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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Montafia

D'argento, alla stella di rosso ( in figura, rovesciata) carica di un crescente montante del capo. Cimiero, un basilisco al naturale; motto: Sic fortis in fides, oppure, Nocuit semper deferre peretus.

PROVENIENZA Extraurbana, da Montafia (At).

PRIME ATTESTAZIONI Inizio XIII secolo.

POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina.

CARICHE PUBBLICHE La famiglia rimase ai margini della vita politica astigiana, conducendo un tipo di vita poco cittadino, dagli spiccati caratteri signorili. È significativo che un Montafia, Obertone, sia passato alla storia come glorioso cavaliere, distintosi nella battaglia di Gamenario (1345). I Montafia, fino al Quattrocento, furono legati al marchese di Monferrato. Spiccano, in seguito, le figure di Antonio di Montafia, ambasciatore di Asti presso il duca d'Orléans nel 1441 e quelle di Goffredo e Stefano di Montafia, rispettivamente capitano e podesta di Cherasco per l'Orléans, nel 1471.

ATTIVITÀ ECONOMICHE Antica famiglia aristocratica, come i Catena non paiono interessarsi al prestito del denaro su scala internazionale fino alla metà del Trecento. Nel 1341, invece, essi risultano mercatores a Magonza, in Germania. La loro attività economica appare legata a quella degli Ottino, dei quali furono soci sin verso la fine del secolo, dei Roero (Aachen, 1362) e degli Asinari, con i quali gestirono i banchi di pegno a Deutz e Oberwesel. Essi rimasero nell'area di Colonia fino al principio del Quattrocento. Tra 1378 e 1468 operarono senza soluzione di continuità nei banchi di pegno a Maastricht.

CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1208 Guglielmo di Montafia risultava signore dell'omonimo castello. I suoi figli Ruffino e Ottone ne ricevettero l'investitura nel 1268. Nel 1302 il vescovo di Torino la rinnovava per la parte spettante a Perzono, Giacomino e Ruggero di Montafia. Nel 1388 i di Montafia aderirono a Luigi d'Orléans e a Valentina Visconti, salvo il pieno vigore dei diritti del vescovo di Torino sulla località di Montafia. Essi detenevano diritti signorili anche a Roatto e Marette, e dal 1490 ne acquistarono a Viale, dai Grassella.


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