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Buneo

PRIME ATTESTAZIONI Ultimo quarto del XIII secolo.
POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina.
CARICHE PUBBLICHE Membri della famiglia presenziarono ai consigli di credenza fin dal 1275. Ranieri
Buneo alternò l'attività feneratizia oltralpe e la partecipazione alla vita politica cittadina, in cui si distinse
come sapiente nel 1290. Oltre a lui, emerse Berardo Buneo, nominato sapiens nel 1299. Secondo il cronista
Guglielmo Ventura la famiglia era compattamente ghibellina, tant'è che tutti i Buneo, eccetto uno, abbandonarono Asti al ritorno degli avversari Solaro, nel 1304.
ATTIVITÀ ECONOMICHE La famiglia esercitò l'usura in patria, in particolare a Poirino e Serravalle, dove possedeva edifici e terreni, i Buneo operarono con assiduita all'estero, in Lorena, dove risultavano detenere numerosi banchi di pegno fin dal 1275. Il massiccio esilio a cui furono costretti per motivi politici all'inizio del Trecento accrebbe il numero dei Buneo impiegati nei banchi oltralpe: una parte della famiglia si radicò in Lorena, mentre altri rami tornarono in patria verso la fine del XVI secolo.
CASTELLI E INFEUDAZIONI Non risultano detenere beni feudali fino all'età moderna, quando entrarono a far parte, per una quota ridotta, del consortile di Monale. Essi ebbero anche diritti signorili a Bagnolo, Bussolena, Marcorengo e Roccaforte.
