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7 luglio - Marcello Murru
Marcello Murru nasce ad Arbatax, un piccolo paese della costa orientale della Sardegna. Si trasferisce a Roma a metà degli anni Settanta per gli studi universitari presso la facoltà di Scienze Politiche. Prende casa nel quartiere di Testaccio, un piccolo appartamento che sarebbe diventato la sua "tana d'artista".Ancora giovanissimo, viene notato dal regista Mario Ricci che lo sceglie per il suo Majakowski. In quell'occasione Tommaso Chiaretti, su "La Repubblica", lo definisce "ribelle, scontroso, carattere difficile da decifrare, misterioso, snob, seducente". In quegli stessi anni, nonostante i grandi incontri artistici con Perlini, Cobelli, Gassman e Schroeter, i suoi rapporti con il mondo del teatro diventano difficili, fino ad una momentanea rottura.Nel 1984 la RCA lo coinvolge nel progetto Mondorhama, un trio electro-pop d'avanguardia che si esibisce al Festival di Sanremo e pubblica un album ancor oggi ricercatissimo dai collezionisti.Alla fine degli anni Ottanta, Murru lascia il trio e si riconcilia con il teatro: il regista Enrico Job lo sceglie per la parte di Giasone nella Medea di Heiner Muller tradotto da Saverio Vertone. Nel 1992 esce Murru, il primo album come solista.L'anno successivo partecipa al Festival della Canzone d'Autore di Recanati e al Time Zones di Bari. Una lunga malattia lo tiene lontano dalle scene, ma non dalla scrittura. Nel giugno del 1998, in occasione del suo rientro sulle scene (al Festival di Asti Musica) con tante nuove canzoni, Massimo Cotto scrive: "personaggio di culto, introverso, lupo solitario, amato da chi ama Brel e Cohen, poetico ma non enfatico, interprete ma non solo cantante, alieno da ogni logica di mercato". Da questo momento comincia una serie di prestigiose apparizioni live: da quella all'Expò di Lisbona a quella a "Il Violino e la Selce", da quelle al Festival di Todi e di Giffoni fino a quella al Rocce Rosse Festival di Arbatax. Di quest'ultima apparizione Giuseppe Videtti così scrive su "La Repubblica", parlando della sua prepotente personalità: ". ma la vera sorpresa è arrivata da un artista di casa, Marcello Murru, nativo di Arbatax, autore di un nastro di preziosissime canzoni che si tiene in tasca aspettando il momento giusto.Che per un interprete del suo spessore potrebbe arrivare fragorosamente in qualsiasi momento, come spesso succede agli 'outsider' che i Ry Cooder e i David Byrne vanno stanando in ogni angolo del pianeta. Murru, che ha all'incirca l'età che aveva Piero Ciampi quando morì nel 1980, ha il potere di trasformare i luoghi geografici in luoghi poetici con straordinaria facilita'. L'isola, il continente, Arbatax, Testaccio, la piccola gente del quartiere e i grandi incontri, gli amici che si sono persi per strada e l'infanzia". Siamo ai tempi di Arbatax , seconda "fatica" da solista, che esce nel 2002, a suggello e chiusura di una stagione lunga e travagliata, e precede di due anni il recentissimo, straordinario Bonora , che segna un'avventura artistica tutta nuova.