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Cacherano

PROVENIENZA Rocca d'Arazzo (At).
PRIME ATTESTAZIONI Fine XII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina. Almeno dalla metà del XIII secolo appaiono legati in consorteria con le famiglie aristocratiche dei Rocca e degli Arazzo.
CARICHE PUBBLICHE I Cacherano furono attivamente presenti nella vita pubblica astigiana e la loro partecipazione ai consigli comunali fu continua fin dall'inizio del Duecento, con un Rolando credendario nel 1204 e un Guglielmo più volte ambasciatore del comune (dal 1212). Diversi membri si distinsero nella carriera notarile: in particolare spicca Francesco Cacherano che, tra XIII e XIV secolo, alternò la normale attività di notaio con quella di procuratore legale per alcuni enti monastici e per cittadini astigiani abbienti. Un suo parente, Raimondo Cacherano (suo contemporaneo), intraprese invece la camera giuridica e fu un noto index et iurisperitus del comune. Anche Bertramo Cacherano ricevette un'istruzione giuridica, come si deduce dalla sua nomina a podestà di Vercelli nel 1292. Nell'ambito delle carriere pubbliche si distinse Allione Cacherano, il quale nel 1312 risultava collettore dei pedaggi e dei redditi di Asti, nonché massaro (amministratore) del comune. I Cacherano ebbero parte nella società dei Militi astigiani, in qualità di rettore (Rolando, nel 1250) e di savio (Bartolomeo) incaricato di approvare i capitoli della risorta Società nel 1339.
ATTIVITÀ ECONOMICHE I Cacherano svolsero attività commerciali all'estero: nel 1282 un Manfredo ottenne la residenza a Bergues in Fiandra, a condizione di commerciare senza usura. La famiglia aveva banchi di pegno in Piccardia prima del 1258; verso la fine del XIII secolo trasferì i suoi interessi nei Paesi Bassi e in Borgogna, a Besancon e Montbéliard. In patria i Cacherano prestarono con assiduità ai loro concittadini. Nel 1306 Guglielmo Cacherano concesse un prestito a Filippo d'Acaia di stanza in Asti, ottenendone in pegno prezioso vasellame d'argento.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1237 un Guglielmo Cacherano appare tra i fedeli del vescovo per Rocca (l'attuale Rocca d'Arazzo); nel 1377, il castello di Rocca è ancora nelle mani dei Cacherano. Nel 1287 Pietrine Cacherano ottenne l'investitura vescovile per Coassolo. Ancora nel XIII secolo la famiglia giunse in possesso del castello di Moasca. Nel corso delle guerre partigiane, al principio del Trecento, i ghibellini Cacherano lo resero punto di partenza di spedizioni contro Asti e la parte guelfa. Nel 1308 il castello fu distrutto dall'esercito astigiano, che lo sottrasse alla famiglia detentnce. Tornarono però in possesso del luogo e del castello verso la metà del secolo, e nel 1379 Pietrine Cacherano ne fu infeudato dai Visconti. I Cacherano ottennero anche, nel 1369, l'investitura di Amedeo VI per la giurisdizione e il castello di Bricherasio e tre anni dopo il principe d'Acala investì Franceschino Cacherano della vicina Roletto. Nel 1412 Guglielmino Cacherano signore di Bricherasio ottenne il feudo di Envie da Ludovico d'Acaia.
