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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Guasco

Trinciato (talora tagliato, come in figura) cuneatto d'oro e d'azzurro. Cimiero, leone d'oro coronato, nascente, tenente un anello con diamante; motto: C'est moi desir (in figura, per errore, Se moi desir)

PROVENIENZA Alessandria.

PRIME ATTESTAZIONI Non vi è alcuna testimonianza che ne indichi la presenza in Asti fino al Quattrocento, quando acquistarono una casa in città. Nella loro città d'origine, invece, i Guasco erano una nota famiglia, attestata dalla fine del XII secolo. La variante grafica «Vasco» indusse monsignor Francesco Agostino Della Chiesa a supporre l'esistenza di una famiglia Vaschi autonoma, imparentata con l'omonima casata di Mondovì.

ATTIVITÀ ECONOMICHE Come molti contemporanei, i Guasco si dedicarono al prestito usurario, svolto ad Alessandria dalla fine del XII secolo. La loro storia si intrecciò con quella degli uomini d'affari astigiani nel Quattrocento. Si è a conoscenza di una società composta da Bonifacio Guasco, Antonio de Curia e Giovanni e Gandolfello Pelletta per la gestione della casana di Conflens, in Savoia, negli anni 1451-1452.

CASTELLI E INFEUDAZIONI I Guasco furono signori di Alice fin dall'inizio del XIII secolo, legati da rapporti vassallatici con i marchesi di Monferrato. Nel 1450 essi comprarono Bisio e la sua giurisdizione da Agostino Doria.


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