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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Bolla

Di rosso, alla banda d'oro accompagnata da due stelle dello stesso.

PROVENIENZA Chieri.


PRIME ATTESTAZIONI Prima metà del XIII secolo.

POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina.

CARICHE PUBBLICHE Seppur presenti con una certa continuità nella vita pubblica astigiana come credendari, i Bolla non occuparono cariche di grande rilevanza. Si distinguono le figure di Albertino Bolla, podestà di Montaldo nel 1303, e di Giacomo Bolla, più volte credendario tra il 1275 e il 1304 e ufficiale del comune addetto all'amministrazione nel 1282.

ATTIVITÀ ECONOMICHE I Bolla risultano impegnati in attività usurarie all'estero e in patria. La prima testimonianza della loro presenza oltralpe risale al 1247, quando Oddone Bolla ottenne la borghesia di Douai (Francia settentnonale), condizione necessaria per poter commerciare con regolarità. Anche in seguito la famiglia privilegiò l'Europa del nord, in particolare i Paesi Bassi. Nel 1308, Giacomo Bolla dispose un lascito di 200 lire alla Chiesa d'Asti, per compensare le operazioni usurarie condotte in vita.

CASTELLI E INFEUDAZIONI La famiglia era proprietaria di numerosi terreni nei pressi di Poirino, ma non risulta disporre di beni feudali fino all'età moderna. In Asti possedeva il palazzo dei Leoni (o dei Parati), all'angolo delle attuali via Carretti e via Balbo.


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