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14 luglio - Orchestra di Piazza Vittorio
Il futuro del rock'n'roll? L'Orchestra di Piazza Vittorio . È una possibilità, non uno scherzo. 15 musicisti, 11 paesi, 3 continenti, 8 lingue, e un solo direttore, Mario Tronco (Avion Travel) che, insieme al gruppo di Apollo 11, l'ha tirata su a partire da un sogno di suoni e integrazione nato in un quartiere di immigrati. Musica che fa battere il tempo a chiunque, capace di catturare ogni gamma di orecchio, dal più raffinato al più distratto. Musica da canticchiare, da ballare, da gustare in santa pace. Blues, jazz, etnoworld? India, Africa, Latinoamerica? Tutto questo e niente tutto questo. Una Babele che, dopo la punizione divina, si è organizzata. Un ensemble pieno frontmen capace di far scrivere di sé dal musicologo, al sociologo, al giornalista di costume. L' L'Orchestra di Piazza Vittorio è un "prodotto" senza target, è il vero pop, o meglio quello che il pop era una volta. Pop come si disse dei Beatles nei lontani anni '60. Qualità e democrazia. L'Orchestra di Piazza Vittorio è il modello di un mondo possibile e migliore nelle orecchie: un mondo pieno di diversità in cui però i Caschi Blu timbrano il cartellino e muoiono di noia. Mario Tronco (Italia, Direttore Artistico) Houcine Ataa (Tunisia, voce) Rahis Bahrti/Amrit Hussain (India, tabla) Mohammed Bilal (India, armonium, castagnette, voce) Peppe D'Argenzio (Italia, sax) Omar Lopez Valle (Cuba, tromba) John Maida (Stati Uniti, violino) Abdel Majid Karam (Marocco, violino Andaluso, gambrì) Gaia Orsoni (Italia, viola) Carlos Paz (Ecuador, flauto andino, chitarra, voce) Giuseppe Pecorelli (Italia, contrabasso) Eszter Nagypal (Ungheria, violoncello) Raul Scebba (Argentina, percussioni) Marian Serban (Romania, cymbalon) El Hadji Yeri Samb (Senegal, percussioni).