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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Malabaila

Troncato cuneato di quattro pezzi di rosso  e d'argento (in figura, per errore, d'argento e di rosso). Cimiero, un leone di rosso nascente; motto: Fortitudine ac prudentia.

PROVENIENZA Probabilmente Revigliasco (At).

PRIME ATTESTAZIONI Ultimo quarto del XIII secolo.

POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, guelfa.

CARICHE PUBBLICHE I Malabaila fecero il loro ingresso in politica nell'ultimo quarto del Duecento. In questo periodo, le figure di maggior rilievo furono quelle di Abellone, sapiente nel 1304, e di Giacomo, più volte eredendario e sapiens tra il 1279 e il 1311, nonché ufficiale del catasto nel 1306 e massaro (collettore dei redditi del comune) dal 1309 al 1312. Nella seconda metà del Trecento si distinse Pietro Malabaila; sostenitore del partito visconteo, intraprese una carriera politica culminante nella podestaria di Bra (1356). Nel Trecento i Malabaila diedero ad Asti due vescovi: Baldracco (1338-1355) e Giovanni (1355-1377). La famiglia godette di un'ulteriore fase di potenza sotto la dominazione orléanese, nella seconda metà del XV secolo, con il miles Alessandro, membro del Consiglio segreto ducale e protagonista di una carriera culminante nella designazione a vicegovernatore di Asti nel 1502.

ATTIVITÀ ECONOMICHE Dalla fine del XIII secolo la famiglia prestava denaro in Savoia, nella Eresse e lungo il percorso che conduceva alle fiere di Chàlon-sur-Saóne (Borgogna). Nel 1312 le loro casane furono sequestrate da Amedeo V, avverso alla dedizione compiuta da Asti a Roberto d'Angiò. Pagato il riscatto, i Malabaila continuarono l'attività per tutto il XIV secolo. Dall'inizio del Trecento la famiglia si divide in due rami: quello poi detto di Valgorrera e Cantarana gestì le casane savoiarde, un banco di pegno a Cuisery, in Borgogna, e le gabelle di St. Lattier e di St. Marcellin nel Delfinato. I fratelli Giacomo, Antonio e
Guidetto, del ramo di Castellinaldo, invece, nel 1342 divennero banchieri della curia papale ad Avignone. L'incarico, troppo impegnativo, li portò al fallimento vent'anni dopo, non senza aver loro procurato enormi guadagni. La famiglia esercitò il prestito su pegno anche sul territorio astigiano.

CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1299 Abellone Malabaila acquistò il castello di Valgorrera dai Pelletta. Nel 1381 Berardone Malabaila ne fece consegnamento a Gian Galeazzo Visconti e nel 1384 ottenne l'investitura di Amedeo VII di Savoia. Il medesimo ramo deteneva anche la località di Cantarana e il suo castello, fatto edificare dagli stessi Malabaila e consegnato al Visconti nel 1381. Al ramo «dei banchieri» appartenne invece Francescotto Malabaila, il quale nel 1321 -da pochi mesi signore di Pocapaglia- ricevette l'investitura del comune di Asti per una parte di Castellinaldo. Nel 1351 egli riuscì ad acquistare altre porzioni di Castellinaldo, in parte dagli omonimi signori, in parte dai Vezza. Nel 1341 i suoi figli vennero investiti dal vescovo di Asti del castello e della località di Monticello, in seguito (1376) loro sottratta dai Roero. I figli di Francescotto acquistarono anche metà del castello e del feudo di Piobesi da Giorgio de Brayda, nel 1349.


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