Ti trovi qui:
Regibus

PRIME ATTESTAZIONI Prima metà del XII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICAFamiglia de hospitìo, ghibellina.
CARICHE PUBBLICHEIl primo personaggio della famiglia ad apparire con una carica pubblica fu Eustachio de Regibus, funzionario incaricato di ricevere il giuramenti al comune nel 1135. Per molti decenni non vi sono altre tracce di attività politica della famiglia, fino alla figura di Rolando, credendario tra il 1207 e il 1223. Verso la fine del XIII secolo emergono altri due personaggi: Giacomo, rettore della società dei Militi (1281), e soprattutto Uberto de Regibus, credendario e sapiente. Egli fu preso prigioniero dal marchese Albertino della Rocchetta in rappresaglia ad Asti nel 1290. Tornato libero fu presto eletto sapiente (1291). Nel 1309 Uberto prese parte al consiglio minore della città, dove risultava tra i sei rappresentanti delle famiglie de hospitìo. In tarda età moderna, la famiglia italianizzò il nome in «Rè».
ATTIVITÀ ECONOMICHE I Regibus furono presenti come lombardi a Metz, in Lorena, verso il 1280, associati dei De Montanero. Allo stato attuale delle ricerche non risulta che la famiglia fosse particolarmente attiva all'estero. Piuttosto, sembrerebbe che -almeno a cavaliere tra XIII e XIV secolo- i Regibus fossero orientali a esercitare l'usura su territorio piemontese, concedendo mutui a singoli e comunità.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Nella dote di Valemina Visconti (1387) si ha per la prima e unica volta notizia del possesso da parte dei Regibus di una parte di Solbrito, in seguito attribuita alla famiglia Ricci. Notizie più precise sui beni feudali in mano alla famiglia risalgono al XV secolo: nel 1437 Sifrone de Regibus acquistò il feudo di Quattordio da Pietrino Turco. Dieci anni dopo lo vendette al genovese Isnardo Guarco. Nel 1440 Sifrone fu investito di Solerò da Filippo Maria duca di Milano. Nel 1454 ricevette in dote dalla moglie Battistina Malaspina il feudo di Prasco.
