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16 luglio - Bevinda
Il fado è difficile da afferrare. Bevinda si definisce interprete di fado ma il suo concerto poco ricorda il classico approccio passionale di Amalia Rodriguez (anche se la malinconia c'è tutta). La cantante di Fundao (che da otto anni vive in Francia) ripropone sul palco l'album Pessoa Em Pessoas, otto poesie del sublime scrittore portoghese (tratte da "Garder De Trompeux") musicate da Vasco Martins. E lo fa con il solo ausilio di due violoncelli. L'effetto è strano e all'inizio quasi straniante, come se strumenti e voce seguissero strade diverse. I primi passando da struggimenti bachiani a stridori novecenteschi, la seconda inseguendo un mondo trasognato, vicino, più che a Pessoa, alle atmosfere sospese dello scrittore argentino Bloy Casares. La riconciliazione avviene a poco a poco ed è un peccato che il concerto (sin troppo breve, appena più di un'ora) termini proprio quando chi ascolta si sente felicemente trasferito in una Lisbona mitica in cui il tramonto trascolora nella luce dei fanali a gas. Bévinda Live - Registrato poco meno di un anno fa alla Chapelle Des Lombards, a Parigi, la sua città d'adozione, il quarto disco della portoghese Bévinda mette in luce le altissime qualità della giovane interprete del fado moderno. Con un organico essenziale e soprattutto acustico (chitarra, contrabbasso, violoncello, fisarmonica e percussioni) il fado di Bévinda assume connotati cameristici sui quali la sua voce gioca e vola persino con esercizi di sperimentazione (Maria Vergonha) ma con un'intimità fuori dal comune. Tutte le composizioni appartengono ai primi due lavori di studio Fatum (1994) e Terra A Ar (1996). Solo due gli inediti Nem As Paredes e Um E Duas di rarefatta bellezza. Le altre canzoni rivivono però tutte con i magnifici arrangiamenti del gruppo.