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Ricci

PROVENIENZA Extraurbana, da Sessant (At).
PRIME ATTESTAZIONI Fine XII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, guelfa.
CARICHE PUBBLICHE La famiglia fu attiva in politica dalla seconda metà del XIII secolo, con l'ingresso di Federico Ricci al consiglio di credenza. Nel 1277 egli fu ufficiale del comune, incaricato di un'importante verifica territoriale e patrimoniale a Priocca. Furono credendari anche Giacomo Ricci (1277 e 1310), Murre (1281), Oberto (1290) e Bartolomeo (tra 1291 e 1310). La presenza della famiglia in sede di governo fu continuativa, sebbene essa non risulti tra i casati che occuparono le cariche comunali più prestigiose. Durante la dominazione orléanese, tra gli anni Trenta e Cinquanta del XV secolo, Andrione e Michele Ricci furono tesorieri della camera ducale astigiana, mentre il loro consanguineo Tomasino fece parte del prestigioso Consiglio segreto.
ATTIVITÀ ECONOMICHE Alla metà del XIII secolo i Ricci avevano una bottega di stoffe a Genova, ma non disdegnavano il prestito a usura. Un mutuo acceso nel 1250 dal pittore genovese Benvenuto Fornari comprendeva la clausola che questi dipingesse una camera e un corridoio nella casa di Giacomo Ricci. Dal primo decennio del Trecento, la famiglia trasferì una parte dei propri interessi commerciali in Francia, intrecciando stretti rapporti economici e parentali con le famiglie Abellonei e Malabaila. Inizialmente i Ricci furono presenti a Orange, poi, nella seconda metà del secolo, si spostarono ad Avignone. In questa località, nel 1393, Enrichetto Ricci fu nominato governatore della gabella del sale, indice della sua posizione rilevante all'interno della comunità mercantile. La famiglia continuò ad alternare le operazioni di compravendita di merci a quelle di prestito e di cambio. L'attività economica dei Ricci oltralpe ebbe durata straordinaria: ancora nel 1473 Taddeo Ricci otteneva la concessione del banco di pegno di Léan, nei Paesi Bassi.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1237 i Ricci prestarono omaggio di fedeltà al vescovo astigiano e furono da lui investiti di beni feudali a Govone. L'ultimo dei Ricci ad aver ricevuto l'investitura di una parte di Govone fu Giacomo nel 1349. Alla fine degli anni Sessanta del Duecento, il casato deteneva beni feudali di provenienza vescovile a Priocca. Nei primi decenni del Trecento i Ricci entrarono in possesso del castello di San Paolo che, nel 1337, risultava loro residenza. Nel 1381, al giuramento di fedeltà ad Asti viscontea, la famiglia possedeva anche il castello di Solbrito e quello di Corveglia. I Ricci acquistarono una parte del castello e dei diritti signorili a San Michele d'Asti dagli Isnardi, facendone omaggio al duca d'Orléans nel 1387, insieme al castello di Traverzole.
