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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Della Rovere

D'azzurro, alla rovere sradicata d'oro, fruttata dello stesso, coi rami decussati e ridecussati.
Cimiero, una nave d'argento vogante; motto: Attigimus portum (in figura, per errore, Astignus portum).

PROVENIENZA Torino e Savona.

PRIME ATTESTAZIONI Ultimo quarto del XV secolo.

POSIZIONE SOCIOPOLITICA La storia dei Della Rovere è complessa. La famiglia appare all'inizio del Duecento a Torino, dove svolgeva attività usurarie e mercantili. Il matrimonio tra Muzio Asinari e Margherita della Rovere, nel 1279, mostra l'esistenza di rapporti economici e parentali tra la famiglia astigiana e quella torinese. Tuttavia, tra quella data e l'ultimo quarto del XV secolo, non vi sono altre attestazioni dei Della Rovere ad Asti. Nel frattempo, nel corso del Quattrocento, i Della Rovere torinesi avevano conseguito la signoria di Vinovo, iniziando la costruzione di un nuovo castello. L'ascesa sociale del casato in seno alla nobiltà piemontese avvenne tramite le acquisizioni di cariche ecclesiastiche estremamente prestigiose e il conseguimento di carriere diplomatiche, burocratiche e finanaziarie presso la corte dei Savoia. A complicare le cose fu l'elezione al soglio pontificio di Sisto IV al secolo Francesco della Rovere, il quale non apparteneva al casato, bensì a un'omonima modesta famiglia di Savona. Tuttavia, tra le due famiglie, entrambe frequentanti gli alti ambienti ecclesiastici, nacquero intensi legami e protezione reciproca, tanto da confonderle. Lo stemma trovato ad Asti fa riferimento a questa seconda fase della stona del casato, in concomitanza con la nomina di Giovanni della Rovere a canonico della cattedrale (1473) e con l'acquisizione da parte della famiglia del castello di Cisterna, nel 1473.

ATTIVITÀ ECONOMICHE Basate principalmente sull'esercizio di diritti signorili e sulle carriere ecclesiastiche e di corte.

CASTELLI E INFEUDAZIONI II castello di Vinovo e la sua giurisdizione appaiono nelle mani dei Della Rovere di Vinovo verso la metà del Quattrocento. Nel 1473, invece, papa Sisto IV confiscò metà del feudo di Cisterna, metà di Cortanze e Cortazzone ai Pelletta - colpevoli d'omicidio ai danni di un parente - investendone il proprio nipote Antonio della Rovere, il quale tre anni dopo acquistò dai Pelletta l'altra metà di Cisterna.


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