Comune di Asti: Vai al contenuto della pagina

Sito accessibile - scegli la versione: Grafica Alta visibilità Solo testo

Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

Ti trovi qui:

Turco

D'argento, all'aquila (in figura, coronata) di nero. Cimiero, un turco nascente vestito d'azzurro e di rosso, il capo coperto da un turbante d'argento; motto: Virtus fortunae comes.

PRIME ATTESTAZIONI Fine XII secolo.

POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina.

CARICHE PUBBLICHE I Turco non ebbero peso rilevante nella vita politica cittadina, se non dal momento in cui si unirono in hospitium (De Castello) con gli Isnardi e i Guttuari. Anche da allora, tuttavia, i Turco non appaiono quasi mai negli elenchi dei credendari e non si hanno testimonianze di una loro nomina a sapienti. Spicca la figura di Giovanni Turco, giudice al seguito dei podestà astigiani: nel 1278 compare a Mondovì come luogotenente del podestà Mellano Solaro. Ed emerge anche Guglielmo Turco, descritto come uomo feroce e vendicativo, il quale nel 1300, insofferente verso il governo guelfo, uccise per strada Emanuele Solaro, scatenando una nuova, cruenta fase di guerra civile. La sua responsabilità e il suo ruolo durante le lotte sono provate dal fatto che, una volta ristabilita la pace tra Asti e i De Castello (1309), a Guglielmo - unico del suo hospitium - fu ordinato di andare in esilio o a Cipro od oltre la Saona, ossia a nord della Borgogna, dove la famiglia aveva i propri banchi di pegno.

ATTIVITÀ ECONOMICHE Il precoce insignorimento dei Turco fa presumere che la famiglia, al pari di tante altre, all'inizio del XII secolo esercitasse l'usura a livello locale, incrementando il proprio patrimonio con i proventi e con l'incameramento dei pegni. Al tempo dei primi disordini cittadini (e. 1270), i Turco iniziarono a operare all'estero, privilegiando la regione dell'attuale Belgio e in particolare le città di Valenciennes, Binche e Maubeuge. In queste località essi furono presenti fino al Quattrocento inoltrato. Le capacità finanziarie dei Turco li resero indispensabili ai conti di Hamaut come consiglieri e soprattutto prestatori: i mutui ingenti erano ricompensati con rendite, monopoli, diritti di riscossione di gabelle e perfino feudi. Nel corso del Trecento la famiglia gestì casane anche in Savoia (Ailly, Thonon, Sembrancher, Syon e Martigny) e mutuò di frequente denaro ai Savoia e al come di Namur (Fiandra).

CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel primo quarto del Duecento, i Turco risultavano signori o consignori di Serralonga, Neive, Barbaresco, Monfalcone, Sarmatorio e Manzano. Alla fine del secolo essi entrarono in possesso di Tonco e Frinco, loro parzialmente alienata dai Pelletta. Nel 1342 Antonio e Turchetto Turco acquistarono ancora una quota di Frinco dai Pelletta e il castello di Montemagno dal comune di Asti. Nel 1375 quello stesso Antonio Turco acquistò il castello di Mombercelli dagli Scarampi e l'anno seguente comprò Carmagna dal marchese Guglielmo di Monferrato e ne fu da lui infeudato. Oliviero Turco fu infeudato di Revigliasco dal marchese di Monferrato (1367), ma quando la località tornò sotto la dominazione del comune di Asti il Turco dovette restituirla. Nel 1431 Pietrino Turco fu investito di Quattordio da Filippo Maria Visconti. Un ramo della famiglia si stabilì nei Paesi Bassi (Hainaut) dove, nel 1337, Rolando Turco de Castello acquistò la signoria d'Iwuy. I suoi discendenti accrebbero il numero di castelli e infeudazioni in numerose località dello Hainaut.


Home
| Amministrazione | Uffici comunali | Appalti e Concorsi | Manifestazioni | Cultura | Turismo | Servizi online| Dichiarazione di Accessibilità

Powered by Sistemi Informativi Comune di Asti & Web-Media . © Comune di Asti . Piazza S.Secondo 1 - 14100 - Asti . Centralino +39.0141.399111 . urp@comune.asti.it