|
La collegiata di S. Secondo, ricordata per
la prima volta in un documento dell'876, sorge sul luogo dove le
tradizione vuole che sia stato sepolto il martire più venerato
in città. Dalle prime attestazioni le reliquie del santo
protettore appaiono conservate e venerate nella basilica, dando
origine ad un culto intenso che si rafforzerà nel corso dei
secoli.
La chiesa nel IX secolo era situata nel suburbio
della città, nei pressi della cinta muraria di età
romana, in una piazza adibita a mercato. Di questo periodo rimangono
poche tracce che non permettono di ricostruire l'impianto planimetrico
dell'edificio.
Alla fase ottoniana risalgono la costruzione della cripta, promossa
dal vescovo Bruningo intorno al 960, come testimonia un'epigrafe
ritrovata nel corso di scavi nel 1888 e oggi conservata nella navata
sinistra della chiesa, alla base del campanile. Della cripta originaria
rimane la parte orientale, una sala ad emiciclo, con al centro quattro
colonnine monolitiche che sostengono la copertura con volte a crociera.
I capitelli, decorati da linee incise, con semplici motivi a spirale
o a striature curvilinee a fasci paralleli, sono stati variamente
datati, dal periodo longobardo al X secolo. Il campanile realizzato
in laterizi, scansito da fasce marcapiano ad archetti pensili litici,
risale alla fase romanica, con interventi successivi nel XIII secolo.
La chiesa venne completamente ricostruita
tra il XIII e il XV secolo, con lunghe sospensioni dei lavori e
ripensamenti progettuali. L'inizio dell'opera è testimoniato
da una bolla di Alessandro IV del 1255 che concedeva indulgenze
a chi avesse contribuito alla ricostruzione. I lavori però
iniziarono soltanto tardivamente e procedettero a rilento e per
tutto il Trecento.
|
S.
Secondo - facciata
S.
Secondo - cappelle laterali
S.
Secondo - interno
|
|
La chiesa mantiene comunque un aspetto unitario
e si presenta con una pianta longitudinale, divisa in tre navate
irregolari; quella centrale termina con un'abside poligonale, quella
di sinistra presenta una terminazione piatta, mentre la navata destra
è stata prolungata da Vittone, nel XVIII secolo, con la realizzazione
di un'abside semicircolare. Gli spazi interni risultano sfalsati
dalla sopraelevazione del pavimento, attuata nel 1824, per adeguare
il livello interno a quello esterno della piazza del mercato.
La facciata della chiesa conclude la fase medievale del lungo cantiere,
come testimonia una lapide del 1440 nella quale viene ricordata
la donazione della famiglia Borgesio per la costruzione. Presenta
un profilo a capanna, con tre rosoni posti in asse rispetto ai portali
di accesso, coronati da ghimberghe triangolari; i contrafforti scandiscono
la composizione architettonica, riprendendo la suddivisione dello
spazio interno.
La strombatura dei portali è formata
da colonnine sormontate da capitelli in arenaria decorati a foglie
d'acanto, rosette e testine, in parte abrasi. Il prospetto meridionale
è arricchito da una serie di archetti pensili sormontati
da file alternate di rombi e listelli, e presenta una serie di cappelle
poligonali scandite da grossi contrafforti. Le finestre ogivali
sono caratterizzate dalla bicromia data dall'uso alternato dell'arenaria
e del cotto; la monofora della prima cappella ha una cornice in
arenaria lavorata con motivi a foglia di quercia.
L'interno dell'edificio conserva testimonianze pittoriche tardo
medievali: nelle prime tre cappelle della navata destra sono visibili
resti di affreschi del primo XV secolo.
|