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Pelletta

PRIME ATTESTAZIONI Inizio XIII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, in parte ghibellina e in parte guelfa
CARICHE PUBBLICHE Presenti con sporadicità nella vita pubblica della prima metà del Duecento (come credendari), i Pelletta intensificarono la loro presenza politica nel cinquantennio successivo, in particolare dall'ultimo quarto del Duecento. Essi si affermarono anche tramite la società di San Secondo, della quale i Pelletta furono rettori con Girbaudo nel 1279, con Manfredo nel 1281 e con Giorgio nel 1282. In seguito spiccano le figure di Daniele, sapiente che contribuì alla redazione dei capitoli statutari della risorta società dei Militi nel 1339, e di Grenone, ambasciatore d'Asti presso Luchino Visconti nel 1342.
ATTIVITÀ ECONOMICHE Presenti a Nesle (attuale Piccardia) prima del 1258, i Pelletta svolsero l'attività feneratizia con continuità per oltre due secoli, operando capillarmente in Savoia, Valle d'Aosta e attuale Svizzera. Essi gestirono banchi di pegno anche in Francia (Livron), in Germania (Colonia) e nelle Fiandre (Courtrai e Grammont). In seguito al matrimonio (1280) tra Galvano Pelletta e Damisina Bergognini, tra le due famiglie si avviò un'unione societaria che durò oltre un secolo. Dalla metà del Trecento i Pelletta agirono anche a Lovanio e, in modo più esteso, nei Paesi Bassi. Il ramo dei signori di Cortazzone si dedicò prevalentemente al prestito del denaro in patria, pur non trascurando gli affari in Francia. In particolare, Bonifacio Pelletta e i suoi figli mutuarono denaro agli abitanti di Canale, contribuendo in questo modo ad allargare i propri possessi fondiari in quella zona. Essi prestarono con assiduita al clero delle campagne e ai canonici della cattedrale ottenendone in pegno i proventi delle prebende.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1221 Bonanato Pelletta e suo nipote Rolando acquistarono metà del castello di Settime. Un altro ramo della famiglia, nel 1228, comprò metà del castello, dei beni fondiari e dei diritti signorili a Cortazzone. Verso il 1277 i Pelletta succedettero ai domini di Frinco nella signoria dell'omonimo castello. A quel tempo risale anche l'acquisizione di diritti signorili a Cortanze. Nel 1293 Bonifacio Pelletta venne investito di Cortazzone dal vescovo di Pavia e nove anni dopo acquistò dai Montiglio l'altra metà del castello e dei diritti annessi. Questo ramo, nel 1314, acquistò ancora dai Montiglio il castello e il luogo di Cortandone. Nel 1243 Baiamondo e Raimondo Pelletta entrarono in possesso del castello di Vignale dato loro in pegno dal marchese di Monferrato, e nel 1291 i loro discendenti dovettero vendere le proprie quote al comune di Asti. Dal 1275 il ramo di Oberto Pelletta andò incrementando il patrimonio fondiario nella zona di Costigliole e Poirino, acquisendo il castello di Valgorrera (venduto ai Malabaila nel 1299) e quello di Torre Valgorrera; nel 1324 Brando e Giacomino Pelletta acquisirono Valfenera dai Cavazzone, in restituzione di un debito. Nel 1391 Berardone Malabaila vendette 1/5 di Valgorrera a Cortesone Pelletta, signore di Cossombrato, il quale ne fu investito dal conte di Savoia. I Pelletta entrarono anche in possesso del castello di Frinco, nel 1277. Un altro ramo acquisì il castello di Cossombrato, rifugio di Enrico Pelletta durante le lotte civili, distrutto usque ad fundum da Asti nel 1305 in rappresaglia al suo detentore e ricostruito dalla famiglia poco dopo. Nel 1329 il vescovo di Asti investì di Cortanze e Corsione Rigaudone Pelletta e i suoi fratelli; nello stesso anno il comune di Asti diede loro l'investitura di Soglio. Un quarto di Cellarengo venne infeudato dal vescovo astigiano a Tissone Pelletta, nel 1347. Per via di matrimonio con i Roero, nel 1349 i fratelli Benentone e Domenico Pelletta entrarono in possesso di Castagnito, Monteu Roero e Santo Stefano Roero; nello stesso anno essi furono investiti dal vescovo Baldracco Malabaila di una parte di Govone.
