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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Ponte

D'argento, alla croce di sant'Andrea di rosso. Cimiero, un caprone nascente; motto: En esperance.

PRIME ATTESTAZIONI Fine XIII secolo.

PROVENIENZA Casale, dove i Ponte sono attestati dal XII secolo.

POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de populo, guelfa.

CARICHE PUBBLICHE Le attestazioni politiche di questa famiglia tra XII e XIV secolo sono piuttosto rare. Emerge solo la figura di Facino de Ponte, più volte credendario, iscritto alla matricola dei notai nel 1304 e legato all'ambiente del Capitolo della cattedrale. La partecipazione politica della famiglia si fece più consistente alla fine del Trecento, quando alcuni Ponte ricoprirono uffici comunali. Il personaggio di maggior rilievo fu Francesco, il quale nel 1386 fu credendario e sapiente di Asti, nonché podestà di Antignano. Molti anni dopo emerge la figura di Pietrine de Ponte, Gran maestro dell'ordine gerosolimitano tra il 1534 e il 1535.

ATTIVITÀ ECONOMICHE Le attività economiche dei Ponte sono scarsamente osservabili fino all'ultimo quarto del Trecento. Tra gli anni Settanta e Ottanta, invece, divennero assidui finanziatori del vescovo di Asti. Tale frequentazione li mise in contatto con la Cuna apostolica di Avignone, dove alcuni membri della famiglia si trasferirono in qualità di mercanti e prestatori. Nel 1371 Giovanni e Simone de Ponte vi operavano, anche in società con Lorenzo Scarampi, e nel 1376 essi risultavano creditori della Camera apostolica per una cifra elevata. Nella stessa città, quattordici anni dopo, Corradino de Ponte ottenne l'incarico di procuratore delle esazioni, probabilmente come retribuzione di un mutuo concesso al papato, e ancora nel 1393 egli vi risultava proprietario di una casa e di una bottega. I Ponte furono anche presenti a Ypres, dove, verso il 1380, ottennero la concessione di un banco di pegno, per dodici anni, in società con Roero e Ricci. Non è da escludere un loro parziale radicamento a Rochefort, dove nei medesimi anni è attestato un Giacometto de Ponte chierico.

CASTELLI E INFEUDAZIONI Giacomo e Antonio de Ponte acquisirono dai legati apostolici nel 1376 il luogo e il castello di Corveglia e nel 1378 quello di Vezza, entrambi appartenenti al vescovo di asti. Nel 1382 lo stesso Antonio ottenne da papa Clemente VII il feudo di Lombriasco, del quale fu nuovamente infeudato nel 1392, insieme al fratello Corradino, da parte degli Acaia. Nel 1395 Antonio e Corradino acquistarono Scarnafigi dal consortile dei signori di Barge. I loro discendenti Pietrine e Antonio, nel 1455, ottennero l'infeudazione di Castellero.


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