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Araldica Astigiana

A cura di Renato Bordone
Editrice: Umberto Allemandi & C.

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Alfieri

D'oro all'aquila coronata di nero. Cimiero, l'aquila del campo, nascente; motto: Tort ne dure; sostegni, due aquile come nel campo affrontate.

POSIZIONE SOCIOPOLITICA Famiglia de hospitio, ghibellina.

CARICHE PUBBLICHE Guala Alfieri fu console del comune nel 1176. Dopo di lui, ogni generazione della famiglia ebbe almeno un personaggio di spicco: Guglielmo Alfieri fu presente nella vita pubblica astigiana in qualità di credendario, sapiente e ambasciatore dal 1221 al 1252. Il cronista Ventura attribuisce a lui e al socio Pietro Lorenzi il merito d'aver sventato il tentativo compiuto dal marchese Pallavicino di appropriarsi della signoria di Asti, nel 1250. Due anni dopo Guglielmo Alfieri ricopriva la prestigiosa carica di rettore della società dei Militi. Anche il figlio Enrico si distinse per abilità politica: intrapresi gli studi giuridici, nel 1263 risultava podestà di Chieri. Negli anni seguenti, indicato con il titolo onorifico di dominus, intervenne spesso come procuratore del comune o come testimone in atti pubblici di grande importanza, fino alla sua morte, avvenuta negli anni Novanta del Duecento. Ancor più noto fu il cugino di Guglielmo, Ogerio Alfieri, ripetutamente credendario e sapiente dal 1274, incaricato dell'archivio comunale nel 1293 e redattore di una famosa Cronica, terminata poco prima della morte (e. 1294). Si ricorda, infine, Bertramino Alfieri, uno dei quattordici savi che approvarono lo statuto della risorta società dei Militi nel 1339.

ATTIVITÀ ECONOMICHE II raggio d'azione delle attività economiche di questa famiglia fu molto vasto. Dagli anni Quaranta del Duecento, gli Alfieri operarono in Borgogna dove si dedicarono al commercio, ma soprattuto alle attività creditizie, senza per questo tralasciare gli interessi in Italia. Diversi membri della famiglia, infatti, operavano esclusivamente nel territorio astigiano, annoverando tra la clientela anche il Capitolo della cattedrale di Asti e numerose comunità del contado. Gli Alfieri ebbero casane in Savoia e a Friburgo: l'esperienza maturata in questi luoghi permise a Martino Alfieri di essere nominato tesoriere del conte Amedeo V di Savoia, nel 1300. Per tutto il XIV secolo, gli Alfieri furono presenti nelle principali località dei Paesi Bassi, in particolare a Bruxelles e a Lovanio. In quest'ultima città essi erano ancora attivi alla metà del Quattrocento.

CASTELLI E INFEUDAZIONI Nel 1213 Ogerio Alfieri e i suoi fratelli furono investiti dal comune di una parte di Mombercelli. Nel 1277 la famiglia fu obbligata a vendere le sue quote di Mombercelli ad Asti e rimase in possesso di alcuni beni allodiali siti all'interno e all'esterno del castello. Successivamente (1314), Martino Alfieri si riappropriò con la forza dell'intera fortezza, causando la reazione di Asti che la incendiò e distrusse. Nel 1329 gli Alfieri vendettero Mombercelli agli Scarampi. Gli Alfieri furono anche signori di Magliano, avendo acquistato il castello tra il 1240 e il 1242 ed essendone stati investiti dal vescovo.


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