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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Allione

Di [...], a cinque pali di [...].

POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de populo, non apertamente schierata tra guelfi e ghibellini.

CARICHE PUBBLICHE La famiglia conta numerosi credendari a partire dal 1252. Diversi esponenti rivestirono ruoli di spicco nelle società di Popolo astigiane: in particolare, Guglielmo Allione fu rettore della società del Borgo di Santa Maria nel 1264 e delle Quattro società nel 1282. Bonifacio Allione fu rettore delle Quattro società nel 1271 e nel 1281.
Ancora nel 1379 Catalano Allione rivestì l'incarico di sapiens de populo, mentre un suo parente, Gasparone, contribuì alla riforma degli statuti, tra i capitulares de populo. Gli Allione furono intensamente coinvolti nella vita pubblica astigiana anche in qualità di ufficiali e sapienti. Si segnalano Guglielmo, ufficiale del fodro nel 1281, Pagano e Giorgio, sapienti del comune rispettivamente nel 1277 e 1309. Tra i personaggi illustri della famiglia si annovera il poeta Giovan Giorgio Allione, nato verso il 1460, autore di farse e di composizioni scherzose in dialetto e in francese, quali la Macheronea e l'Opera jocunda. Dal punto di vista politico, egli fu un sostenitore della dominazione francese e attivo anche nella vita pubblica della città, tanto da far parte, nel 1508, del Gran consigilo di Asti.

ATTIVITÀ ECONOMICHE Gli Allione traevano il loro reddito essenzialmente dal prestito di denaro, sia al comune, attestato fin dal 1259 , sia a privati. A ciò affiancavano altre rendite, come quelle derivanti da un mulino a Canale, alienato per 1/3 ai Pelletta nel 1284. La famiglia svolse l'attività feneratizia anche all'estero: verso il 1290 Guy de Dampierre, conte delle Fiandre, nel tentativo di risollevare le proprie finanze, ricorse all'aiuto di Uberto Allione, incaricato della zecca di Namur (Paesi Bassi) dal 1283. Nelle Fiandre gli Allione furono soci di un'altra famiglia astigiana, i Mancinella, alla quale furono legati da vincoli matrimoniali. Nel 1312 Giorgio Allione risultava moneriere dell'imperatore Enrico VII.

CASTELLI E INFEUDAZIONI nella seconda metà del Trecento, Gasparone Allione possedeva 2/3 del castello di Monteletto, nel territorio di San Damiano. Rimasto senza discendenza diretta li lasciò in eredità a Giacomo e Bartolomeo Scarampi.


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