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21 aprile 2007, ore 21.00 | Teatro Alfieri


Emma Dante
Sud costa occidentale
MISHELLE DI SANT'OLIVA
di Emma Dante
con Giorgio Li Bassi, Francesco Guida
luci Irene Maccagnani
scene e costumi Emma Dante
regia Emma Dante


Era una bella donna la prima ballerina dell'Olympia di Parigi: alta, bionda, con la pelle liscia ca parìa di sita e soprattutto ‘ddà taliata c'avia, ca ti faceva addiventare nico nico…

Vicino Sant'Oliva, la piazza delle buttane, Gaetano e Salvatore Lucchese, assittati ‘nta seggia, aspettano Mishelle. Gaetano si rifiuta di guardare in faccia il figlio e, anche se la sensazione di un'altra presenza umana è così forte da farlo rabbrividire, si accovaccia sulla sedia, trattiene il respiro e ascolta in silenzio. I ricordi aleggiano nell'aria come foglie d'autunno portate via dal vento e Gaetano, vestito a festa, se ne sta davanti alla finestra con la testa calata sul petto. Il tempo non esiste più. Da secoli, battendo i pugni chiusi sulle sue gambe di pietra, Gaetano reclama la fata incantatrice che un giorno se ne andò, lasciandolo cadere a picco dentro il suo corpo deforme.
Il figlio, cane rognoso, se ne sta seduto, con le cosce aperte, davanti al muro che ha di fronte. Sono dieci anni che il padre gli volta le spalle. E ogni notte, alla luce della luna, “‘u figghiu ‘da francisa” si veste, si addobba. Nella piccola stanza che odora di chiuso, lei emana un disperato odore di primavera, di fiori, che Gaetano non sopporta. Mishelle è pronta: dura, rozza, pesante, vibrata da tutto il peso del corpo, vibrata con una gioia cupa. Malgrado i fianchi tondi e informi, Mishelle, cammina a testa alta. Bacia, castamente, il padre, e senza vergogna passeggia a Sant'Oliva, d'una punta a n'avutra punta…



“Il crescendo di sofferenza e angoscia, spezzato solo per brevi attimi da spiragli di sorrisi, culmina nell’abbraccio finale fra padre e figlio, disperato e soffocante: il filo si tende ancora una volta, ma non si spezza.”
(ateatro)



Emma Dante è ormai considerata il nome più significativo emerso negli ultimi anni sulla scena italiana. È attiva dal ’93, ma si è affermata con lo spettacolo Mpalermu (2001), da lei scritto e diretto, con giovani sconosciuti e bravissimi attori palermitani.
La sua compagnia Sud Costa Occidentale è composta da attori di esperienze diverse e ogni progetto non è mai fermo, non finisce mai né mai ricomincia.



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