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Il sistema monetale

La zecca di Hall (Tirolo) (litografia dal Weisskunig dell'Imperatore Massimiliano I - 1510)Le riforme di epoca carolingia avevano determinato una circolazione monetaria, in tutta l'Europa centro-settentrionale, basata unicamente sull'argento, così come si era definita nel precedente regno merovingio-franco. Il sistema base prevedeva due unità maggiori, utilizzate solo per i conteggi, la lira (dal latino libra ) equivalente a 20 soldi (dal latino solidus ). Un soldo era realizzabile, in moneta corrente, con 12 denari, oppure con 24 oboli . Dunque nel 1143 la chiesa astigiana avrebbe pagato ad un certo Ottone quanto dovuto per l'acquisto del terreno con 2.076 denari come quelli esposti in mostra.

Milano, Ambrosino (1250-1310)Asti, grosso (1/3 di soldo) d'argento (g 1,1) Mentre ai tempi di Carlo Magno il denaro era una moneta in argento puro (g 1,7), quando Asti iniziò ad emetterli si trattava di pezzi in mistura, ovvero in una lega di rame con argento in misura inferiore al 50%, dal peso oscillante tra 0,90 e 0,60 grammi. Analisi effettuate su denari astigiani nel XIX secolo hanno rilevato percentuali d'argento comprese tra il 33% ed il 20%. Il peso medio dei 13 denari esposti è di g 0,70.

Asti, doppio grosso (g 1,7)Asti, grosso tornese (g 4,0) Vengono presentati inoltre in questa sede, dalle collezioni della Fondazione Cassa di Risparmio e della Cassa di Risparmio di Asti, gli altri tipi di monete prodotti ad Asti nel periodo comunale: il grosso (1/3 di soldo = 4 denari) d'argento - tipo di moneta introdotto a Venezia dal doge Enrico Dandolo (1194-1201) - e l'obolo in mistura, che riprendono le stesse tipologie già viste per i denari, così come il doppio grosso - su imitazione dell'Ambrosino di Milano (1250-1310) - ed il grosso tornese in argento, che prende il nome dalla moneta coniata dai re di Francia sul modello dei denari dell'Abbazia di S. Martino a Tours a partire dal 1266 (valore: 1 soldo), del quale si mantiene la particolarità di avere due cerchi concentrici di legende.

 


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