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Archivio storico comunale
Via C. Massaia
Edificato
nelle forme architettoniche del primo Rinascimento su una struttura preesistente
(come attestano, oltre alle fondamentazioni, le tre finestre ogivali occluse
che si possono notare sulla parete esterna prospicente la via Buon Pastore),
il palazzo rappresenta uno dei pochi esempi di architettura cinquecentesca
ad Asti.Sulla finestra a croce della facciata e sui portali interni sono
riportati più volte il nome e lo stemma del proprietario
Francesco Mazzola giureconsulto, della famiglia Mazzola, che deteneva
la signoria di alcuni paesi del Monferrato.
Dalla famiglia Mazzola - la cui presenza in Asti è attestata alla fine del '400 - l'edificio passò quindi all'Opera Pia Buon Pastore, donato da Filippo Mazzola nel 1710 e venne destinato ad ospitare giovani pericolanti e pericolate ed infanti abbandonati. Con la sopressione dell'opera pia, avvenuta nel 1979, Palazzo Mazzola è diventato sede prestigiosa dell'Archivio Storico Comunale, che conserva documenti di notevole pregio ed interesse, compressi nella parte più agibile dell'edificio, accanto a spazi attualmente ancora inutilizzabili.Nella progettazione - tendente al recupero ed all'utilizzo di tutto il Palazzo - sono state riutilizzate interamente le preesistenze architettoniche, con la finalità di lavorare sul concetto di ornamentazione, ricomponendo alcuni particolari la cui presenza era oscurata.
Individuate e prese
in esame, con la gestione dell'Archivio, tutte le possibilità di una razionalizzazione degli spazi per un'ottimale fruizio da parte del pubblico della sede in oggetto, sono stati concordati i seguenti obiettivi:
- risposta immediata alle richieste di consultazione
- recupero di nuovi spazi di deposito
- velocizzazione della classificazione
- individuazione di nuovi spazi a completamento e razionalizzazione delle funzioni esistenti
- interventi tesi alla restituzione dell'impianto originario, con l'eliminazione di interpretazioni inutili, mediante manutenzioni e restauri specifici
- accessibilità per disabili in tutti i locali destinati al pubblico.
Dall'analisi
statica dell'edificio, con una prima constatazione si è accertato
che i solai hanno subito modifiche nel corso dei secoli, per adeguarli
di volta in volta alle funzioni preposte.
La manica est, oggetto di consolidamento delle fondazioni negli anni
settanta, presenta un pessimo stato di conservazione e sono necessarie
oper di rinforzo dei solai, ed è proprio in questa area che
sono evidenti i segni dell'accavallarsi dei lavori nei tempi passati
in maniera del tutto disordinata, che ostacolano la percorribilità sia
verticale che orizzontale. Saranno quindi riprese sia le aperture
interne che esterne atte a soddisfare la funzione estetica e garantirne
la percorribilità.
Al piano terreno, a tamponamento del porticato,
verrà realizzata una vetrata su serramenti in bronzo. L'accessibilità ai
disabili sarà possibile attraverso l'apertura di un varco
nel muro di confine a nord, e l'installazione di un servoscala sito
nello scalone principale. L'edificio sarà fornito inoltre
di servizi igienici accessibili. A completamento della facciata al
primo piano prospiciente il cortile interno, è previsto il
tamponamento di un terrazzo con la duplice funzione di ricavare nuovi
spazi per archivi, ed eliminare un antro, attualmente senza alcun
utile impiego. Ad integrazione delle rispondenze dell'edificio alla
normativa in materia di sicurezza, è stata prevista la formazione
dele uscite di sicurezza, grazie all'utilizzo di quelle esistenti,
ma attualmente non sfruttate e l'inserimento di nuove porte tagliafuoco. Pavimenti
di recente costruzione e fatiscenti, saranno sostituiti con materiali
lapidei o similari, così da uniformare e rendere perfettamente
complanari tutte le superfici di piano. I serramenti di recente costruzione
(ad esclusione del fabbricato centrale prospicente Via Varrone) e
per la quasi totalità estremamente fatiscenti, saranno interamente
sostituiti con infissi in bronzo.Gli ulteriori interventi saranno,
come già accennato, di "pelle". Come tali saranno
importanti e delicati, in quanto avranno lo scopo di riportare e
riscoprire le preesistenze, come la pilastratura all'ingresso dell'edificio
o la ricucitura della facciata cinquecentesca del fabbricato centrale
ed il recupero di finestre e porte.
Progetto e Direzione Lavori: Arch.Luciano Bosia
Collaboratori: Geom.Mauro Morra, Arch.Davide Monticone, P.I.Angelo
Binello, P.I.Giancarlo Ivaldi
Impresa: Moviter - Asti, Sipal.
Ultimazione dell'intervento: 1° lotto: marzo 1999 - completamento
1° lotto: dicembre 1999.
Spesa totale:
1° lotto £.600.000.000, completamento 1° lotto £.300.000.000,
2° lotto £.1.200.000.000