale sede di via Fara il 21 maggio 2001. L’organico era passato dalle 34 unità del secondo dopoguerra alle 54 del 1960 alle circa 70 del 2000.

