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Roero

PROVENIENZA Rossola, località del suburbio urbano a ovest di Asti.
PRIME ATTESTAZIONI Seconda metà del XII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, mai schierata apertamente in senso ghibellino o guelfo. Il cronista Guglielmo Ventura di loro disse: «Alcuni dei Roero lessero quanto scritto in Salomone-lo stolto manifesta subito la sua ira, il saggio tace e attende il tempo (opportuno) e chi dissimula l'ingiuria è avveduto».
CARICHE PUBBLICHE L'opportunismo politico dei Roero fece sì che essi fossero presenti senza soluzione di continuità nella vita pubblica astigiana. Credendari almeno sin dal 1188, i Roero occuparono ripetutamente le più alte cariche comunali. Guglielmo fu più volte sindacus e ambasciatore dal 1217 al 1224. Suo figlio Ruffino ne seguì le orme tra 1257 e 1276. Tra i Roero vi fu anche almeno un rettore della società dei Militi, Oberto, nel 1274. Altro personaggio di spicco, Tommaso, fu attivo negli anni più movimentati della storia di Asti, a cavaliere tra XIII e XIV secolo. Tommaso fu infatti nominato sapiens del comune già nel 1277, segno del prestigio politico e sociale di cui godeva anche in giovane età. Da allora egli svolse numerose missioni diplomatiche e, nel 1292, presenziò all'autenticazione del liber iurium di Asti, il libro che raccoglieva i documenti comunali. Legatosi alla parte guelfa e sostenuto nei suoi incarichi dal Popolo, Tommaso fu incessantemente attivo nella vita pubblica fino alla sua morte (e. 1315) eccetto per il breve periodo (1303/1304) in cui subì l'esilio per mano del partito rivale dei De Castello. In seguito spicca la figura di Manfredino Roero, governatore nel 1335 e rettore, prima del 1342, della risorta società dei Militi astigiana. Tra 1339 e 1342, l'operato politico dei Roero-con i Pelletta-influì fortemente nel determinare la fine dell'egemonia guelfa dei Solaro. In epoca orléanese emergono invece la figure di Giovannino Roero di Revigliasco, tesoriere, e di suo figlio Francesco, uomo di fiducia del regime, membro del prestigioso Consiglio segreta ducale e castellano di Bra.
ATTIVITÀ ECONOMICHE Basate principalmente sul commercio (a Genova, inizio XIII secolo) e sull'usura. Verso il 1240, i Roero mutuarono denaro al comune, ottenendone in cambio redditi sul moleggio. I Roero furono attivi come prestadenaro nei Paesi Bassi dalla seconda metà del XIII secolo. La loro presenza in Fiandra, Brabante, Hainaut e nella Contea di Looz fu assolutamente capillare e non ebbe eguali fra le altre famiglie di lombardi piemontesi. Successivamente i Roero operarono anche in Germania (Colonia, Bonn) e nell'attuale Svizzera, a Friburgo e Lucerna. Sempre all'estero, nel Trecento essi risultavano in società con le maggiori famiglie ghibelline astigiane (Pallido, Pelletta, De Mercato, Laido, Di Rocca, Cacherano) e dagli anni Trenta di quel secolo godettero fama di abili finanzieri presso i principi europei. Parallelamente continuarono a prestare in patria, sia alla clientela locale, sia ai Savoia e ai Monferrato.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1257, Ruffino Roero fu mallevadore di Tommaso II di Savoia e castellano di Cavoretto. Nel 1277 Tommaso Roero acquistò dal comune beni a Priocca, precedentemente confiscati ad alcune famiglie signorili del luogo. Nel 1287 Oddone Roero acquistò castello, beni e diritti signorili e giurisdizionali a Marcellengo. Nel 1299 un ramo dei Roero fu investito dal vescovo di Asti dei luoghi di Monteu, Santo Stefano e Castagnito. Nel 1375 Percivalle e Aimonetto Roero occuparono il castello di Monticello sottraendolo ai Malabaila, i quali lo occupavano illegalmente. Quattro anni dopo essi acquistarono il castello di Guarene e parte di Piobesi e ne furono investiti dal marchese di Monferrato. Nel 1363 Guglielmo Roero acquistò Sommariva Bosco e nel 1379 i suoi eredi vennero infeudati del castello di Canale da Gian Galeazzo Visconti. Nel 1380 Antonio Roero, della linea di Canale-Sommariva, fu infeudato di Monta dal Visconti. Nel 1387 Aimoneto Roero fu investito per Calosso e per parte di Ceresole dal duca di Orléans; precedentemente egli aveva giurato fedeltà ai Visconti per Pralormo. Nel 1395 Domenico e Antonio Roero prestarono giuramento di fedeltà a Luigi d'Orléans per Ceresole e Canale. Nel 1400 un ramo della famiglia acquistò diritti sul castello di Vezza. Da segnalare, infine, l'acquisto di Settime compiuto da Opizzino Roero nel 1407 e quello di Cortanze avvenuto nel 1435.
