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Asti 2010 - La Città del futuro, costruiamola insieme

Con il programma “Asti 2010. La Città del futuro” il Comune vuole investire con progetti e opere su otto pezzi del nostro centro urbano (tecnicamente “comparti di trasformazione urbanistica”) che disegneranno il volto della Città dei prossimi decenni.

Una visione d'insieme.

Per la prima volta si pensa allo sviluppo dei comparti di trasformazione urbana non più come singoli temi scollegati tra loro, ma in una visione d'insieme, per uno sviluppo organico del territorio.

Per la prima volta la Città, anziché affrontare di volta in volta le varie “emergenze” che si profilano, prova a pensare al proprio assetto urbanistico del futuro.

 

Gli oggetti.

Il programma “Asti 2010” vuole affrontare innanzi tutto il tema dei grandi contenitori e della grandi aree in passato destinate a servizi e ora dismesse o in corso di dismissione:

  1. il " Casermone ";
  2. il compendio immobiliare dell'Asl ;
  3. la ex Caserma Colli di Felizzano ;
  4. l' ex Caserma dei Vigili Urbani , inserita nel comparto dei Contratti di Quartiere II;
  5. le aree ferroviarie (Area Babilano e area deposito locomotive) che interessano lo scalo oggi in via di dismissione e le aree adiacenti il dopolavoro ferroviario;
  6. la Piazza d'Armi;
  7. il Movicentro ;
  8. la piazza del Palio al centro della spina di servizi della città, che anche in occasione della riconversione del complesso del vecchio Ospedale può diventare strategica per l'offerta di parcheggi e altre funzioni pubbliche.

 

I soggetti

Vista la positiva esperienza dei “Contratti di Quartiere II” si vuole coinvolgere sin dalla fase della pianificazione il tessuto istituzionale, imprenditoriale e sociale della città.

Si propone di partire proprio da quel tavolo, per allargarlo all'Asp, alla Regione e agli altri organismi istituzionali, imprenditoriali e bancari che si renderanno disponibili, per avviare un percorso che sia il più possibile condiviso, in compagnia di partner il più possibile trasversali.

 

L'Urbanistica vuole “diventare grande”.

La volontà di coinvolgere le realtà istituzionali e imprenditoriali già nella fase di pianificazione è la “spia” di un modo nuovo di concepire l'Urbanistica che, rispetto al passato, non si accontenta più di pianificare interventi destinati a rimanere solo sulla carta, ma si preoccupa di fare progetti che abbiano già al proprio interno la sostenibilità economico finanziaria e l'individuazione dei possibili investitori.

Esempi del “salto di qualità” fatto dall'Amministrazione Voglino nel passaggio dalla “pianificazione di carta” alla “pianificazione reale” sono stati: la “Variante al Piano di Recupero del Michelerio”, adottata di concerto con l'ente proprietario del fabbricato, che ha rimodellato il progetto così da renderlo economicamente sostenibile e consentendo il decollo delle opere; i “Contratti di Quartiere II” progettati con il coinvolgimento diretto degli operatori e in base ad un principio di autosufficienza economica; alcune varianti urbanistiche che hanno introdotto la previsione di nuovi servizi, preoccupandosi del contestuale reperimento delle risorse necessarie a realizzarli (nuovo canile, ecc.).

 

Costruire insieme

Del metodo usato nei “Contratti di Quartiere II” si vuole recepire anche la fase di consultazione e condivisione sociale, nella convinzione che il disegno della città del futuro non è monopolio degli architetti, degli imprenditori, degli addetti ai lavori, ma deve avere come base i bisogni e le opinioni dei cittadini, che devono essere adeguatamente consultati.

Le esperienze dei Contratti di Quartiere, dei tavoli di Agenda 21 e delle consultazioni in materia di piano del traffico accreditano l'Amministrazione Comunale di una consolidata attitudine al confronto e all'ascolto, che dovrà essere confermata nel programma “Asti 2010”

 

Gli strumenti

Il ricorso agli strumenti quali le Società di Trasformazione Urbana, i “project financing”, le “concessioni di costruzione e gestione” e agli altri moderni istituti giuridici creati per stimolare nuove forme di partnership tra pubblico e privato dovranno essere di volta in volta selezionate per individuare la soluzione più adeguata a ciascun singolo comparto.

 

Un progetto “in movimento”

Altro tratto saliente del programma “Asti 2010” è la volontà di ricondurre tutti gli ambiti ad un disegno di insieme senza che però questo rallenti gli iter dei singoli interventi.

Si hanno pertanto comparti nei quali il livello di progettazione e l'iter per l'inizio lavori sono più avanzati (come la caserma Colli di Felizzano, il Movicentro, la Piazza d'Armi); altri in cui è prevedibile vedere i primi “mattoni” nel giro di qualche anno (Casermone) altri ancora che richiederanno tempi più lunghi (Campo del Palio, Aree ferroviarie, ecc.).

 

L'interdisciplinarità

Come già avvenuto per altre importanti iniziative dell'Amministrazione Comunale (Contratti di Quartiere, Piano del Traffico, ecc.) anche all'interno del Comune il programma “Asti 2010” sarà caratterizzato dalla interdisciplinarità, perché vedrà coinvolti in prima linea i Lavori Pubblici, per la realizzazione delle opere, l'Urbanistica per la pianificazione territoriale, i Servizi Sociali per la citata valenza sociale degli interventi, lo Sviluppo e le Attività produttive, per la valenza di promozione dell'economia locale che il programma potrà assumere.

 


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