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Re Lear


Lunedì 13 dicembre 2004
Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia e Compagnia Mario Chiocchio srl
ROBERTO HERLITZKA in
RE LEAR
di William Shakespeare
traduzione di Agostino Lombardo
con
DANIELA GIOVANETTI, LUCA LAZZARESCHI, ALESSANDRO PREZIOSI e con GIORGIO LANZA, ROSSANA MORTARA, OSVALDO RUGGIERI regia ANTONIO CALENDA
scene Bruno Buonincontri musiche Germano Mazzocchetti luci Nino Napoletano
L’opera di William Shakespeare da molti anni è al centro dell’attività produttiva del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, che al grande autore di Stratford-upon-Avon ha dedicato un articolato percorso di ricerca e approfondimento, intrecciando importanti momenti di spet-tacolo (ben quattro nuovi allestimenti di successo, negli ultimi sei anni) a occasioni di studio e di impegno laboratoriale, condotto sia sul palcoscenico - con il coordinamento di Antonio Calenda - sia in collaborazione con diverse facoltà universitarie.
Riccardo III (1996) con Franco Branciaroli, Amleto (1998) con Kim Rossi Stuart – fra i più rilevanti successi di quella stagione teatrale – Otello (2002) con Michele Placido e Sergio Romano, Giulio Cesare di Shakespeare per Giorgio Albertazzi (2002), con il grande attore protagonista assoluto di una rielaborazione della celebre tragedia: a tali allestimenti curati dallo Stabile, e tutti diretti da Antonio Calenda, si aggiunge ora Re Lear.
Un nuovo passo nel percorso incentrato sul Teatro di Shakespeare, nella convinzione che esso rappresenti uno dei momenti più emblematici della cultura occidentale, con testi che – come nessuno, nella storia della drammaturgia – percepiscono e rappresentano metaforicamente le inquietudini e le problematicità dell’uomo moderno. Nella nuova messinscena di Re Lear, appare di notevole signifi cato la scelta di affi dare il ruolo del titolo a Roberto Herlitzka, uno dei migliori attori che oggi può vantare il mondo dello spettacolo italiano. Capace di fi ni sfumature, come pure di vigorose tensioni drammati-che, di una rara profondità d’analisi e di grande eleganza e duttilità, Roberto Herlitzka è uno dei professionisti a cui lo Stabile del Friuli-Ve-nezia Giulia fa riferimento, ed ha alle spalle importanti collaborazioni con Antonio Calenda. Basti pensare al recente e pieno successo de La mostra di Claudio Magris, e alle prove date in spettacoli classici quali I Persiani, Agamennone, Prometeo. Di alto livello anche gli artisti cui Calenda ha affi dato gli altri ruoli principali: Daniela Giovanetti sarà un’intensa Cordelia e nei ruoli di Edgar ed Edmond si affronteranno in impetuose prove d’attore Luca Lazzareschi e Alessandro Preziosi, certo fra gli interpreti di maggior talento della loro generazione. L’espressività dei protagonisti, la lettura registica sensibile e lontana dai cliché, assicurano per Re Lear – che debutterà nell’estate 2004 – un allestimento di qualità, una lettura profonda, che saprà mettere in luce le eterne metafore che percorrono il testo.
Un dramma che Shakespeare compose nel 1606, armonizzando una linea d’intreccio “romanzesca” ad una metafi sica, presaga, capace di toccare temi assoluti della condizione umana. Nella fi gura poetica di Lear, infatti, s’intuiscono luci e ombre di un uomo che Shakespeare pone al centro d’una vicenda di dolenti con-traddizioni, di virtù punite, di saggezza che nasce dalla cecità e dalla follia, di “tempeste dell’anima” che rendono impossibile anche ai padri leggere nel cuore dei fi gli... Un universo dunque in cui l’uomo appare fragile e lacerato, in balìa di una realtà insensata che a Lear sembra “un grande palcoscenico di pazzi”, e in cui proprio a un pazzo al “fool” – figura shakespeareiana per eccellenza – sono affidate battute ciniche, pietose, lucidissime e il dono di percepire con obiettività gli errori altrui.
Un’opera moderna, complessa, universale, che confermerà ancora una volta la capacità, che Shakespeare possiede, di parlarci come fosse “un nostro contemporaneo” e di emozionarci con un teatro che ogni suo testo rende luogo di dubbio, di magia e di pensiero.