Comune di Asti: Vai al contenuto della pagina

Sito accessibile - scegli la versione: Grafica Alta visibilità Solo testo

Logo Archivio Storico

Uffici
Archivio Storico

Palazzo Mazzola, via Massaia 5
Assessore: Gianfranco Imerito
Dirigente: Dott. Berzano Andrea

Info

Tel. 0141 399.339
Fax: 0141 399.329

Invia una mail al settore

Ti trovi qui:

Un ripostiglio monetale da Genova

Enrico IV imperatore (1056-1106), denaro d'argento della zecca di PaviaLuigi IX re di Francia (1226-1270), grosso torneseNel marzo 1853 il sindaco di Asti, cav. Giacomo Giovanelli, avuta in qualche modo notizia di un grosso rinvenimento di monete medievali a Genova, cercò di ottenere esemplari di zecca astigiana rivolgendosi a quel Comune. Possediamo la risposta del sindaco di Genova, Domenico Elena, il quale, contattato il rinvenitore, marchese Giuseppe Maria Durazzo, ne ottenne 14, che subito trasmise ad Asti. Apprendiamo così che le monete in questione facevano parte di un più grande ripostiglio, venuto in luce nel corso degli scavi di fondazione per la ristrutturazione del palazzo del marchese. Questi era riuscito a recuperare (probabilmente dagli operai, autori materiali della scoperta) 1.200 monete, tra le quali solo 32 erano di Asti: si può presumere che il grosso del rinvenimento fosse costituito da monete genovesi, altra importante zecca medievale (che aveva avuto dallo stesso Corrado III diritto di battere moneta nel 1138).

Genova, grosso in argento (1172-1217)Venezia, doge Ranieri Zeno (1253-1260),  grosso d'argento Il marchese Durazzo di Gabiano era uno degli ultimi esponenti di una delle più illustri casate genovesi, con numerose residenze nel centro cittadino e nei dintorni, discendente da immigrati dall'Albania (fine XIV secolo), che avevano fatto fortuna con il commercio di tessuti e che ebbero per otto volte l'onore di esprimere un doge della repubblica. Fu, tra l'altro, collezionista di monete.

Asti, Comune (1141-1312), denaro d'argento.  Diritto: CVNRADVS II (al centro) REX.Rovescio: [moneta] ASTENSIS, croce al centro.Si presenta qui per la prima volta al pubblico il piccolo nucleo sopravvissuto (un esemplare è stato sottratto in un momento imprecisato), che dal 1886 è custodito presso l'Archivio Storico: si tratta di denari in lega d'argento della zecca comunale di Asti, tutti simili per tipi e aspetto macroscopico. La semplicità degli schemi e la mancanza di elementi figurati sono quelli caratteristici delle monetazioni medievali: al gioco grafico con le lettere della parola REX del diritto si alterna, al rovescio, una croce. I campi e gli spazi per le parti scritte sono separati da cerchi ottenuti con motivi a righe o a globetti.

Venezia, doge Enrico Dandolo,  grosso d'argento  (1194-1205)In mancanza di altre informazioni sul contenuto del ripostiglio, non siamo in grado di datarlo in modo preciso e, di conseguenza, anche la cronologia della moneta astigiana rimane generica, dal momento che sinora gli studiosi non sono riusciti a precisarne meglio l'evoluzione cronologica, anche a causa del conservatorismo dei tipi, che rimasero per due secoli i medesimi (1140-1312). Non deve comunque stupire la presenza di moneta di Asti a Genova: i traffici commerciali portavano, infatti, le monete, come le merci, a spostarsi su lunghe distanze e, sin dall'epoca romana, il rapporto tra la costa e la pianura nord-occidentale era garantito da strade che dal capoluogo ligure giungevano al Monferrato e, attraverso Torino, oltr'Alpe.

 


Home
| Amministrazione | Uffici comunali | Appalti e Concorsi | Manifestazioni | Cultura | Turismo | Info utili | Comune online | Accessibilità | Privacy

Powered by Sistemi Informativi Comune di Asti Web-Media • © Comune di Asti • Piazza S.Secondo 1 - 14100 - Asti • Centralino +39.0141.399111 • urp@comune.asti.it