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Troia

PRIME ATTESTAZIONI Inizio XIII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitìo, guelfa.
CARICHE PUBBLICHE II primo della famiglia a ricoprire la carica di credendario fu Filippo, nel 1221. Il casato, seppure rilevante dal punto di vista economico, non fu di grandi dimensioni. Il numero dei consiglieri è quindi basso, seppure abbastanza costante negli anni. Verso la fine del XIII secolo si distinse Tommaso Troia: sapiente (1290) e credendario, subì l'esilio a Chieri nel 1303 a opera dei ghibellini.
ATTIVITÀ ECONOMICHE Nel 1262 la municipalità di Treviri (Germania) concesse agli astigiani Troia la borghesia e il monopolio sulle attività di prestito cittadine per dieci anni. Nell'ultimo decennio del Duecento, Guglielmo Troia ebbe uno dei tre banchi di pegno di Metz e annoverò tra i suoi clienti anche il duca di Lorena. A Colonia invece, all'inizio del Trecento, operò Tristano Troia, il quale ottenne dall'arcivescovo il lucroso appalto di metà delle gabelle di Bonn e di Andernach in cambio di un cospicuo prestito. Nel 1349, in società con i De Monte, alcuni esponenti dei Troia ottennero la casana di Lucerna che gestirono fino alla fine del secolo. La permanenza del casato nell'attuale Svizzera fu di lunga durata: ancora all'inizio del Quattrocento, Vincenzo Troia deteneva il banco di pegno di Berna e quello di Solothurne. Nel 1387 Antonio Troia ottiene la concessione di un banco a Gand. Una parte della famiglia, invece, fu estremamente attiva sul versante piemontese, prestando con assiduita a popolazione locale ed enti monastici. In particolare, Tommaso Troia e i suoi figli mutuarono denaro al monastero di Santa Maria di Vezzolano e, insieme ai soci Falletti, nel primo decennio del Trecento ottennero il monopolio della casana di Chieri.
CASTELLI E INFEUDAZIONI La famiglia non risulta titolare di beni feudali in età medievale. Piuttosto, essi erano proprietari di beni allodiali a Maretto, come emerge nell'alleanza con i Visconti, nel 1377. L'allodialità del castello era determinata dal fatto che esso si trovava nel distretto astese. Nel 1389 Antonio Troia dettò il proprio testamento nel castello di Maretto e altrettanto fece, nel 1416, la sorella Richetta, vedova di Rainaldo Solare. Ancora nel 1417 Giovanni Troia rinnovava l'aderenza per Maretto.
