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Gardino

PRIME ATTESTAZIONI Prima metà del XII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina. E il primo gruppo familiare astigiano a strutturarsi in consorteria (hospitium), alla metà del XII secolo.
CARICHE PUBBLICHE I Gardino furono tra le famiglie più attive nella vita politica di Asti fin dal 1149, quando tra i consoli del comune è attestato un Robaldo Gardino, riconfermato nel 1152. Essi parteciparono in numero cospicuo alle credenze e fornirono alla città personaggi pubblici di grande rilievo, quale Nicola Gardino, più volte credendario tra il 1188 e il 1207. Nel corso del XIII secolo, la figura di maggior spicco fu quella di Guglielmo Gardino, dominus index, chiamato ad arbitrare o a testimoniare nelle più importanti questioni del comune per oltre un quarantennio. La sua cultura giuridica e l'esperienza lo resero indicato a svolgere delicate missioni diplomatiche: nel 1279 Guglielmo si recò a Genova per trattare il rilascio dei prigionieri astigiani presso Carlo d'Angiò. Egli rivestì anche la prestigiosa carica di rettore della Baronia dei Militi (1279) e fu podestà di Chieri (1295). Poiché i Gardino rimasero fedeli sostenitori della causa ghibellina, la loro presenza politica si fece rara dal 1304. Una volta tornati al potere i ghibellini, i Gardino ottennero nuovamente importanti cariche pubbliche. Francesco fu rettore della risorta società dei Militi nel 1340 e Catalano fu consigliere per gli hospitia nel 1374.
ATTIVITÀ ECONOMICHE Come tutte le maggiori famiglie astigiane, anche i Gardino fecero del credito al consumo la loro principale attività economica. Vi sono testimonianze che prestassero a usura a Monale, dove la famiglia deteneva il castello e dove il ricorso a questo tipo di operazioni finì per incrementare la loro proprietà terriera. Verso la fine del Duecento essi erano presenti in Savoia con banchi a Yenne e Chavat. Inoltre essi avevano interessi in Lorena, a Toul, dove Tommaso Gardino è attestato dal 1292, forse come socio o fattore dei Buneo. Attorno alla metà del Trecento i Gardino si spostarono in Germania.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Alla fine del XII secolo i Gardino compaiono tra la clientela vassallatica urbana del vescovo, rinnovando il giuramento di fedeltà al vescovo Oberto nel 1237. A quell'epoca il fendum dei Gardino consisteva nelle decima sulla foresta di Annone. In seguito, in un momento non precisamente identiflcabile, essi entrarono in possesso dei castelli di Mongardino e Monale. Durante le lotte civili, i Gardino si rifugiarono nel castello di Monale che fu poi distrutto usque ad fundum per rappresaglia dai guelfi. Tornata la pace, nel 1310 il giudice Guglielmo Gardino sentenziò per conto del comune che i Gardino avessero la pacifica possessione del luogo e del castello di Monale. Nella seconda metà del Trecento, il casato condivideva inoltre la signoria di Montata Tanagri (attuale Motta, presso Isola d'Asti) con Ubertino Laiolo.
