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Isnardi

PRIME ATTESTAZIONI Inizio XIII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina. All'origine della loro ascesa vi è tuttavia il passaggio dalle società di Popolo.
CARICHE PUBBLICHE Giacomo Isnardi fu il primo personaggio della famiglia ad assumere importanti incarichi pubblici, meritandosi la qualifica di dominus. Nel 1271 e nel 1279 egli fu rettore delle Quattro società. L'ascesa politica della famiglia si verifìcò infatti tramite le società di Popolo. Successivamente, spiccano le figure di Berardo, Daniele e Facino Isnardi. Daniele fu nominato sapiens per gli accordi tra Asti e Amedeo di Savoia e poi rappresentante del Biandrate nella pace con il comune. Negli anni a cavaliere tra XIII e XIV secolo, solo Facino Isnardi mantenne una partecipazione stabile ai vertici del comune comparendo più volte come ambasciatore, sapiente e testimone tra il 1290 e il 1297. Dopo il 1292, l'amicizia e gli interessi commerciali con i Guttuari, resero impossibile la permanenza degli Isnardi nelle strutture societarie del Popolo e determinarono il loro passaggio alla parte degli hospitia astigiani.
ATTIVITÀ ECONOMICHE La famiglia esercitava il prestito del denaro, sia su territorio astigiano, sia oltralpe dove dal 1266 risulta attestata a Besancon in Borgogna e alle fiere di Champagne. In Borgogna gli Isnardi ebbero banchi di pegno anche a Vercel, Pontailler, Chalon e Viviers. Quest'ultima località è vicina alla Lorena, altra importante area commerciale in cui il casato fu presente dagli anni Ottanta del Duecento (Bar-le-Duc, Commercy, Granges) fino all'inizio del Quattrocento. Già alla fine del XIII secolo, la forza economica degli Isnardi era straordinana e permise loro di mutuare somme enormi a grandi personaggi dell'epoca, tra i quali l'arcivescovo di Lione, Amedeo V di Savoia e Ugo di Vienne. Per quanto riguarda l'area italiana, il casato svolgeva operazioni commerciali in valuta estera sulla piazza di Genova, traendo il proprio guadagno da speculazioni sul cambio.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Negli anni Ottanta del Duecento, Giacomo Isnardi deteneva beni e castello a Cessano, nonché diritti signorili e castello a Sommanva Perno per acquisizione (c. 1275) dai precedenti signori, vassalli vescovili. Suo figlio Guglielmo ottenne da Asti il riconoscimento del castello di Sommariva Perno e quello di Sanfré. In seguito alle lotte civili dell'inizio del Trecento, alla famiglia fu imposto di riconsegnare i castelli al comune, cosa che tuttavia non avvenne. Nel 1319 la famiglia deteneva anche il castello di Sommariva Bosco e andava ampliando i possessi nella zona. Nel 1335 Tommaso Isnardi e i suoi nipoti acquistarono i diritti signorili su Isolabella, San Michele e Valfenera dall'antica famiglia dei Gorzano. Nello stesso anno egli ricevette l'investitura di Federico di Saluzzo per la vicina Ternavasso. Nel 1338 Bartolomeo Isnardi detto Villano e suo fratello Enrico ottennero l'infeudazione di Castello Pogleto (oggi Fortepasso), vendendolo successivamente (1362) ai Roero signori di Sommariva. Nel 1392 il marchese Teodoro II di Monferrato infeudò 1/6 di Cerro Tanaro agli Isnardi consignori di Valfenera. Nel 1387 Luigi d'Orléans concesse agli Isnardi l'investitura per le località di Sanfré, Sommariva Perno e Motta.
