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Chiesa di San Secondo
Del tutto diversa la compatta chiesa di San Secondo, solitaria sulla collina
di Mongiglietto, fra vigneti e boschi, con pianta basilicale a tre navate. Tanto
austera la facciata quanto sfavillante di decorazioni scultoree il prospetto
sud, dove si inseguono mensoline, cornici, figure geometriche, vegetali o zoomorfe,
pesci ed uccelli, financo l'incontro di un uomo con una donna occhieggiante
fra archetti e cornici. È qui forse la testimonianza più ricca
e veritiera di una fantasia fertile e disinibita che, parecchi secoli orsono,
guidò la mano ingenua (o maliziosa!) di oscuri scalpellini, verso l'espressione
artigianale ed artistica di un linguaggio religioso che unisse può essere
un'interpretazione cielo e terra, Dio e gli uomini, carnalità e preghiera.
L'interno (per la visita chiedere le chiavi presso l'ultima cascina che si incontra
prima della chiesa) è di rara bellezza con pilastri e colonne alternate
sormontati da capitelli scolpiti, sui quali si impostano archi longitudinali
a tutto sesto; le volte sono a vela. Nel semicatino dell'abside centrale campeggia
un'affresco del XIV secolo, raffigurante Cristo e due santi, San Secondo e San
Siro ( o San Burone, secondo un'altra interpretazione).