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Garretti

PRIME ATTESTAZIONI Prima metà del XII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina.
CARICHE PUBBLICHE La prima attestazione politica di un membro della famiglia risale al 1135, con Pietro testimone in un atto del comune. Fino alla seconda metà del XIII secolo, la partecipazione dei Garretti in ambito di governo fu sporadica e limitata ai consigli di credenza. Successivamente Siccardo Garretti fu sindaco (rappresentante) del comune nel 1265, in occasione di un importante accordo politico ed economico stretto tra Asti e Pietro di Savoia. La figura che più spicca è quella d) Andrea Carretti, legum doctor, giudice, giurisperito e, dal 1310, professore in diritto canonico e civile. Dal 1278 egli fu più volte consigliere comunale, sindaco e arbitro in importanti cause tra il comune e terzi. In seguito alla cacciata dei ghibellini da Asti, il Garretti abbandonò la politica cittadina, per ripresentarsi alla venuta di Enrico VII nel 1310. In questa occasione egli prese parte come teste alla dedizione della città all'imperatore e alla conferma dei privilegi imperiali. Quindi seguì Enrico VII a Milano come secretarius caesareus, culminando così la sua camera. Da segnalare, infine, anche Rodolfo Garretti, il quale prese parte alla compilazione degli statuti della società dei Militi nel 1339.
ATTIVITÀ ECONOMICHE Le prime testimonianze riguardo le attività economiche della famiglia si rintracciano a Genova, dove i Garretti operavano fin dal 1184 come mercanti e cambiatori. La città portuale rimase a lungo un importante punto di riferimento delle attività familiari: ancora nella seconda metà del Duecento i Garretti vi possedevano una bottega di cambio nella quale si svolgevano operazioni di prestito rimborsabili anche alle fiere di Lagny sur Marne e Bar sur Aube in Champagne, dove la famiglia conduceva i suoi affari. Nell'ultimo quarto del XIII secolo, i Garretti spostarono il centro dei loro interessi economici ai Paesi Bassi. In seguito alle cacciate dei ghibellini da Asti (1304 e 1312), la loro presenza in Brabante, Fiandra e Hainaut "terre d'Impero" si fece ancor più capillare. All'inizio del Trecento, essi ebbero anche banchi di pegno nel Chiablese (Savoia) a Thonon e ad Aigle. Rolando Garretti, tra il 1310 e il 1320, fu amministratore dell'importante pedaggio di Villeneuve, con funzioni di tesoriere regionale.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Famiglia di vassalli episcopali: nel 1148 Oberto Garretti si sottomise al vescovo giurandogli fedeltà per Lavezzole. Nel 1275 il casato fu costretto dal comune a donare i propri uomini di Lavezzole per popolare la villanova di San Dannano. I Garretti ricevettero l'investitura del vescovo astigiano per Ferrere nel 1347. Di origine vescovile furono anche i feudi di Cellarengo, Menabò e Castellino. Franceschino e Giacomino Garretti ebbero l'mvestitura vescovile per Cellarengo e Menabò, per metà di Belriguardo e di Cisterna nel 1414. Per quanto concerne il feudo di Cisterna, Bartolomeo Garretti ne acquistò una parte dai Bergognini nel 1390, ma è probabile che la famiglia ne possedesse una quota anteriormente. I Garretti farono spogliati di Cisterna dal vescovo Alberto Guttuari, ma ne rientrarono in possesso nel 1446, con investitura del duca Filippo Maria Visconti.
