Comune di Asti: Vai al contenuto della pagina

Sito accessibile - scegli la versione: Grafica Alta visibilità Solo testo

Logo manifestazioni

Cultura e spettacolo

Teatro Alfieri, Via al Teatro 2
Assessore: Dr. Gianfranco Imerito
Dirigente: Dott. Leto Salvatore

Info

Tel. 0141 399.050/051
Fax: 0141 399.053

Invia una mail al settore

Musei

Archivio Storico, via Cardinal Massaia 5
Assessore: Dr. Gianfranco Imerito
Dirigente: Dott. Leto Salvatore

Info

Tel. 0141 399.489/466/508
Fax: 0141 558338

Invia una mail al settore

Ti trovi qui:

Leggenda di San Secondo Patrono della città

Gli atti del martirio di San Secondo furono pubblicati, per la prima volta, dai bollandisti e a questi si ispirarono gli storici locali che trattarono della vita del Santo. A partire dal Savio (1896), tuttavia, si cominciò a dubitare della esattezza della fonte, che, dal punto di vista storico, presentava numerose contraddizioni. Anche negli ultimi anni sono state avanzate tesi diverse sull'origine del culto: P. Dacquino, ad esempio, riteneva che Secondo non fosse un martire della milizia romana, bensì un vescovo vissuto in epoca longobarda. Successivamente G.P.Silicani riconosceva in lui il protovescovo storico (o ideale) della città vissuto in epoca tardo-romana (V secolo). Comunque sia, la storia del Santo da tempo immemorabile suggestiona l'immaginario degli astigiani e alla sua storia leggendaria, s'ispirarono gli artisti barocchi che nella chiesa a lui dedicata ne rappresentarono i fatti più significativi della vita. La leggenda ci tramanda che Secondo, di nobili origini romane, forse appartenente alla famiglia dei "Vettii" o della "Gens Licinia", era un idolatra fervente e grande amico di Saprizio, prefetto delle Alpi Cozie.

Iniziato al Cristianesimo da Calogero (che era detenuto nelle carceri astigiane), partì poi con Saprizio per un viaggio verso Tortona e proprio durante il tragitto accaddero prodigi eccezionali. Accolto a Tortona da Marziano, vescovo della città, venne da questi esortato a persistere sulla via della conversione e della carità, e ad andare a Milano presso i confessori Faustino e Giovita. Secondo, giunto a Milano, ebbe la benedizione di Giovita che lo invitò a portare il sacramento dell'eucarestia a Calogero e Marziano. Ritornato a Tortona, Secondo riuscì ad entrare nelle prigioni in cui Marziano era stato nel frattempo rinchiuso da Saprizio che lo aveva anche già condannato a morte; qui Secondo gli rimase accanto per tutta la notte e il giorno seguente, dopo il supplizio, ne seppellì il corpo. Saprizio, resosi conto della conversione di Secondo al Cristianesimo, cercò di convincerlo a rinunciarvi, dapprima con le lusinghe e poi con la forza: Secondo, nonostante le torture subite, rimase irremovibile nella sua scelta.

Saprizio allora lo condannò a morte ma, durante la notte precedente il supplizio, Secondo fu liberato da un angelo mandato dal cielo e trasportato ad Asti, nel carcere dove già si trovava Calogero. Saprizio, scoperta la fuga, tornò ad Asti, mandò Calogero ad Albenga, dove venne martirizzato, mentre Secondo, il 30 marzo del 119 d.C., venne portato all'esterno delle mura astigiane e decapitato. La leggenda narra ancora che il Santo fu sepolto sul luogo in cui fu ucciso e che qui sorse in seguito la chiesa a lui dedicata. A prova della benevolenza del Santo si deve ricordare la liberazione della città dall'assedio minacciato nel 1526 dal condottiero Fabrizio Maramaldo, al servizio dell'imperatore Carlo V, al tempo comandante del presidio di Alessandria. Quest'ultimo infatti, avendo tentato di entrare tra porta San Pietro e borgo San Lazzaro, presso il rio Valmanera, fu respinto e allontanato dalla popolazione che aveva invocato con fervore la protezione della Vergine e di San Secondo. Questa vittoria fu attribuita proprio all'intercessione divina e in particolare all'aiuto del Santo patrono Secondo. L'importante vicenda fu raffigurata nell'affresco tuttora visibile nella parete destra del coro della collegiata a lui dedicata.



Affresco di Maramaldo e i suoi mercenari sono messi in fuga dall'apparizione di S.Secondo (Coro, affresco, 1701 - 1702)

a cura di Fabiana Percopo

 


Home
| Amministrazione | Uffici comunali | Appalti e Concorsi | Manifestazioni | Cultura | Turismo | Link rapidi | Comune online | Dichiarazione di Accessibilità

Powered by Sistemi Informativi Comune di Asti Web-Media • © Comune di Asti • Piazza S.Secondo 1 - 14100 - Asti • Centralino +39.0141.399111 • urp@comune.asti.it