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Solaro

PRIME ATTESTAZIONI Seconda metà del XII secolo
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitìo, guelfa
CARICHE PUBBLICHE I Solaro presero parte alla vita pubblica astigiana dalla fine del XII secolo, ricoprendo - nell'arco di diverse generazioni - ogni sorta di incarico comunale. Si distinse Manfredo Solaro, credendano nel 1190 e nel 1200 e successivamente console (1202 e 1206). In seguito, Bernardo Solaro fu chiavare (ossia tesoriere) del comune nel 1217: era uso, allora, che gli amministratori del comune attingessero al proprio capitale in caso di necessità per le finanze comunali. Bernardo, ad esempio, in un'occasione anticipò all'erano ben 300 lire. In seguito egli fu spesso sindaco e rappresentante di Asti, attivo fino al 1257 circa, quando insieme al figlio Palmerio, prese in consegna da Asti il castello di Corzano. Spicca anche Raimondo Solaro, più volte credendario tra il 1217 e il 1252. Nel 1224 Raimondo fu nominato console e durante il suo mandato si occupò della costruzione della strada che collegava Asti al porto commerciale di Savona. Nello stesso arco cronologico si distinsero anche Mascaro (iudex), Daniele, Giovanni e Capra Solaro. Essi ricoprirono diversi incarichi comunali di responsabilità, tra cui quello di estimatore; Capra Solaro fu inoltre rettore della società dei Militi nel 1252. Nel corso degli anni Ottanta del Duecento, i Solaro acquisirono ulteriore influenza sulle decisioni comunali, partecipando in gran numero alle sedute consigliari e occupando cariche al vertice (sapienti, ambasciatori, rettori di società). In particolare, il loro operato fu decisivo per concludere la pace tra Asti e Carlo d'Angiò, grazie all'intervento di Duniotto nel 1276 e soprattutto a quello del sapiens Bonifacio Solaro nel 1283. Da allora, la scelta di collegarsi politicamente al Popolo decretò il suecesso dei Solaro e del loro hospitium (formato anche dalle famiglie Cazo e Mignano). Nel 1296 Sinibaldo Solaro fu nominato podestà di Alba. Negli stessi anni, altri membri della famiglia furono podestà o capitani di Popolo a Mondovì (Berardo: 1282, 1292 e 1302; Giacomo: 1288 e 1298). La carriera podestarile fu percorsa da diversi Solaro, fino a Benentino, podestà di Castelnuovo di Rivalba nel 1377. La famiglia Solaro si pose, a cavaliere tra XIII e XIV secolo, come epigono dei ghibellini De Castello (Guttuari, Isnardi e Turco) nelle lotte politiche cittadine. Spicca in particolare Bonifacio Solaro, fautore degli scontri del 1271, il quale fu spesso credendario, sapiente nel 1282, e più volte ambasciatore, sindaco e procuratore del comune di Asti, fin verso il 1310. Dopo la dedizione a Roberto d'Angiò, Bartolomeo Solaro fu nominato luogotenente del vicario regio in Asti (1317). Dalla metà del secolo, tornati i ghibellini e impostosi il regime visconteo, le presenze politiche dei Solaro diminuirono notevolmente e la famiglia preferì dedicarsi all'esercizio dei diritti signorili nei numerosi castelli di loro proprietà nel contado.
ATTIVITÀ ECONOMICHE Presenti a Genova almeno fin dalla metà del XII secolo come mercanti, i Solaro possedevano beni fondiari nella vicina Sestri. Verso la metà del Duecento il ramo detto di Govone aveva ancora forti interessi commerciali a Genova. Già da allora l'attività più remunerativa per i Solaro consisteva nel prestito: tra i loro clienti spicca il vescovo astigiano. Nel corso del secolo successivo essi esercitarono l'usura sia sulle piazze oltralpe, sia in patria. Per quanto riguarda l'estero, essi sono attestati nella Francia del nord, a Douai, nel 1247. Circa un ventennio dopo, i Solaro ebbero un banco di pegno a Tournai (Fiandra). Tuttavia, allo scoppio delle guerre civili, la presenza capillare di astigiani ghibellini rese insicura la permanenza dei Solaro nel nord Europa. Essi preferirono ritirarsi in Savoia, dove erano presenti dal 1252 (a St. Georges d'Esperanches) e dove gestirono una grande quantità di banchi di pegno, fino al xiv secolo inoltrato. Tra i loro clienti annoverarono casa Savoia, in particolare dagli anni Trenta del Trecento. Verso la metà del secolo essi ebbero casane nella Franca Contea e in Borgogna, a Baume-les-Dames. Per quanto riguarda il versante italiano, i Solaro mutuarono regolarmente denaro a singoli e comunità del contado astigiano e dal 1300 Leonardo Solaro ebbe il monopolio della casana di Torino per concessione di Filippo d'Acaia.
CASTELLI E INFEUDAZIONI II cronista novarese Pietro Azano (XV secolo), nell'accennare alla potenza dei Solaro, scrisse che essi erano signori di ventiquattro castelli. In effetti, il casato esercitò diritti signorili in numerose località del contado astigiano. I Solaro acquistarono beni fondiari e diritti signorili a Cortazzone e Cortandone alla fine del XII secolo, rivendendoli a un ramo dei Pelletta e ai di Montiglio nel 1228. Berardo e Rolando Solaro acquistarono, nel 1231, il castello di Tigliole. Il castello di Govone, invece, venne infeudato dal vescovo di Asti Uberto, ai fratelli Mascaro, Enrico, Guglielmo, Rolando, Capra e Pancia, figli di Giacomo Solaro. Nel 1275 la politica filoghibellina del comune di Asti colpì gli interessi dei Solaro, obbli. gandoli a rinunciare alla parte di castello, villa, giurisdizione e diritti signorili che essi detenevano a Revello. Nel 1280 essi risultavano titolari del castello di Casteinuovo, recentemente acquistato dai decaduti signori di Gorzano. Nel 1330 i fratelli Arnaldo e Domenico Solaro ottennero dal principe d'Acaia la restituzione e l'in. vestitura di Cavallermaggiore. Tre anni dopo i Solaro furono investiti da Filippo d'Acaia di Agliano, e metà di Felizzano e San Marzano. Nel 1344, Giovanni Solaro ebbe in pegno da Giacomo d'Acaia il castello e i luogo di Bagnolo. Allo stesso modo Michele Solaro ebbe da allora il castello di Monasterolo, quello di Villafranca e quello di Moretta. Nel 1389 ventun membri della famiglia aderirono agli Orléans per il luogo di Tigliole, loro infeudato dal vescovo di Pavia.
