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Chiesa di San Nazario
In una terra costellata di testimonianze romaniche diffuse un po' dovunque,
fra chiese, cappelle e campanili datati dal 1000 al 1200, spicca per la dovizia
di presenze artistiche un "triangolo d'oro" i cui vertici sono tre paesi monferrini
con altrettante chiese romaniche: Montechiaro con San Nazario, Cortazzone con
San Secondo, Montiglio con San Lorenzo. I tre comuni distano pochi chilometri
l'uno dall'altro, ed è possibile immergersi in quest'aura romanica scavalcando
colline di notevole suggestione nell'arco di poche ore.
La sensazione che si ricava da tale itinerario artistico-culturale è quella
di lasciarsi sorprendere da tre gioielli monumentali di rara bellezza, insospettati,
inseriti in contesti paesaggistici sufficientemente salvaguardati, da ammirare
in primo luogo come suggestivo colpo d'occhio, quindi da studiare, confrontare
e ricordare per la ricchezza di particolari artistici quando più minuscoli,
tanto più eccezionali.
Per la chiesa di San Nazario (la dizione esatta sarebbe dei Santi Nazario e Celso),
la scenografia è quella bucolica di un colle verde di maggenghi o infuocato
di grano, raggiungibile solo a piedi. L'edificio è unico ed irripetibile
per le inusuali proporzioni fra la minuscola chiesa ed il contiguo campanile
a base quadrata, per i cromatismi fra pietra candida e mattoni rossi che si rincorrono
a fasce sulla facciata, sul campanile, nell'abside. L'interno è completamente
rifatto, tranquillamente trascurabile. Fra le decorazioni esterne, motivi floreali,
intrecci vegetali, archetti pensili, monofore. Sul prospetto nord è rozzamente
scolpito un animale mostruoso che si morde la coda, inserito in un insieme di
motivi geometrici. Bellissimo l'arco del portale della facciata, decorato con
motivi a cornucopia ed intarsi policromi a dente di lupo.