Ti trovi qui:
Asti 2010 - La Città del futuro, costruiamola insieme
Gli ambiti di trasformazione urbanistica - Un progetto di sviluppo per Asti.
1.Premessa
La città di Asti ha avviato un processo di sviluppo e di rinnovamento che, attraverso il coinvolgimento delle forze sociali ed imprenditoriali e la ricerca della massima trasversalità, utilizza le leve della partecipazione e dell' urbanistica per imprimere slancio lungo un percorso di crescita economica, sociale e culturale, finalizzato a creare ricchezza e socialità e per rispondere ai bisogni vecchi e nuovi dei cittadini.
Nell'ambito di questo nuovo disegno della città hanno rilevanza strategica alcuni edifici e aree in larga parte di proprietà pubblica, che hanno perso la loro funzione originaria a seguito di vari processi di trasformazione. Si tratta in parte di edifici che rispondevano a servizi ed attività a vario titolo collettivo (caserme, ospedali, fabbriche di grande rilievo per l'economia locale) e in parte di aree e terreni con una destinazione diversa da quella storica (aree ex ferroviarie, aree periferiche ora divenute relativamente centrali) che sono oggi gli ambiti di trasformazione urbanistica che condizioneranno lo sviluppo della città del futuro.
2. La strategia dell'Amministrazione
La strategia elaborata dall'Amministrazione si basa su un insieme di criteri:
individuare nel riuso di questi cespiti di proprietà della cittadinanza il fulcro dell'intervento che l'Amministrazione ha progettato per dare un volto nuovo all'economia urbana;
identificare ed utilizzare nel modo più proprio tutti gli strumenti di tipo normativo, agevolativo e imprenditoriale per favorire la creazione di soggetti e progetti che vedano l'Amministrazione in un ruolo proattivo.
puntare su un limitato numero di progetti prioritari che, seppure in un quadro di insieme di diversi interventi logicamente e coerentemente predisposto, permettano di conseguire risultati tangibili nell'arco di alcuni mesi
individuare un'agenda delle attività sulla quale aprire un confronto con i rappresentanti della comunità locale
2.1 Gli ambiti di trasformazione alla base della strategia di sviluppo
Gli ambiti compresi nel piano di interventi riguarda alcune tra le emergenze urbane più rappresentative:
- il "Casermone", ovvero l'insieme di edifici realizzati intorno alla grande Caserma posta nel quadrante occidentale della città e che oggi comprende il Tribunale, alcuni edifici dell'Archivio di Stato, un istituto scolastico superiore, una ex palestra e altre cubature tuttora non ristrutturate;
- il grande Ospedale, a breve non più utilizzato a tale scopo, con l'insieme del compendio immobiliare dell'Asl;
- la ex Caserma Colli di Felizzano, già acquisita dal Demanio da parte del Comune con l'impegno di realizzare una sede universitaria e parzialmente oggetto di ristrutturazione per la realizzazione sopra indicata e per alcuni edifici della Guardia di Finanza
- l'ex Caserma dei Vigili Urbani, in zona stazione, attualmente non utilizzata a tale scopo e recentemente destinata con delibera comunale ad edifici pubblici, sita in adiacenza all' ex Enofila, complesso di ex fabbriche di imbottigliamento vino di rilevanti dimensioni per la quale è stata prevista una ristrutturazione con realizzazione di un centro espositivo, enoteca, centro multimediale dedicato al vino, ristorante e sala congressi
- le aree ferroviarie (Area Babilano e area deposito locomotive) che interessano lo scalo oggi dismesso e il dopolavoro ferroviario, oggetti di potenziale recupero e valorizzazione
- la Piazza d'Armi, un'area situata nella periferia orientale per un terzo di proprietà comunale e due terzi di proprietà del Demanio dello Stato, per la quale è stato firmato alcuni mesi fa un contratto tra i due soggetti interessati ai fini della realizzazione di un piano di sistemazione dell'area comprensivo di verde attrezzato e nuova edilizia
- il Movicentro", una struttura a sostegno della mobilità - in prevalenza su mezzi pubblici e per l'interscambio con mezzi privati - da realizzare nell'area della stazione autocorriere (presso Piazza Leonardo Da Vinci, la Piazza del Palio e la stazione ferroviaria) nell'ambito di un progetto regionale di potenziamento di strutture analoghe in numerosi hub di mobilità di persone;
- la piazza del Palio al centro della spina di servizi della città, che anche in occasione della riconversione del complesso del vecchio Ospedale può diventare strategica per l'offerta di parcheggi e altre funzioni pubbliche.
Come detto, in larga parte si tratta di cespiti interamente di proprietà comunale, ma in alcuni casi di significativa importanza i soggetti interessati in quanto proprietari o comproprietari richiedono l'attivazione di rapporti di tipo contrattuale: l'area ferroviaria (interlocutore Rete Ferroviaria Italiana e altre società del Gruppo Ferrovie), l'Ospedale (Asl), la Piazza d'Armi e la Caserma Felizzano (Demanio). Nei casi in cui è coinvolta l'Agenzia del Demanio, l'Amministrazione ha già perfezionato gli atti alla base del processo di valorizzazione congiunta.
2.2 Gli strumenti a disposizione
Gli strumenti che l'Amministrazione ha utilizzato o intende utilizzare sono caratteristici del governo urbano italiano negli ultimi anni:
- i Contratti di Quartiere, programmi di recupero integrati di recupero urbano finalizzati alla promozione dello sviluppo sociale, economico ed occupazionale a livello di quartiere o d'area, di cui il Ministero delle Infrastrutture con decreto 30 dicembre 2002 ha lanciato un bando di concorso; i Contratti di Quartiere prevedono un cofinanziamento nazionale, regionale e comunale relativi a interventi urbanistico-architettonici e a misure di sostegno sociale e di promozione dell'economia locale;
- le Società di Trasformazione Urbana (brevemente "STU"), introdotte per la prima volta nel nostro ordinamento dall'art. 17, comma 59, della legge 15 maggio 1997, n.127 ed attualmente disciplinate dall'art. 120 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267; le STU costituiscono un modello societario speciale, a partecipazione pubblico-privata, finalizzato alla progettazione e alla realizzazione di interventi di trasformazione urbana
- un approccio omogeneo relativo alle opportunità di trasformazione urbana da offrire come leva di sviluppo all'Agenzia (o altra entità) destinata al marketing territoriale nell'ambito del Piano strategico di sviluppo predisposto dall'Amministrazione (Ass. Att. Prod.).
L'Amministrazione intende utilizzare questi strumenti quali elementi straordinari, di discontinuità e di segnale al territorio dello svolgimento di nuove attività da parte del principale soggetto pubblico nel panorama urbano. Accanto a questi operano naturalmente gli strumenti ordinari, sia di pianificazione, sia di spesa, sia infine di accesso a finanziamenti. La consistenza del patrimonio immobiliare comunale sopra indicato richiede del resto l'attivazione di processi che non possono non rappresentare un elemento di innovazione e discontinuità, nonché - nelle intenzioni dell'Amministrazione - di innesco di processo di sviluppo che interessino l'intera collettività.
2.3 I progetti prioritari
Nel corso di questi due anni i progetti identificati dall'Amministrazione hanno seguito un iter di sviluppo diversificato, in funzione delle opportunità che di volta in volta si sono create o sono state esplicitamente create mediante l'attivazione di un dialogo tra soggetti pubblici e tra soggetti pubblici e operatori privati.
Sotto questo profilo, assume un'importanza decisiva per l'intero Piano la proficua esperienza del Contratti di quartiere che ha consentito al progetto presentato dal Comune di Asti (ed elaborato con il citato principio di trasversalità e coinvolgimento di partner diversi) di collocarsi al primo posto tra i comuni non metropolitani della graduatoria regionale, con acquisizione di finanziamenti pubblici per 7.310.000 euro.
Alla luce del quadro progettuale definito dalla richiesta di finanziamento del Contratto di Quartiere, l'Amministrazione ha individuato un percorso di priorità che prevede quanto segue:
Attuazione degli interventi previsti nel Contratto di Quartiere nei tempi e nelle modalità previste, in ipotesi di accoglimento della richiesta da parte del Ministero delle infrastrutture e trasporti; in caso di non accoglimento o di parziale accoglimento, realizzazione per stralci
Costituzione di due Società di Trasformazione Urbana, (o altre articolazioni similari o comunque individuazione di criteri per la realizzazione di partnership “pubblico-privato”) una per il progetto relativo al Casermone e una per il progetto relativo alla valorizzazione del patrimonio immobiliare dell'Asl.
Riavvio del negoziato con Rete Ferroviaria Italiana per la trasformazione delle aree ex-scalo ferroviario e contestuale lancio di un concorso internazionale di idee-progetto per la sistemazione dell'area nel quadro della riconversione dei progetti situati in aree adiacenti (area stazione ferroviari a-Movicentro, Enofila e Caserma Vigili Urbani)
Verifica relativa al progetto del Nuovo Palazzetto dello Sport (oggetto nel 2003 di un bando per la presentazione di offerte da parte di promotori ai sensi dell'art. 37bis della L. 109/94), alla luce di strumenti di finanziamento del credito sportivo;
Contributo urbanistico alla costituzione del previsto organismo autonomo e responsabile per lo sviluppo e il marketing territoriale della città e del suo hinterland poiché è importante che un apposito “capitolo” del Piano di Marketing territoriale sia dedicato alle opportunità di sviluppo offerte dagli ambiti di trasformazione urbana della città.
Nell'area del Casermone è prevista la realizzazione di aree a parcheggio a pagamento, unitamente ad operazioni di ristrutturazione di volumi esistenti da destinare ad attività terziarie e quaternarie; l'ampia area sarà oggetto di un intervento di riqualifica urbana al termine della quale il nuovo spazio, attrezzato con strutture commerciali e di servizio, sarà pienamente fruibile da parte della città, anche in relazione alle funzioni di terziario pubblico connesse all'area.
Con riferimento al compendio immobiliare dell'ASL occorre evidenziare che l'esigenza di valorizzazione in tempistiche rapide, della proprietà, può realizzarsi soltanto sull'insieme del compendio interessato, giacché le possibilità di incremento della rendita su altri fabbricati potrà riequilibrare lo sfoltimento dei volumi, indispensabile sull'edificio di via Botallo .
Il negoziato con Rete Ferroviaria Italiana prevede di analizzare il contesto dell'area alla luce dei processi di trasformazione urbana in via di realizzazione, in modo tale da individuare un accordo sui principi della valorizzazione. Il tema della scelta delle possibili destinazioni dell'area potrebbe essere oggetto di un concorso internazionale di progettazione che permetta di collegare il modello della crescita della città sul fiume con quello di sviluppo dell'area centrale. Ove necessario, anche per questa area potrebbe essere utilizzato lo strumento della STU, in analogia con quanto sviluppato in altre città di dimensioni comparabili (Bolzano, Bergamo).
2.4 I partner del progetto di sviluppo.
In base al principio applicato nella pratica sportiva per cui “squadra che vince non si cambia”, la base di partenza per l'individuazione delle forze istituzionali, sociali e imprenditoriali da coinvolgere nel progetto potrebbe essere individuata nei soggetti che hanno aderito al progetto dei Contratti di Quartiere II: l'ATC, che potrebbe avere un duplice ruolo di assegnatario di aree e fabbricati destinati all'edilizia residenziale pubblica, nonché di soggetto interessato a differenziare gli ambiti di intervento per ricavare risorse da reimpiegare per fini istituzionali; il gruppo costruttori dell'unione industriale, il mondo delle cooperative, cui dovranno aggiungersi le associazioni dell'artigianato e l'Asp (che ha ruolo centrale in quanto gestore dei principali servizi della città: trasporto, acquedotto, fognatura, parcheggi ed ha tra i propri obbiettivi strategici il mercato del calore e dell'energia).
Un ruolo fondamentale sarà poi svolto da un istituto di credito che dovrà supportare (con il debito tornaconto) le operazioni di carattere più strettamente immobiliare. E' evidente che prioritariamente e preferibilmente dovrà essere sondata la disponibilità della CR Asti, cui potrà seguire o affiancarsi un supporto della finanziaria pubblica regionale Finpiemonte.
In generale il coinvolgimento di operatori locali (pur non dovendo diventare in alcun modo preclusivo rispetto agli eventuali interessamenti di terzi, appare proficuo ai fini di un adeguato consenso sociale e di una ricaduta positiva dal punto di vista economico sul territorio.
3. Agenda delle attività
L'Amministrazione dispone di una serie di elementi maturati nel lavoro degli ultimi anni:
una valutazione delle opportunità esistenti
le relazioni descrittive dei progetti
l'analisi delle strade per realizzarli
la volontà di perseguire forme di partenariato pubblico privato e un consenso maturato negli operatori chiave della città per sviluppi in tale direzione
l'individuazione di strumenti concreti di partenariato pubblico privato
Questo insieme di cose, compresa una parte di "dinamismo in progress", con gli aggiustamenti in corso d'opera, ha il suo respiro, la sua dignità e originalità che vale la pena di valorizzare anche sotto il profilo della metodologia.
Ad esempio, Bologna è divenuto un punto di riferimento a livello mondiale per il recupero del centro storico partendo da un piano che comprendeva appena sette edifici, ma che è assurto a modello di approccio e metodologia applicata. Tenuto conto del fatto che il 95% del materiale per trasformare delle ipotesi tecniche in un messaggio metodologico è disponibile e già elaborato, la prima proposta è la seguente:
3.1 Prima attività proposta: creazione di un documento di programma e sua pubblicizzazione.
Il primo passo essenziale è la trasformazione del lavoro di schedatura dei progetti, di commento e la scelta di tre progetti prioritari in un documento facilmente intelleggibile da presentare pubblicamente a inizio 2005, costruendo un vero e proprio programma di attuazione del piano regolatore e dandogli un'anima, un sistema di priorità e un forte indirizzo di guida allo sviluppo.
3.2 Secondo gruppo di attività: avvio dei progetti prioritari
Poiché su alcuni dei singoli progetti l'Amministrazione ha già avviato varie attività, occorrerà individuare i progetti prioritari rispetto ai quali concretamente prevedere risultati in tempi ragionevoli (si propone Casermone e Patrimonio ASL che vanno ad aggiungersi agli interventi previsti nei Contratti di Quartiere).
3.3 Terzo gruppo di attività: un organismo di sviluppo e gestione
La conclusione strategica del lavoro (fase 3 logicamente successiva a: 1) convegno-pubblicazione e 2) avvio progetti prioritari ) è la sistematizzazione dell'attività svolta nell'ambito del complessivo piano di marketing territoriale e piano di sviluppo del territorio.