|
|
6 dicembre 2006, ore 21.00 | Teatro Alfieri
Michele Di Mauro
M.a.s. Juvarra
ANTIGONE NON ABITA PIÚ QUI
Uno spettacolo di Michele Di Mauro
Liberamente tratto dalle Antigoni di Anouilh, Sofocle e Cocteau
Con Michele Di Mauro, Francesca Bracchino, Mariano Pirrello e Federica Scandola de “Il Piccolo Teatro D’Arte”
Scene, costumi e immagini Elvis Flanella
Regia Michele Di Mauro
Si ringrazia Sanlorenzo – Torino
Produzione M.a.s. Juvarra con il sostegno del Sistema Teatro Torino
Antigone non abita più qui è il frutto di una ricerca che il regista-attore torinese ha condotto sul mito di Antigone: partendo dal testo di Sofocle, Di Mauro è giunto fino alle riscritture del Novecento, attraversando le opere di Anouilh e Cocteau. La tragedia è stata ridotta all’essenziale e infatti sulla scena si muovono solo tre personaggi: Antigone, Creonte ed Emone, accompagnati da una figura sempre presente, quella della bambina, che è l’equivalente del coro, ma anche la proiezione di un’Antigone futura.
I due poli contrastanti sono senza dubbio quelli rappresentati da Antigone e Creonte.
Antigone è il modello della ribellione individuale contro la sopraffazione dello stato: una ragazza ribelle ed eroica che si oppone alle leggi della città in nome dei diritti sacri della famiglia e del sangue.
Creonte è un tipico uomo di governo, un politico scaltro e a suo modo saggio che conosce le regole del gioco e si destreggia con abilità tra rigore e compromessi. Né arrogante né ambizioso, non è un vero tiranno, regnare, per lui, è un lavoro, che svolge senza eccessivo entusiasmo e senza illusioni.
Mentre nello studio presentato a Torino nell’aprile 2005 si fronteggiavano solo questi due personaggi, a rappresentare due visioni opposte della vita, in Antigone non abita più qui compare Emone, fidanzato della ragazza e figlio del tiranno. Sono tre solitudini invischiate nel tormento del legame di sangue e nella definitività delle scelte, creando due poli mossi da sentimenti contrastanti.
La vicenda emotiva dei due giovani arricchisce fortemente lo spettacolo, rendendolo ancora più toccante e introducendo con maggiore decisione una riflessione sul rapporto tra istituzione e individuo, tra affetti e autorità, tra giovani e vecchi.
A livello stilistico, il lavoro attoriale tende ad un realismo emotivo più vicino ai modelli cinematografici che agli stilemi del teatro tradizionale.
“Lo spettacolo di Di Mauro si conferma una creazione riuscitissima, densa di dramma, di humour, di sarcasmo, di malinconia, e, se possibile, di nostalgia. Grande successo”
(la Stampa)
“Michele Di Mauro è una ricchezza. È a tal punto intriso di straripante teatralità che con altrettanta disinvoltura riesce a superarla. Da non perdere”
(la Repubblica)
Attore-autore e regista mai banale, in teatro, ha lavorato con Castri, Missiroli, Vacis, Guicciardini, Malosti, Solari; con teatri stabili e compagnie di ricerca oltre a dirigere spettacoli contemporanei. Alterna il lavoro di attore a quello di regista, autore, insegnante e doppiatore. Al teatro affianca il lavoro radiotelevisivo e cinematografico con Tavarelli, Chiesa, Littizzetto, Ponti e Grimaldi.
|
|