Sorto in un’area esterna alla cerchia di mura medievali, l’ospedale gerosolimitano e la vicina chiesa dedicata al Santo Sepolcro, ora noti come il Complesso di San Pietro, furono sede, dalla sua costruzione nel XII secolo e fino al 1798, dell’Ordine dei Cavalieri di Gerusalemme, conosciuto anche come l’Ordine dei Cavalieri di Malta. Nel XIV svolse addirittura la funzione di Gran Priorato di Lombardia cui competeva il controllo dell’Ordine nel nord Italia. Il Complesso è costituito da una serie di edifici: la Rotonda, parte più antica e architettonicamente interessante, un edificio ad uso abitativo con chiostro e la più recente Cappella di Valperga. La costruzione della Rotonda è da ricondursi all’iniziativa di Landolfo di Vergiate, crociato e vescovo di Asti dal 1105 al 1134. Durante il periodo appena successivo alla prima crociata sorsero numerosi edifici ad imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme, spesso sede dell’Ordine di Malta, sintomo di una grande devozione per il luogo santo. Per coloro impossibilitati a recarsi in Terra Santa, era infatti possibile ottenere in questi luoghi indulgenze. La struttura della Rotonda rispecchia i canoni architettonici di questo tipo di costruzioni devozionali: una pianta ottagonale quasi circolare con volte a crociera sostenute da otto colonne centrali in cotto ed arenaria e una cupola con ambulacro circolare nel centro. Da notare le due sculture incluse nella colonne e raffiguranti Santa Caterina di Alessandria e la Vergine col Bambino risalenti alla fine del XIII secolo. Pregevole anche la lunetta di ingresso alla rotonda: in arenaria, presenta un interessante motivo ad intreccio. Questo edificio assunse solo nel 1741 la funzione di battistero. La cappella di Valperga, a pianta quadrata e collegata alla Rotonda, venne edificata a partire dal 1446: si tratta di una struttura semplice a pianta quadrata con una volta a crociera con chiave in cotto decorata a bassorilievo con lo stemma dei Valperga. Artisticamente pregevole è il suo esterno con una ricca decorazione in cotto con motivi vegetali, geometrici e antropomorfi disposte lungo in perimetro a confine col tetto e lungo una finestra circolare ad oculo ad est. Gli edifici abitati e il chiostro a L, con pilastri circolari in cotto e volte a crociera, assunsero questo aspetto intorno al 1400. Il complesso, pesantemente rimaneggiata nel ‘700, venne riportato all’antico aspetto durante una campagna di restauri negli anni Trenta seguita dallo storico Gabiani. In quell’occasione vennero incluse nella pareti del chiostro alcune bifore e lapidi provenienti da alcuni edifici medievali demoliti. Il complesso diventò così uno dei primi poli museali della città, primo museo lapidario per conservare i numerosissimi resti provenienti da strutture civili e religiose in rovina. Attualmente è sede del museo paleontologico ed archeologico. Alla fine degli anni ’90 l’area è stata inoltre interessata da una campagna di scavi archeologici che hanno messo in risalto alcune antiche strutture di fondazione e una serie di sepolture di cui una importante posta al centro della Rotonda. |