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Pallido

PRIME ATTESTAZIONI Metà XII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina.
CARICHE PUBBLICHE Famiglia consolare, i Pallido furono costantemente presenti nel governo di Asti. Giacomo, eletto nel consiglio di credenza nel 1188 e 1190, fu successivamente nominato console (1191 e 1197), alternando la carica con quella di credendario fino al 1198. Negli anni seguenti spiccano Azzone e Uberto Pallido, credendari e consoli (1201,1221). Nell'ultimo quarto del Duecento si distinsero anche Vivaldo, rettore della società dei Militi nel 1274, Droco, giudice e teste per il comune, e Giacomo Pallido, eletto sapiente nel 1277 in occasione della pace tra Asti e Cherasco. Negli anni successivi Giacomo comparve diverse volte come consigliere, prima di essere bandito da Asti nel 1304 e nel 1312 per la sua fede ghibellina. Alcuni membri della famiglia scelsero la camera podestarile: è il caso di Sordello, podestà di Possano (1282), e di Uberto Pallido, podestà di Mondovì (1293).
ATTIVITÀ ECONOMICHE I Pallido furono mercanti a Genova, nel 1182. Essi erano presenti come prestadenaro nei Paesi Bassi almeno dal 1280, a Hulst, Bierlivet e Bruges. Insieme ai soci Asinari subirono il sequestro della casana di Utrecht nel 1283. L'associazione agli Asinari fu di lunga durata: nel 1297 le due famiglie investirono a Pollenzo e, ancora nella seconda metà del Trecento, i Pallido erano soci degli Asinan a Oberwesel e a Bonn. Nello stesso torno di tempo essi detenevano banchi anche a Magonza, Bingen, Deutz e Ahrweiler, in società con altri astigiani. Nella Francia del nord essi detenevano un banco di pegno a Calais (1297), in Borgogna a Port-sur-Saóne (1304). I Pallido svolsero numerose operazioni di credito anche in Italia, in particolare a Moncalieri dove probabilmente gestivano un banco di pegno.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1207 dopo Uberto Pallido giurò fedeltà al comune di Asti per Castagnole, di cui era entrato in possesso pochi anni prima per via di un prestito concesso al marchese di Monferrato. Nel 1237 Guglielmo Pallido ottenne in retrofeudo dal marchese Manfredo di Busca una parte di Covone. Verso il 1275 i Pallido entrarono in possesso di quote di Castellmaldo, loro attribuite da Asti a saldo di un credito. Nello stesso torno di tempo, essi ebbero anche beni signorili e castello a Rinco. I tentativi effettuati dai Pallido di costituire alcuni centri di potere, giundizionalmente autonomi, fallirono più volte. Tra 1277 e 1279 Corradino Pallido ebbe una causa con il comune di Possano che non volle nconoscergli l'infeudazione di metà di Rocca Corvera. Pochi anni dopo i Pallido furono costretti a vendere ad Asti i propn diritti su Cessano, mentre la costruzione di un castello a Montemarzo, nel 1318, scatenò la reazione dei dominatori angioini che lo raserò al suolo. Proprietari di una casaforte a «Podium prope fìnes Calliani» (l'attuale Poggio di Angrissana), i Pallido ne fecero giuramento di fedeltà al duca d'Orléans nel 1387. Ancora nel 1435 Bertino Pallido acquistò dal marchese di Busca la sua parte di Grinzane. Nel corso del secolo alla famiglia pervenne anche il castello di Burlo.
