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Feste patronali di San Secondo
GIURAMENTO
DEI RETTORI E LA STIMA DEL PALIO
Le
cerimonie del Palio aprono ufficialmente i festeggiamenti di San Secondo.
La Stima del Palio, l'investitura e il Giuramento dei Rettori, del Capitano
e dei Magistrati, sono infatti il momento più intimamente legato
alla tradizione.
Il Giuramento, solennizzato pubblicamente in Piazza San Secondo, esprime l'alto
impegno che il Gruppo del Capitano ed i Rettori assumono nei confronti della
Città e delle regole del Palio.
L'importanza della cerimonia della Stima, che segue il Giuramento, è sottolineata
dalla presenza del Prefetto e del Procuratore della Repubblica. Gli Estimatori,
in rappresentanza della corporazione dei tessitori e dei mercanti, valuteranno
i drappi: uno per la Collegiata di San Secondo, a significare la fine di una
antica diatriba tra potere civile e religioso ed uno per la corsa che si svolgerà a
settembre. Avuta conferma della "bontà " dei drappi, il Sindaco, garante
dei valori civici, pronuncerà la formula di rito per indire ufficialmente
la corsa di settembre.
I DRAPPI
DEL PALIO: CURIOSITA'
I Palii sono composti da due elementi essenziali: il "labaro" dipinto, che porta
l'effige del Santo e le insegne della Città di Asti e il "Palio" propriamente
detto, costituito da una lunga pezza di velluto cremisino congiunta al "labaro".
Il labaro misura cm. 75x146.
Il Palio si misura in "rasi": sedici per li Palio della corsa, dieci per
il Palio offerto alla Collegiata.
Il raso, antica misura piemontese, corrisponde a sessanta centimetri. I Palii
che nel tempo il Comune ha donato alla Collegiata di S. Secondo ornano i
policolumni della navata centrale della Collegiata, mentre i più recenti
sono esposti sul Carroccio, nella prima cappella della navata destra; quelli
vinti dai Rioni sono gelosamente custoditi presso le rispettive sedi.
OFFERTA
DEL PALIO ALLA COLLEGIATA
L'offerta del Palio da parte del Comune alla Collegiata di San Secondo è fra
le più antiche e suggestive cerimonie della storia astese, e risale,
sembra, alla seconda metà del XIII secolo. Il giorno del Santo Patrono
uno sfarzoso corteo composto dai gruppi in costume dei Rioni, Borghi e Comuni
che partecipano alla corsa di settembre, muove da Palazzo Civico verso la
Collegiata per l'offerta del Palio.
A conclusione della cerimonia, il Palio per la Collegiata sarà gelosamente
custodito in chiesa nella cappella del Carroccio; il Palio per la corsa sarà esposto
a Palazzo Civico, perché gli astigiani, vedendolo, siano certi che,
ancora una volta, si ripeterà la secolare tradizione della corsa del
Palio. Sulla Piazza, intanto, il Sindaco e il Parroco della Collegiata, offriranno
la tradizionale "Minestra dei Poveri" riprendendo una antica usanza secondo
la quale, almeno nel giorno del Santo Patrono, tutti potevano gustare un
piatto caldo.
MINESTRA
DEI POVERI
Pare che l'antica usanza, risalente al Medioevo, fosse particolarmente in uso
nei secoli XVII e XVIII.
Chiese e Confraternite adottarono questa forma di beneficenza soprattutto in
prossimità di ricorrenze religiose. Si trattava prevalentemente di zuppe
di verdura o di legumi che servivano, nella giornata di festa, a rallegrare
i meno fortunati.
Oggi la "minestra dei poveri", offerta in piazza, è costituita da un
piatto di pasta e fagioli, una bruschetta e una fetta di "mön" mattone
dolce, preparati con maestria dalle pro loco delle Circoscrizioni astigiane.
LE FIERE
La tradizione commerciale della città di Asti e' molto antica: già nel
Codice Catenato (fine XIV secolo) esistono precise disposizioni sia per l'istituzione
di fiere, sia per le modalità di partecipazione. Si legge infatti che " come
e' stato deliberato e stabilito, nella Città di Asti si tengono due
fiere all'anno: la prima ha inizio otto giorni precedenti la Festa di San Secondo
e termina otto giorni dopo detta festività; essa si svolge dalla casa
dei Gardini in giù (più o meno presso l'attuale Piazza Roma,
nella parte bassa della città n.d.r);
la seconda si svolge dal 1° al 16 novembre e la sede e' fissata dalla casa
dei Gardini in su".
Veniva poi sancito che il podestà ed i suoi funzionari si adoperassero
affinché le manifestazioni avvenissero con la massima tranquillità,
sia per i mercanti, sia per i visitatori con precisa garanzia di sicurezza
estesa anche alle mercanzie.
Inoltre "...il podestà quindici giorni prima dell'inizio di ogni fiera,
deve inviare inviti di partecipazione a tutte le città e paesi, assicurando
che agli abitanti di tali località sia garantita la massima libertà di
movimento e sicurezza durante il loro soggiorno in città .."