Eventi del giorno
Slot machine
12-04-2016 - Teatro Giraudi (ex chiesa, piazza San Giuseppe)

E’ forse uno dei temi più scottanti di questi tempi e allo stesso tempo uno fra quelli di cui si ha meno percezione, quello affrontato dal Teatro delle Albe e portato in scena al Teatro Giraudi di Asti (ex chiesa di Piazza San Giuseppe) martedì 12 aprile alle 21 all’interno della rassegna ‘Parole d’Artista’.

“Slot machine” è il titolo dell’opera interpretata da Alessandro Argnani, scritta e diretta da Marco Martinelli, si confronta con uno dei grandi mali del nostro tempo, la devastazione provocata dall’azzardo, un ‘male’ poco noto in grado di desertificare letteralmente la vita di chi ci finisce dentro.  

La si potrebbe definire una discesa agli inferi, la caduta a cui si assiste nel corso di SLOT MACHINE, la caduta del protagonista, Doriano, figlio di contadini,  persone che hanno lavorato duramente tutta la vita per garantirsi la serenità economica, quella stessa serenità –non solo economica- che Doriano distruggerà non appena entrato in contatto con il quel girone infernale che è l’azzardo.

Dapprima saranno menzogne, bugie raccontate ai genitori, fidanzate, amici, poi il destino di Doriano verrà messo nelle mani di finanziarie e strozzini fino all’epilogo finale, di notte, in un fosso, vittima degli usurai.

Una riflessione profonda e dura su una delle ‘malattie’ che stanno minando, sotterraneamente -ma sotto gli occhi distratti di tutti-, la nostra società; un male che ha l’aspetto scintillante e colorato dei gratta e vinci, delle slot machine, macchine studiate appositamente per creare in chi ‘gioca’ una sorta di trance definita dai giocatori stessi ‘la zona della macchina". In questa zona le preoccupazioni quotidiane, le pressioni sociali e anche la coscienza della propria dimensione fisica scompaiono. Una volta entrati nella zona, le persone continuano a giocare non per vincere ma per continuare a giocare, il più a lungo possibile.

Una riflessione che utilizza il teatro come luogo di osservazione, di confronto, di empatia.

Sottolinea Marco Martinelli nelle note di regia: “Il gioco è una sfinge. Come una sfinge, ci interroga sulla nostra natura. E se siamo noi a interrogarlo, a interrogarne il concetto, l’essenza, la presenza millenaria nella storia dell’umanità, come un oracolo antico ci fornisce risposte ambigue: il gioco può manifestarsi come la voragine dell’autodistruzione solitaria, oppure, al contrario, come il senso più alto e bello dello stare insieme, del miracolo della convivenza. Il gioco può rivelarsi strumento demonico o danza angelica, inferno o paradiso, perché va al fondo della nostra enigmatica natura umana.

Il bivio è lì, davanti ai nostri occhi incerti e titubanti di pellegrini, e non vi è nessuna guida sicura che possa suggerirci la strada: è la nostra sorte che è in gioco, e tocca a noi e solo a noi scommettere su quale via prendere. E la scommessa non la si fa una volta per tutte: è una sfida da rinnovare ogni giorno, ad ogni ora di ogni giorno il bivio si ripresenta, implacabile.

Dobbiamo puntare, in fondo, sulla strada da percorrere, è il nostro destino, la nostra destinazione: e siamo incastrati, non ci è possibile non scegliere, non possiamo non stare al gioco, al gioco della vita e della morte, non possiamo eludere e scappare.

Il prezzo, e le conseguenze della giocata, saremo solo noi a pagarli: quel che, forse, possiamo e dobbiamo scegliere, è da chi e da che cosa lasciarci afferrare.”

Un tema, quello dell’azzardo, che ha sempre affascinato grandi autori come  Dostoevskij, Maupassant, Dickens, Schnitzler, Bukowski, Carrère  e registi come Lubitsch, Altman, Scorsese,  solo per fare qualche nome; un tema che però sta diventando bruciante stando ai dati: in Italia, nel 2015, sono stati spesi per l’azzardo 90.000.000.000 (novanta miliardi), denari sottratti all’economia reale,  o stando  agli allarmi che sempre più frequentemente si levano in relazione all’avvicinamento all’azzardo di ragazzi compresi tra i 15 e i 19 anni, o alla produzione di app  per bambini che utilizzano lo stesso meccanismo delle slot machine, o ancora, alle richieste di attenzione sull’aumento vertiginoso di richieste di aiuto economico, quando non direttamente di cibo, ricevuto da associazioni, una fra tutte la Caritas, da parte di persone che fino a qualche tempo prima vivevano dignitosamente con il proprio stipendio o pensione.

Insomma un’occasione, quella proposta da SLOT MACHINE, per accorgersi del fenomeno, riflettere e reagire.

Info: 0141 399057

Biglietti:

Intero: 12 euro | Ridotto: (over 65, studenti) 7 euro

Abbonati stagioni Asti e Moncalieri: 10 euro

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